L’AQUILA – Se c’era un dato che confermava per il nostro Paese, l’avanzare della civiltà, del suo progresso, in campo medico ma anche sociale e politico, era l’aspettativa di vita media, cresciuta costantemente nel corso del ‘900 e poi nel nuovo millennio.

Ebbene in un solo anno, il terribile 2020 segnato dal covid-19, che ha mietuto finora oltre 100mila vittime, si è registrato un inquietante passo indietro, anche per questo parametro  nel quale l’Italia primeggia nel mondo, e lo stesso è avvenuto in Abruzzo, in particolare nella provincia di Pescara.

A livello nazionale si è passati per le donne dagli 85,4 anni del 2019 agli 84,3, mentre per gli uomini dagli 81,1 ai 79,7 anni del 2020. Complessivamente si è passati dagli 83,3 anni del 2019 gli 82 del 2020, con una perdita di aspettativa di vita di un anno e tre mesi.

Per quanto riguarda l’Abruzzo la flessione è meno marcata, ma comunque significativa: per le donne si è passati dagli 85,7 del 2019 ai 85 del 2020, per gli uomini da 81,2 agli 80,2. Complessivamente si passa dagli 83,4 anni del 2019 agli 82,5 del 2020, con una perdita di 9 mesi.

Il calcolo sulla speranza di vita alla nascita degli italiani è stato  elaborato del centro studi Nebo per il Sole 24 Ore utilizzando i dati attualmente disponibili sul 2020 e messo a confronto con quelli consolidati dell’anno precedente. Una stima resa possibile grazie ai dati sulla popolazione residente al 1° gennaio, ai bilanci demografici di Istat attualmente disponibili (ipotizzando per dicembre 2021 una natalità pari a quella di novembre) e ai dati sulla mortalità, aggiornati dall’istituto fino a dicembre.

Su base territoriale ecco i dati medi delle quattro province abruzzesi per il 2020: a L’Aquila l’aspettativa di vita delle donne è stata di 84,8 per gli uomini di 80,5, con una flessione rispettivamente di 3 mesi e 4 mesi rispetto al 2019.

In provincia di Teramo donne 85, 3 uomini 79,7, con flessione rispettivamente di 7 mesi e 1 anno e un mese. In provincia di Chieti donne 85,3 e uomini 80,4 con flessione rispettivamente di 3 mesi e 1 anno e 2 mesi.

Infine nella provincia di Pescara, donne 84,7 e uomini 79,9, con una flessione rispetto al 2019 molto più marcata rispetto alle altre tre province di un anno e 2 mesi e un anno e mezzo.

Altrove ci sono province vedi la Lombardia, tra le regioni più colpite dalla pandemia dove l’aspettativa di vita ha subito un crollo ben superiore:  Cremona 5 anni, Bergamo, meno 4 anni e 6 mesi, Lodi 4 anni e 9 mesi.

E a queste martoriate province si è riferito il premier Mario Draghi, nel suo discorso di insediamento al Senato: “L’aspettativa di vita a causa della pandemia è diminuita, fino a 4 o 5 anni nelle zone di maggior contagio. Un calo simile non si registrava dai tempi delle guerre mondiali.

Secondo l’elaborazione la pandemia ha cancellato in un solo anno i progressi fatti negli ultimi dieci, con l’Italia che permaneva nel tempo uno dei paesi più longevi nel contesto internazionale. Rispetto ai dati più recenti di Eurostat sulla speranza di vita alla nascita aggiornati al 2018, il nostro Paese si confermava ancora una volta al secondo posto tra i 28 paesi dell’Unione europea, dopo la Spagna e con un vantaggio di vita attesa di 3,3 anni rispetto alla media europea.

Del resto come calcolato dall’Istat e dall’Istituto superiore di sanità, l’eccesso di mortalità del 2020 (+21% rispetto alla media 2015-2019 tra marzo e dicembre, pari a 108.178 decessi)

In particolare, guardando alle singole regioni, nel 2020 il calo atteso più forte nella speranza di vita alla nascita si registra in Lombardia, in cui la mortalità registrata nel corso dell’anno provocherebbe una perdita di circa 2,4 anni (da 83,7 a 81,2), seguita, in ordine decrescente, dalla Valle d’Aosta (-1,8 anni; da 82,7 a 80,9), dalle Marche (-1,4 anni; da 84 a 82,6), dal Piemonte (-1,3 anni; da 82,9 a 81,6) e dal Trentino-Alto Adige (-1,3 anni; da 84,1 a 82,8).

Riduzioni superiori ad 1 anno sono state inoltre registrate anche in Liguria (-1,2 anni; da 83,1 a 81,9), Puglia (-1,2 anni; da 83,3 a 82,1) ed Emilia-Romagna (-1,2 anni; da 83,6 a 82,4)