TERAMO – “Basta strumentalizzazioni: la Tasi è al massimo, ma nel complesso le tasse comunali a Teramo sono diminuite”.

Non ci sta il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi a passare per salassatore dei suoi cittadini, una parte dei quali lo ha rieletto di recente. 
Giudizio che potrebbe essere indotto dal valutare solo l’aliquota massima applicata del 3,3 per mille della Tasi, la nuova tassa sui servizi indivisibili che quest’anno si paga per la prima volta e che di fatto sostituisce la vecchia Ici/Imu sulla prima casa.

“Da quest’anno – spiega però il sindaco – è in vigore la Luc, L’ Imposta Unica comunale,  che racchiude in tre tasse locali, ovvero la Tasi, l’Imu e la Tari. A dispetto di quanto improvvidamente dichiarato, la Luc, nel suo complesso, non fa registrare un aumento della tassazione locale ma una diminuzione”.

La Tari, la nuova tassa sui rifiuti, “è diminuita infatti sia per i cittadini che per le attività produttive; nel primo caso l’aliquota è inferiore in percentuali che vanno dal 7 al 10 per cento rispetto a quelle dell’anno precedente, nel secondo dal 16 al 20 per cento”.

“La somma tra Imu e Tasi tocca la medesima aliquota del 2013, e cioè il 10,6 per cento e questo perché se è vero che la Tasi è del 3,3 per cento, l’Imu è invece diminuita”, viene spiegato. 

“Il Comune di Teramo – si legge in una nota – con una serie di decisioni, ha manifestato la reale intenzione di voler agevolare le imprese e le attività commerciali e che sono state tenute in considerazione diverse categorie di contribuenti ai fini Imu e Tasi che pagheranno meno rispetto agli scorsi anni”.

Queste le categorie: i pensionati con reddito inferiore a 10.600 euro e i cassintegrati, esentati dal pagamento della Tasi, i possessori di aree edificabili, che pagheranno l’1 per cento in meno di Imu rispetto all’anno scorso, i possessori di immobili inattivi e privi di utenze pagheranno 2 punti in meno, i possessori di immobili che hanno assunto uno o più dipendenti a tempo indeterminato, e che pagheranno 3 punti in meno. 

E in questi ultimi casi la Tasi non si applica, come pure per le abitazioni concesse in comodato a figli, dove si riduce anche l’Imu dell’1 per cento. 

Per le locazioni a canone concordato, dove si conferma aliquota Imu agevolata al 7,6 per cento. Pagano meno Imu e zero Tasi i residenti all’estero. Ed altri sconti sono previsti per categorie a reddito basso.

“Dopo aver ripristinato la verità – conclude Brucchi –  è il caso di dire che il vero interesse dei cittadini lo assicura chi prende decisioni difficili in un momento così delicato per la vita delle famiglie e per le attività imprenditoriali e commerciali. Coloro che di fronte a tutto ciò cavalcano la tigre della strumentalizzazione, piegando cifre e considerazioni all’unico scopo di gettare in cattiva luce l’amministrazione comunale per lucrare un mero vantaggio elettorale, ingenerano confusione e soprattutto crescente preoccupazione”.