SULMONA  –  “Non rinnego il civismo e i rapporti di amicizia in particolare con Andrea Gerosolimo, Luigi Di Loreto e con chi come me si era collocato in quell’area. E’ stata sicuramente una bella esperienza ma credo che ormai si debba necessariamente ritrovare una collocazione nella propria area di appartenenza. ll mio ingresso in Fdi è stato voluto e condiviso con un gruppo di amici che sono stati più vicini a me in campagna elettorale e che mi hanno supportato nel risultato eclatante”.

Così il consigliere comunale di Sulmona, Salvatore Zavarella, ha spiegato ieri in conferenza stampa i motivi del suo passaggio al gruppo di Fratelli d’Italia, abbandonando  la civica dell’ex assessore regionale Andrea Gerosolimo, grande sconfitto delle elezioni di ottobre, vinte dal centrosinistra di Gianfranco Di Piero.

A benedire l’adesione di Zavarella al partito di Giorgia Meloni sono intervenuti i vertici regionali e provinciale di Fratelli d’Italia. Presenti il coordinatore abruzzese, Etel Sigismondi, l’assessore regionale, Guido Quintino Liris, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, insieme al capogruppo consiliare di Sulmona, Vittorio Masci, al coordinatore territoriale, Sandro Ciacchi, ed all’ex consigliere comunale, Mauro Tirabassi. Zavarella ha sottolineato di non rinnegare il civismo.

“Ognuno è libero di fare le scelte che vuole. Non è nulla di personale ma è semplicemente perché voglio cercare di mettere a disposizione la mia volontà ed operatività rispetto ad un partito che oggi, nell’ambito del centrodestra, è il partito trainante. A Sulmona e nel territorio peligno Fratelli d’Italia deve riorganizzare una macchina partitica che funzioni per avere il pieno sostegno degli rappresentanti regionali e provinciali. Per un non residente a Sulmona credo che valga abbastanza quello che siamo riusciti a fare. E’ mia abitudine condividere le scelte. Ho trovato un gruppo di amici che era fortemente convinto affinché io mi ricollocassi nell’area di appartenenza perché vengo da tre mandati consecutivi a Pratola Peligna nel centrodestra, due di maggioranza ed uno di opposizione. Non mi sono inventato niente e sono tornato alle mie origini”, ha concluso Zavarella.

“Le ultime elezioni comunali – ha dichiarato Masci – hanno rappresentato un momento di passaggio e di decisione per stabilire se la città voleva continuare ad essere amministrata con ipotesi civiche o con la politica tradizionale rappresentata dai partiti. Io mi sono molto battuto rischiando anche in proprio in questa vicenda elettorale perché la politica fosse ricondotta nelle sedi tradizionali. Mi sono battuto contro il civismo non parlandone come se fosse un mostro ma dicendo soltanto che la politica andrebbe ricondotta nelle sedi dei partiti perché i referenti sono i partiti e, quindi, il dialogo non può che essere tra gente che parla la stessa lingua. In questa ottica ho sempre pensato che coloro i quali si sono sempre impegnati in politica per la città e che avevano dato il loro impegno, anche in un’esperienza civica, devono avere la possibilità di essere ricondotti all’interno delle forze politiche tradizionali”