PESCARA – A Pescara si tornerà al voto in 23 delle 170 sezioni, alle urne saranno richiamati i circa 14mila aventi diritto al voto.

Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, confermando parzialmente la sentenza del Tar che a giugno scorso aveva disposto nuove elezioni in 27 sezioni a causa di irregolarità nelle operazioni della tornata elettorale della primavera 2024 in cui il sindaco di centrodestra Carlo Masci aveva vinto evitando il ballottaggio per poche centinaia di voti.

Il provvedimento, che definisce con precisione le ragioni giuridiche della decisione dopo l’udienza pubblica di merito dello scorso dicembre, riduce però il numero di sezioni coinvolte rispetto alla richiesta iniziale del Tar, motivando in dettaglio quali criticità specifiche rendano necessario il rinnovo delle operazioni solo in 23 seggi. Questo, dice la legge entro 60 giorni, ovvero non oltre, si prevede il weekend del 14 e 15 marzo prossimi.

Alle elezioni amministrative dell’8 e 9 giugno 2024 ha vinto al primo turno il sindaco uscente Carlo Masci di Fi, che ha superato il 50% con uno scarto di soli 584 voti: Masci ha ottenuto 31.535 preferenze, pari al 50,95%; il candidato sindaco per il centrosinistra, Carlo Costantini, si è fermato a 21.192 (34,24%), seguito dal civico Domenico Pettinari (8.096 voti, 13,08%) e da Gianluca Fusilli.

Mentre gli uffici comunali sono al lavoro per l’aggiornamento del corpo elettorale, l’ultimo dato disponibile è quello delle elezioni amministrative 2024.

Il nuovo voto dovrebbe svolgersi indicativamente entro due mesi a partire da oggi: a indicare la data sarà il prefetto.

Se le elezioni parziali dovessero cambiare l’esito del voto e non dovessero confermare la vittoria al primo turno del sindaco Carlo Masci, l’intera città dovrà tornare alle urne dopo due settimane per il turno di ballottaggio.

In attesa delle nuove elezioni, come previsto dall’ordinanza del Tar dello scorso 25 giugno, si lavorerà solo sull’ordinaria amministrazione e sugli atti urgenti e indifferibili.

Il Tar Abruzzo, con provvedimento dello scorso 25 giugno, parlando di “vizi che trascendono aspetti meramente formali” e di “numerosissime irregolarità” e inviando tutto alla Procura di Pescara per la valutazione di eventuali ipotesi di reato, aveva disposto l'”annullamento delle votazioni e del risultato della procedura elettorale, con annullamento degli atti di proclamazione degli eletti dei candidati a Sindaco e Consiglieri Comunali e di nomina”, disponendo nuove elezioni nelle 27 sezioni in cui erano emerse le criticità più gravi.

Le elezioni parziali erano già state disposte dal prefetto per il 24 e 25 agosto scorso, ma non si sono tenute a seguito del pronunciamento del Consiglio di Stato, a cui si era rivolto il sindaco Masci.

Rita Antonietta Troiani e Giorgia Di Federico, cittadina e candidata non eletta alla carica di consigliere comunale, rappresentate e difese dagli avvocati Gianluigi Pellegrino e Luca Presutti, che avevano contestato al Tar irregolarità in più dei due terzi delle sezioni, hanno poi presentato appello alla stessa sentenza del Tar, chiedendo l’annullamento totale delle elezioni. Contro l’appello si sono costituiti il Comune di Pescara, il sindaco Carlo Masci ed altri consiglieri eletti nella maggioranza di centrodestra.

Scendendo nel dettaglio, il Consiglio di stato, presieduto da Diego Sabatino e composto dai consiglieri Stefano Fantini, Giuseppina Luciana Barreca, Marina Perrelli e Annamaria Fasano, hanno confermato solo in parte la sentenza di primo grado, disponendo che le elezioni non vanno ripetute nei seggi 2, 90, 140 e 145, mentre nulla muta per gli altri 123 seggi dove si dovrà tornare al voto, ovvero nelle sezioni 28, 31, 43, 44, 46, 55, 57, 71, 74, 89, 117 , 157, e ancora nelle sezioni 25, 42, 45, 47, 51, 73, 78, , 95, 137 e 169. In totale 23 su 170 sezioni.

Si conferma per il resto l’infondatezza della richiesta di annullamento totale e complessivo delle elezioni e il Collegio condivide quanto esposto dalla sentenza del Tar, “in ordine all’operatività del principio di strumentalità delle forme nel procedimento elettorale, espressivo dell’interesse alla stabilità del risultato elettorale e implicante il rispetto della volontà dell’elettore e dell’attribuzione di significato alla consultazione elettorale”. Infatti “di regola, i vizi nella compilazione dei verbali delle sezioni elettorali o le discrepanze tra il numero delle schede autenticate e la somma delle schede votate non sono considerati irregolarità sostanziali, a meno che non si denunci un’irregolarità concreta nella conduzione delle operazioni di voto che comprometta l’accertamento della volontà del corpo elettorale”

Non può comportare infatti “l’annullamento delle stesse operazioni la mera irregolarità, ossia quei vizi da cui non derivi alcun pregiudizio per le garanzie e alcuna compressione della libera espressione del voto”.

In particolare per le sezioni dove non sarà necessario tornare a votare: nella numero 2, l’annullamento del Tar  era dipeso dal rinvenimento di 24 schede non bollate, nella numero 140 le 5 schede in più rinvenute sarebbero state autenticate in un momento successivo per consentire il voto dei componenti del seggio. Per le altre due sezioni riabilitate, si legge nella sentenza, “non occorre indugiare nello scrutinio della sezione 90, essendo stato, in accoglimento della prima parte del secondo motivo dell’appello incidentale, ritenuta inammissibile la censura, svolta con i primi motivi aggiunti, che aveva determinato l’annullamento delle operazioni elettorali ivi svoltesi. Lo stesso esito si impone per la sezione n. 145 o, si è già accertata l’inammissibilità del motivo che aveva portato all’annullamento delle operazioni elettorali ivi svoltesi”.

LE REAZIONI

“Prendo atto della sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il nostro appello solo in parte, stabilendo che si torni al voto in 23 sezioni (di cui una ospedaliera) su 170. Leggendo la sentenza, registriamo che l’appello di Carlo Costantini è stato totalmente rigettato e la sua tesi – sul fatto che si dovesse tornare alle urne in tutte le sezioni della città – è stata categoricamente smentita.

Così il sindaco di Pescara, Carlo Masci.

“La sentenza, inoltre, ha escluso in maniera chiara che si sia verificato il fenomeno della cosiddetta “scheda ballerina”, confermando che le elezioni si sono svolte regolarmente. Il Consiglio di Stato ha considerato errori formali quelli commessi dai presidenti nelle 23 sezioni dove va ripetuto il voto e di questo non posso che essere amareggiato perché questi errori, assolutamente indipendenti dalla mia persona e dalla coalizione che mi sostiene, ci hanno causato un danno, portando all’annullamento parziale delle elezioni con le quali i cittadini mi hanno rieletto al primo turno, staccando il secondo candidato di oltre 10mila voti”.

“Già dal 25 giugno scorso avevo detto che sarebbe stato opportuno tornare alle urne immediatamente e oggi, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, spero che  il nuovo voto nelle 23 sezioni avvenga nel più breve tempo possibile, per garantire stabilità al governo della città, per non fermare tutti i progetti in corso e da avviare e per consentire a Pescara di crescere ulteriormente. Nel frattempo resto in carica per tutte le attività già in essere, continuando ad agire serenamente per il bene della città, come ho sempre fatto, mantenendo ferma la mia visione di Pescara condivisa col centrodestra. I numeri che ci dividono dal candidato del centrosinistra sono chiari e insindacabili e sono certo che i pescaresi non avranno dubbi e saranno ancora una volta al nostro fianco”.

Sospiri, “Confermata regolarità delle elezioni, pronti a campagna elettorale”

“La sentenza odierna del Consiglio di Stato dimostra e certifica di nuovo che le ultime elezioni amministrative al Comune di Pescara erano e sono valide. Ci sono stati degli errori materiali commessi dai Presidenti di seggio nominati dalla Corte d’Appello e da una ingarbugliata azione di verifica attuata dall’allora vertice della prefettura. Ripeteremo il voto in appena una ventina di sezioni, voto che confermerà il vantaggio mai superabile del sindaco legittimamente in carica Carlo Masci”.

Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri commentando l’esito della sentenza del Consiglio di Stato sul voto a Pescara.

“Il primo dato è che la sentenza del Consiglio di Stato ha definitivamente rigettato i ricorsi dei partiti di centrosinistra e delle opposizioni di centrosinistra al Comune di Pescara che chiedevano l’annullamento totale del voto – ha rimarcato il Presidente Sospiri -. Lo stesso Consiglio di Stato ha sacramentato che le elezioni sono valide, al di là degli errori commessi da pochi Presidenti di seggio”.

Ricordo che la differenza numerica emersa dalle urne tra il sindaco Masci e il suo principale contendente sconfitto, Carlo Costantini, è di più di 10mila voti. In più il Consiglio di Stato ha ulteriormente riformato la sentenza del Tar riducendo a sole 23 le sezioni in cui si dovrà ripetere il voto, tra le quali 2 sono sezioni speciali, quindi parliamo di 21 seggi sostanziali”.

“Il voto andrà ripetuto entro 60 giorni da oggi. E a questo punto – ha proseguito il Presidente Sospiri – merita anche ricordare che il centrodestra aveva già chiesto di rivotare dopo il pronunciamento del Tar, ma il centrosinistra ce lo ha impedito presentando più ricorsi perché aveva paura del voto e perché sperava nell’annullamento totale. La verità è che hanno fatto solo perdere tempo alla città, prima e anche ora visto che per 60 giorni il sindaco potrà portare avanti solo l’ordinaria amministrazione”.

“Ovviamente noi ci prepariamo alla nuova campagna elettorale che, secondo il mio personale punto di vista, trovo per certi aspetti discutibile e anche un po’ ingiusta, visto che costringe a uno sforzo supplementare quei consiglieri e assessori comunali oggi legittimamente eletti, che hanno maturato dei diritti, e che ora si trovano a doversi rimettere in discussione. Ma affronteremo anche questa sfida: faremo campagna elettorale in quella ventina di sezioni per confermare, evidentemente, il vantaggio insuperabile del sindaco Masci e della sua maggioranza di governo”.

 Giovani Democratici: “pronti a tornare al voto per ridare voce alla città”

“Prendiamo atto della decisione dei giudici – dichiarano i Giovani Democratici –. Continuiamo a ritenere che, per ragioni di opportunità democratica, sarebbe stato più giusto tornare al voto in tutta la città, ma oggi la priorità è guardare avanti e lavorare per ridare piena voce alle cittadine e ai cittadini coinvolti”.

“Siamo pronti a tornare al voto con serietà e determinazione – affermano Saverio Gileno, segretario regionale dei Giovani Democratici Abruzzo, ed Emanuele Castigliego, segretario cittadino GD di Pescara – per portare in Consiglio comunale una voce e un modo nuovo di fare politica, vicino ai problemi reali della città e per cambiare Amministrazione”.

“Pescara oggi è una città che aumenta il costo dei parcheggi senza migliorare il trasporto, che mette in campo soluzioni spot e inefficaci sul trasporto notturno, che è ostile a chi fa impresa e pericolosa per studenti e lavoratori, che vede troppi giovani andare via e che spesso risponde alla crisi urbana con la criminalizzazione della vita notturna anziché con politiche di inclusione e vivibilità”, aggiungono Claudio Mastrangelo e Silvia Sbaraglia, candidati alle elezioni amministrative.

“Noi vogliamo un’altra Pescara – concludono –: una città viva, accessibile, sicura perché abitata e curata, che investa sulla mobilità, sul lavoro, sugli spazi di socialità e sul futuro delle nuove generazioni. Per questo siamo pronti a tornare al voto e a rimettere al centro l’interesse della città”