PESCARA – L’amministrazione comunale di Pescara ha coinvolto direttamente il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli per riuscire a sbloccare l’intervento di dragaggio appaltato prima dell’estate 2010 e che ormai è divenuto una “necessità improcrastinabile e urgente”.
Lo rende noto il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, che stamani ha inviato una nota urgente al ministro, al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, all’assessore regionale delegato, Mauro Di Dalmazio, e al Provveditorato Interregionale alle Opere pubbliche. Considerando anche l’ordinanza emessa ieri dalla Guardia Costiera, che parla di “opportune operazioni di dragaggio” per ripristinare “le condizioni di navigabilità in tutto il bacino portuale”, Mascia parla di una situazione “al limite.
“Con la Regione Abruzzo – sottolinea il primo cittadino – abbiamo sollecitato in ogni modo l’avvio delle opere, ostacolate prima da una nuova normativa relativa allo smaltimento dei fanghi, poi dalla necessità di reperire attrezzature idonee alla lavorazione dei detriti estratti dal fondale. Ma di nuovo il dragaggio non è partito”.
Sempre in riferimento all’ordinanza della Capitaneria di Porto, per il Pd cittadino “siamo arrivati alle ultime battute prima della chiusura definitiva del porto”.
Il capogruppo dei democratici in Consiglio comunale, Moreno Di Pietrantonio, infatti, parla di “una situazione non più tollerabile, nella totale indifferenza di chi ha il dovere di prendere decisioni e di assumersene le responsabilità affinché il porto di Pescara torni ad essere agibile e sicuro”.






