PESCARA – Nuova crisi per la maggioranza di centrodestra del Comune di Pescara.
La vicenda dell’elezione del vice presidente del Consiglio si è risolta in un clamoroso autogol, con il posto che è finito all’esponente dell’Idv Fausto Di Nisio, eletto con 20 voti, di cui sette provenienti dalle file dei banchi della coalizione al governo.
Al centro della questione i rapporti tra il Pdl e Rialzati Abruzzo, la compagine civica che fa riferimento all’assessore regionale Carlo Masci, figura contestata da una parte degli azzurri che non gli perdonano il fatto di voler tenere il piede in due scarpe: uno nel suo partito, l’altro tra gli azzurri.
L'”opa” di Masci al Pdl è stata sancita dai recenti congressi pidiellini, con i suoi uomini che si sono insediati ai vertici dei nuovi coordinamenti provinciale e cittadino, di cui sono risultati segretari, rispettivamente, Lorenzo Sospiri e Federica Chiavaroli, che si sono scontrati con la corrente interna legata al presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano.
Pescara futura, la declinazione locale di Rialzati Abruzzo, al termine di una lunga trattativa era arrivata a proporre il nome di Adele Caroli, consigliere eletta con il Pdl, poi passata a Fli e, infine, confluita su una posizione da indipendente del centrodestra.
Un nome, come aveva detto ad AbruzzoWeb l’assessore all’Urbanistica Marcello Antonelli “invotabile” se non avesse accettato di aderire a un partito della maggioranza.
Le tensioni, evidentemente, non si sono sciolte e l’esito è stato quello di “regalare” la postazione all’opposizione.
Il tira e molla sulla vice presidenza, rimasta vacante dopo la nomina ad assessore di Gianni Santilli, aveva comportato la paralisi dell’assemblea civica, che non si riuniva da due mesi, nonostante fossero stati iscritti da tempo all’ordine del giorno provvedimenti importanti in materia di urbanistica.
La faccenda, al termine della seduta, ha assunto i toni di un vero e proprio cataclisma politico, con il vice sindaco di Pescara futura, Berardino Fiorilli, che ha rimesso nelle mani del primo cittadino, Luigi Albore Mascia, le sue deleghe.
“Quanto accaduto oggi in sala consiliare – ha detto Fiorilli – richiede l’avvio di un chiarimento”.
“Le dimissioni – ha poi precisato – sono state rimesse al sindaco, ma per essere trasmesse ai partiti”.
IL COMMENTO DEL PD
“La votazione – afferma il capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio – è stata sicuramente lo specchio di una crisi politica all’interno di una maggioranza non più gestibile e ci saranno notevoli ripercussioni sulla gestione amministrativa del Comune e soprattutto nell’affrontare le tante emergenze accumulate”.
Il capogruppo del Pd prevede difficoltà in particolare per il bilancio.
Critico anche Stefano Casciano, segretario cittadino democrat: “Quanto accaduto stamane denota una spaccatura all’interno della maggioranza senza precedenti, una prosecuzione dello scontro avvenuto nel congresso del Pdl. Il sindaco Mascia e i suoi ci hanno abituati a crisi politiche e a ribaltoni, ma quando è un esponente della minoranza ad assumere il ruolo di presidente vicario del Consiglio vuol dire che la situazione è davvero precipitata”.
Per Casciano i dati politici da evidenziare sono due: “Carlo Masci, azionista di maggioranza di questa amministrazione con la sua Pescara futura, è uscito sconfitto dal Consiglio e il primo atto politico della neo segretaria cittadina del Pdl Federica Chiavaroli si è concretizzato in una vera e propria disfatta”.
Il timore è legato al fatto che ci siano ripercussioni negative con “immobilismo e decisioni incerte, prese più per dimostrare l’attaccamento a quello o quest’altro schieramento che non per il bene di Pescara”. (pi.bi.)





