MONTESILVANO – “Ritirare le dimissioni? Solo a determinate condizioni, nella consapevolezza che il commissariamento sarebbe una sciagura, e per questa ragione guardo con interesse alle aperture del Movimento 5 Stelle”.
Così ad AbruzzoWeb il sindaco di Montesilvano (Pe) Francesco Maragno, di Forza Italia, che il 30 settembre si è dimesso, a pochi mesi dalla sua elezione, ma ha ancora tempo fino al 20 ottobre per un ripensamento che potrebbe portare a una clamorosa allenza col M5S.
Il passo indietro ha fatto seguito alla spaccatura creatasi all’interno di Forza Italia che ha portato la maggioranza ad andare sotto nella votazione relativa al bilancio di previsione. A causa del voto contrario dei consiglieri forzisti Anthony Aliano, Manola Musa, Deborah Comardi, Claudio Daventura e Stefano Di Blasio.
E mentre oggi in consiglio approda il bilancio, con il banco del primo cittadino vuoto, è arrivata l’offerta di appoggio esterno da parte del capogruppo del Movimento 5 stelle Manuel Anelli, che ha annunciato per nei prossimi giorni una lista di punti da programmatici da sottoporre a Maragno.
“Anelli è un ragazzo molto intelligente – replica oggi il sindaco dimissionario – è lui sa che già ci sono molti punti in comune tra il mio programma di governo e quello del M5s. La sua è un’apertura di buon senso, valuterò accuratamente la sua proposta”.
Maragno dunque non esclude affatto l’ipotesi di un ritorno, ma sta ponendo solo le condizioni per una sua indipendenza politica, in particolare dai più volte citati “poteri forti”, e dai “gruppi di interesse” che condizionano il consiglio comunale e la politica di Montesilvano.
“A Montesilvano ci sono gruppi di potere una certa politica clientelare a cui non interessa il fatto che siamo sull’orlo del dissesto finanziario, che remano contro il bene pubblico. Il Comune ha debiti per 65 milioni di euro, a giugno il patto di stabilità è stato sforato di 12 milioni e 370 mila euro. Per evitare il dissesto abbiamo pertanto predisposto un bilancio di risanamento, tagliato tutto quello che c’è era da tagliare, e questo ha dato fastidio a qualcuno, ha colpito determinati interessi”.
Inutile chiedere a Maragno di fare nomi e cognomi degli appartenenti a questi gruppi di interesse, ma un indizio questa volta lo fornisce.
“Nell’ottica del risanamento – spiega ad AbruzzoWeb Maragno – ho deciso di alleggerire il bilancio comunale di partecipazioni in enti che rappresentano esclusivamente sprechi di denaro. Cominciando dalla liquidazione immediata della società partecipata dal Comune che gestisce Palazzo dei Congressi, che negli ultimi anni hanno prodotto solo debiti. E nelle more del provvedimento c’è anche la non riconferma del presidente del cda, sostituito a costo zero dal segretario comunale, che comporterà un piccolo ma significativo risparmio di circa 10 mila euro l’anno, che si aggiungerà ai vantaggi economici della liquidazione che ammonteranno a parecchie decine di migliaia di euro”.
E questa operazione, conclude Maragno, “ha dato fastidio a qualcuno”.
Anche la diplomazia del centrodestra sta lavorando in questi giorni per indurre il sindaco ad un ripensamento, con in testa il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, onorevole Federica Chiavaroli , del Nuovo Centro Destra e Lorenzo Sospiri capogruppo forzista in consiglio regionale. Pagano ha minacciato di espellere dal partito i cinque dissidenti.
Maragno apprezza, ma tiene a sottolineare che “la politica ha la sua importanza, ma quello che per me conta è che sono i cittadini a chiedermi di ritirare le dimissioni, io rispondo soprattutto a loro”.
Un modo di esprimersi molto simile a quello dei grillini con cui Maragno potrebbe a breve sperimentare un‘inedita maggioranza. Filippo Tronca





