MONTEREALE – “A cavallo delle festività natalizie del 2008 un gruppo di imprenditori di Montereale inviarono all’allora sindaco, Lucia Pandolfi, ed agli organi di informazione una lettera con un titolo molto eloquente: ‘Comune di Montereale, non è così che si aiuta l’economia locale’. In parole povere rimproveravano all’Amministrazione comunale di essere poco attenta alle realtà imprenditoriali locali prediligendo affidare la gestione di servizi pubblici (trasporto e refezione scolastica, servizi cimiteriali ecc.) a ditte e sopciatà non del posto. Riconducevano il fatto alla poca attenzione che si poneva nella redazione dei bandi, che di fatto escludevano a priori gli imprenditori locali per via della mancanza dei requisiti richiesti, al fatto che gli amministratori erano distratti dalla campagna elettorale all’epoca dei fatti in corso (regionali)”.
A dichiararlo è l’esponente dell’Mpa al Comune di Montereale Mario Durastante.
“Amministratori che, comunque, non soddisfatti consentivano, al Comandante dei Vigili Urbani e al Responsabile dell’Area Tecnica – Assessore Esterno, di revocare una licenza commerciale per piccole difformità urbanistiche dell’immobile dove il malcapitato esercitava attività imprenditoriale. Gli imprenditori concludevano con un presagio mefistofelico … Sanno fare di meglio. E non finisce qui! …. Mai profezia si è avverata con maggior esattezza”.
“Infatti, dal 2003, il Consiglio comunale di Montereale, fino al 2009 ha adottato più di una variante al Piano Regolatore Generale riguardanti le aree produttive e agricole per cercare di dare un impulso allo stagnante sviluppo economico, nonché per consentire agli imprenditori locali di porre in essere alcune attività non perfettamente compatibili con lo strumento urbanistico vigente”.
“Ebbene, tutte le deliberazioni adottate sono prive di effetto in quanto approvate in palese violazione delle procedure formative ed approvative di cui agli articoli 9 e 10 della vigente legge urbanistica regionale 12 aprile 1983 numero 18 così come asserito nel parere rilasciato dalla Regione Abruzzo – Servizio Pianificazione Territoriale ed Aree Urbane. Questo perché, nonostante il Consiglio Comunale deliberava le varianti, e nel contempo dava mandato all’Ufficio Tecnico, guidato all’epoca dei fatti dall’Assessore esterno Fausto De Santis, di adempiere a quanto di propria competenza per l’approvazione definitiva delle varianti, nulla veniva fatto vanificando tutto il lavoro svolto”.
“È successo che gli imprenditori, che erano interessati alle varianti in questione, inconsapevoli delle omissioni poste in essere, sono andati avanti con le loro iniziative affrontando investimenti considerevoli, alcuni dei quali hanno perfino acquistato dei lotti all’interno delle aree artigianali, badi bene venduti dal Comune stesso, ed hanno presentato i loro progetti al Comune che non ha potuto far altro che respingerli alla luce della mancata approvazione delle varianti al PRG2”.
“Di conseguenza, tutti gli imprenditori che si sono sentiti ‘truffati’, sia dal punto di vista politico in quanto avevano ricevuto assicurazioni dal Sindaco e dall’Amministrazione attiva, sia dal punto di vista economico, hanno adito le vie legali chiedendo anche risarcimenti di molte centinaia di migliaia di euro. Il Tar si esprimerà nei prossimi giorni. Chi pagherà gli eventuali danni scaturenti da questi ricorsi? Chi pagherà per gli oltre 8 anni sottratti al già precario sviluppo economico del territorio?”.




