L’AQUILA – Appalti, concorsi, concessioni edilizie, costituzioni in giudizio dell’ente, acquisti di beni e messe in sicurezza: sono questi i settori a più alto rischio corruzione individuati dal Comune dell’Aquila.
Sulla base di uno screening relativo a dove maggiormente possa annidarsi il malaffare, è stato dato il via al primo piano di rotazione dei dirigenti e dei dipendenti dell’ente, non senza polemiche e problemi.
Un tetris di riposizionamenti che ha portato a lasciare scoperti tre dipartimenti fondamentali, quello dell’Assistenza alla popolazione, quello delle Opere pubbliche e quello della Polizia municipale.
Su quest’ultimo, in particolare, sembrava si fosse consumato un mezzo passo falso: al posto di Eugenio Vendrame, arrivato a scadenza di contratto lo scorso 28 febbraio, è stata nominata la dirigente del Personale Ilda Coluzzi, che però inizialmente si pensava non potesse ricoprire quell’incarico perché vietato dalla legge regionale 42 del 20 novembre 2013.
La norma, infatti, recita che “il ruolo di comandante può essere attribuito solo a personale inquadrato nei ruoli della polizia locale” e che tale funzione “è incompatibile con lo svolgimento di altre funzioni o incarichi all’interno dell’ente di appartenenza” e la Coluzzi, addirittura, di funzioni ne svolge tre, in quanto si occupa pure della centrale unica di committenza (Cuc), da dove a breve passeranno tutte le gare con importi superiori ai 40 mila euro.
Ma l’interessata ad AbruzzoWeb precisa che si tratta “di un falso problema, non c’è nessuna incompatibilità perché io non sto facendo il comandante del corpo né sto ricoprendo compiti di polizia giudiziaria”.
“Tra l’altro – aggiunge – la legge in questione prevede regolamenti attuativi non ancora emanati e assegna agli enti locali un termine di 180 giorni per adeguare i propri ordinamenti, cosa che faremo tra non molto”.
“Attualmente mi occcupo solo dell’aspetto amministrativo del settore”, conclude.
Da tempo è vacante anche il posto in precedenza occupato da Mario Di Gregorio, indagato nell’ambito dell’inchiesta “Do ut des” della procura della Repubblica dell’Aquila su presunte tangenti nei lavori post-sisma: dopo la bufera giudiziaria ha lasciato l’incarico dirigenziale alle Opere pubbliche per tornare al suo ruolo di funzionario di qualifica D3 della Ricostruzione pubblica, da cui è stato spostato verso l’Ambiente.
Patrizia Del Principe, invece, dirigente a contratto come Di Gregorio, Vendrame, Chiara Santoro (Pianificazione) e Antonio Orsini (Centro servizi anziani), ha mollato il delicato settore dell’Assistenza alla popolazione per prendere il posto di direttore dell’ex Onpi, con Orsini che ha rifiutato lo scambio per ritornare all’Avvocatura, sotto Domenico de Nardis.
In questa fase, comunque, non sono stati toccati i dirigenti con qualifiche tecniche, vedi i casi della stessa Santoro, di Vittorio Fabrizi (Ricostruzione) e di Lucio Nardis (Attività produttive), che restano saldamente in sella fino al prossimo turn over.
Oltre alle posizioni di vertice, la mini-rivoluzione ha riguardato anche alcuni dipendenti, costretti a cambiare di scrivania.
Vedi i casi di Di Gregorio, di cui si è detto, e di Alessandro Moro (dal Bilancio al Personale-Cuc), Luigi Martinico (dalla Ricostruzione privata al Personale-Cuc), Antonio Zuppella (dalla Ricostruzione pubblica alla Pianificazione), Massimo Miconi (dall’Ambiente alla Ricostruzione pubblica), Lorenzo Giuliani (dall’Ambiente alla Pianificazione), Filindo Ceci (dal Sociale all’Ambiente), Amalia Presutti (dalle Attività produttive alla Ricostruzione pubblica), Lucio Nanni (dalla Ricostruzione privata alla Pianificazione), Orlando Mancini (dalla Pianificazione alla Ricostruzione privata), Domenico De Angelis (dalle Attività produttive alla Polizia municipale) ed Emma Buccini (dalla Ricostruzione pubblica al Personale-Cuc).
Tra i “transumanti” c’è anche il nome eccellente di Pierpaolo Pietrucci, ex capo di gabinetto del sindaco Massimo Cialente, che dalle Attività produttive finisce all’Ambiente, di fatto alle dipendenze del suo acerrimo nemico per la conquista di una candidatura per le regionali nella lista del Partito democratico: l’assessore comunale Alfredo Moroni.
In tutto 13 dipendenti su un totale di circa 600 persone in organico, pari al 2% dell’intera forza lavoro del Comune.
Forse per questo il provvedimento, firmato il 20 febbraio scorso a tre mani dal responsabile della prevenzione della corruzione, il segretario generale comunale Carlo Pirozzolo, dalla Coluzzi e da Fabrizi, lascia presupporre che non ci si fermerà qui.
Nelle conclusioni, infatti, c’è scritto che Pirozzolo “provvederà alla rivisitazione del Piano e ad attivare la rotazione del personale con qualifica dirigenziale”.
Che la vicenda conoscerà altre puntate lo preannuncia anche Giustino Masciocco, capogruppo di Sinistra ecologia libertà, partito che ha in Giunta l’assessore alle Risorse umane Betty Leone, uno dei più strenui sostenitori della necessità di garantire la mobilità del personale.
“È un primo passo incoraggiante, certo non di dimensioni gigantesche ma dimostra che qualcosa finalmente si muove”, spiega a questo giornale.
“Certamente qualcuno sarà scontento o si sentirà penalizzato – aggiunge – ma nessuna rotazione è perfetta”.
“Questo provvedimento va nella direzione da noi auspicata di rendere più trasparente il Comune dell’Aquila e cancellare alcune vecchie liturgie che nulla dovrebbere avere a che fare con l’amministrazione della cosa pubblica”, conclude.





