L’AQUILA – Cambia ancora l’assetto del Consiglio comunale dell’Aquila.
Il deposito della sentenza avverrà solo nella giornata odierna, ma stando a quanto appreso da AbruzzoWeb il Tar dell’Aquila nella seduta di ieri ha accolto il ricorso di Enrico Verini, candidato a sindaco alle ultime elezioni amministrative sotto le insegne di Futuro e libertà per l’Italia ed escluso dall’assise civica per una manciata di voti.
La conferma arriva dallo stesso Verini, che sulla sua pagina facebook annuncia: “È ufficiale: il Tar ha accolto ieri il nostro ricorso elettorale. Ci vediamo in Consiglio!”.
Come già annunciato da questo giornale il 24 ottobre scorso presso la Prefettura dell’Aquila furono ricontrollati i verbali di scrutinio e le tabelle redatte al termine del primo turno elettorale che sancirono l’esclusione del candidato finiano.
Un conteggio effettuato su un campione di verbali dai quali risultò un saldo positivo di otto voti rispetto a quelli precedentemente assegnati alla lista guidata da Verini. Ne sarebbero bastati solo tre per rimettere in discussione l’assetto del Consiglio, dove il rapporto di forze è di 19 consiglieri alla maggioranza e 13 all’opposizione.
Il gap dell’ex Margherita era accusato nei confronti della coalizione “L’Aquila città aperta” guidata da Giorgio De Matteis: in attesa del riconteggio dei voti l’incertezza, infatti, verteva sui possibili ingressi dello stesso Verini o di David Filieri, primo della lista Udeur a sostegno della candidatura a sindaco del vice presidente del Consiglio regionale.
Con il riconteggio dei voti il “mosaico” dei ricorsi sembra così essere ricomposto: nelle scorse settimane, infatti, il dipietrista Angelo Mancini è stato riammesso a sedere tra i banchi del Consiglio al posto del giovane Fabio Cortelli della lista “L’Aquila oggi”.
Verini, invece, tornerà a Palazzo di città al posto del democrat Tonino De Paolis.
Resta ancora da definire, invece, la querelle in atto nell’Udc, dove l’ex An Alessandro Piccinini contesta la permanenza in Consiglio di Piero Di Piero, in quanto professionista impegnato nella ricostruzione e pertanto incompatibile (ai sensi della legge Barca) con il ruolo di rappresentante istituzionale. Per questo l’avvocato aquilano ha recapitato nei giorni scorsi una diffida a tutti i consiglieri, che molto probabilmente si esprimeranno sulla vicenda nella prossima riunione del Consiglio.Giorgio Alessandri
VERINI: “MI SENTO TRANQUILLO”
“Mi sento tranquillo, non mi sono disperato quando sono stato escluso dal Consiglio e adesso che il Tar mi ha riammesso non mi esalto. Sapevo che sarebbe andata così viste le carte e le documentazioni che abbiamo prodotto”
E’ il commento di Enrico Verini che dalla giornata di ieri torna ad essere ufficialmente consgliere comunale; questa mattina sarà depositato il dispositivo di sentenza che dovrà essere notificato al Consiglio che dovrà procedere alla surroga. Possibile che il tutto avvenga già entro il 29 novembre, data della prossima riunione dell’assise civica.
“In aula entreremo come Fli, che è il partito che mi sostenuto nella candidatura a sindaco, e creeremo un gruppo del partito ma non è escluso che le cose possano cambiare in futuro. I movimenti e gli scenari che si delineano a livello nazionale, con la possibilità che nasca una nuova forza di centro, potrebbero portare ad una fusione con altre forze politiche e da parte mia non c’è alcuna preclusione”.
Infine Verini si toglie un sassolino dalla scarpa: “Sicuramente sulla mia esclusione, così come per quella di Angelo (Mancini dell’Idv, anch’egli riammesso in Consiglio dopo il pronunciamento del Tar), qualcosa dell’apparato pubblico non ha funzionato. Mi attiverò affinché chi ha sbagliato paghi ma non tanto per me, quanto perchè in futuro non si verifichino gli stessi errori che si sono verificati in passato”.
CIALENTE: ”AUGURI A LUI, MA A TOTO NEANCHE A NATALE”
Entra un finiano, Enrico Verini, nel Consiglio comunale dell’Aquila, ma è tutt’altro che sepolta l’ascia di guerra tra il sindaco, Massimo Cialente, e il partito guidato in Abruzzo da Daniele Toto.
La frattura si è creata lo scorso fine maggio in piena campagna elettorale per il ballottaggio, quando fu disvelato una bozza di accordo, anche con una mail privata, tra Fli e Partito democratico in vista degli apparentamenti.
In cambio dell’appoggio a Cialente del candidato sindaco sconfitto Verini e dei suoi nell’ultima sfida contro Giorgio De Matteis, il Pd prometteva posti e poltrone con un dettaglio di spartizione che fece gridare allo scandalo.
Un accordo su cui né lo stesso Toto né il segretario regionale del Partito democratico, Silvio Paolucci, hanno voluto dire più di tanto. Anzi, quest’ultimo arrivò addirittura ad affermare che la firma in calce al documento non fosse la sua.
IL TESTO DELLA BOZZA DI ACCORDO
Le elezioni ci sono state e le ha vinte Cialente, acqua è passata sotto i ponti ma il primo cittadino non ha dimenticato quella vicenda.
E ora che Verini è rientrato in Consiglio comunale vincendo un ricorso al Tar, il sindaco distingue la posizione sua personale, “gli faccio gli auguri”, da quella di Fli e del coordinatore regionale Toto: “per iscritto non gli manderò neanche più gli auguri di Natale!”, commenta ad AbruzzoWeb alludendo alla contestata email.
“Quella vicenda – spiega Cialente – ha talmente squalificato Verini e soprattutto Toto che è il problema è loro, non mio. Come quando ti danno uno schiaffo, la figuraccia credo l’abbiano fatta loro: dopo aver portato all’esterno una lettera privata, è la faccia di Toto che ne esce tagliata, se l’avesse fatto un mio collaboratore l’avrei cacciato”.
Cialente ha sempre ritenuto e continua a ritenere legittimo nel merito l’accordo che prometteva poltrone qui e lì alla stregua di un mini “manuale Cencelli”.
“Non era un’offerta di posti ma un disegno di maggioranza – ribatte Cialente – Oggi, per esempio, nelle primarie del Pd di che cosa si discute? Di alleanze e di disegni. Se vince Bersani ci sarà l’alleanza con il centro, se vincono Vendola o Renzi invece no. Il mio era un disegno politico”.
In ogni caso per Verini non ci sarà posto nella maggioranza di Max. “Non c’entra nulla, credo di no – conferma – la maggioranza c’è ed è forte, il mio ragionamento con Fli era rivolto più che altro in prospettiva elezioni regionali. Per lo stesso motivo ho fatto un’ apparentamento con l’Italia dei valori nonostante sapessi che Angelo Mancini è un mio oppositore quasi personale”.
A lasciare spazio a Verini sarà un consigliere democrat, Tonino De Paolis. “Mi dispiace perché ha lavorato molto ed è stato bravissimo, troveremo modo di utilizzarlo ancora”, conclude il sindaco. Alberto Orsini





