L’AQUILA – “Non c’è nessun terrorismo politico nelle parole di Angelo Mancini. Che sia un consigliere comunale o un normale cittadino resta fermo il diritto di chiunque di poter esprimere valutazioni, dubbi o critiche sull’impiego delle risorse pubbliche, soprattutto in una città importante e complessa come L’Aquila”. 

Lo ha dichiarato il responsabile regionale dell’Italia dei valori, Alfonso Mascitelli, intervenendo  sullo scambio di battute e le diverse valutazioni sulle questioni dei debiti fuori bilancio al Comune dell’Aquila fatte dal consigliere comunale Angelo Mancini e dall’assessore Lelio De Santis, entrambi Idv.

“Non c’era terrorismo politico – si legge in un comunicato – quando il sindaco Massimo Cialente ha giustamente denunciato comportamenti poco chiari, pressioni di poteri forti e pratiche tenute nei cassetti e poi improvvisamente accelerate;  non c’era terrorismo politico quando il consigliere comunale Ettore Di Cesare ha giustamente richiesto il rispetto di una maggiore trasparenza sulla rendicontazione delle risorse per la ricostruzione, per cui non vedo le ragioni per censurare l’attività del consigliere Mancini che sta facendo il suo dovere e si è conquistato sul campo il diritto alla rappresentanza”.

“Non è mio compito entrare nel merito dei singoli provvedimenti amministrativi – ha continuato Mascitelli – ma lo è quello di difendere la credibilità della ripartenza che abbiamo impresso al nostro partito e che vive della fiducia di tanti volontari. La regola che ci siamo dati è che chi rappresenta le istituzioni deve comunque mettere in conto di doversi confrontare, giorno dopo giorno, su ogni questione sollevata  con tutti e non solo con gli addetti ai lavori dentro i palazzi, senza  per questo dover credere che vi siano reati di lesa maestà o presunti attacchi politici”.

“Se nel nostro congresso nazionale abbiamo tutti condiviso la necessità che l’informazione, la trasparenza e la partecipazione siano fattori irrinunciabili per tutelare, nell’interesse dei cittadini,  il rispetto della legalità nelle istituzioni, questa è una regola che deve valere sempre e non a corrente alternata”, ha concluso Mascitelli.