L’AQUILA – Ridare alla città la sua identità, ristrutturando in un anno la zona del centro storico lungo corso Federico II e corso Vittorio Emanuele, tra la Villa comunale e la Fontana Luminosa, compresi i Portici, piazza Duomo, piazza Palazzo e via San Bernardino.
Questo il contenuto dell’ambiziosa proposta contenuta nella mozione che il presidente del Consiglio comunale, Carlo Bendetti del Pdci, e il presidente della Commissione “Garanzia e controllo” Enzo Lombardi di area Pdl presenteranno lunedì prossimo.
“Uno degli atti più significativi dal punto di vista amministrativo” lo ha definito Bendetti , che considera l’intervento “assolutamente realizzabile. Serve solo uno strumento straordinario in deroga che, sulla scorta del metodo utilizzato nel progetto C.a.s.e, dia la possibilità di ricostruire entro 12 mesi dall’adozione la porzione più importante della città, il suo centro storico”.
Partendo dalla considerazione che il centro storico dell’Aquila “non vede ancora interventi di ricostruzione”, il documento si sofferma sul problema della chiusura di molte attività produttive e professionali, nonché delle sedi istituzionali, che proprio in centro erano collocate.
Basta chiacchiere, dunque, e più fatti. “Bisogna cambiare il ritmo – ha detto Lombardi – nel processo di ricostruzione ormai al palo. Basta con la mentalità dei piani di ricostruzione. Quelli vanno fatti dove manca un’architettura consolidata”.
“Su tutti i palazzi si può intervenire con relativa facilità – ha proseguito – i proprietari sono quasi sempre unici, quindi si possono facilmente mettere d’accordo. Ragioneremo come se fosse un unico grande aggregato sul quale lavorare”.
Nella delibera, che è stata sottoscritta anche dai consiglieri Franco Mucciante (Pdl) e Vito Albano, capogruppo del Pd, si richiede di dichiarare la zona “Area di fattibilità immediata” vincolando tutte le entità coinvolte nella determinazione delle normative e nella esecuzione della pianificazione e della progettazione al più assoluto rispetto della volontà consiliare.
Un intervento che prescinde dunque dalla struttura commissariale perché, come ha spiegato Benedetti, “sulla pianificazione territoriale il Consiglio comunale rimette la palla al centro perché è sovrano”.
Risolvibile anche il problema dei sottoservizi, che secondo Lombardi su quel tratto di centro storico “non sembra così difficile che possano funzionare”.
L’approvazione di questa mozione autorizzerà i proponenti ad avviare i contatti con il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con il governo e il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi.
Per ristrutturare questa porzione di centro storico servirà circa un miliardo di euro. “Non utilizzeremo i fondi per la ricostruzione – ha specificato Benedetti – troveremo altre forme di finanziamento, anche attingendo alla Cassa depositi e prestiti”.
La mozione verrà inviata entro tre giorni dall’approvazione al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusoni, al sottosegretario alla Presidenza Gianni Letta, al commissario Chiodi e al vice commissario, Antonio Cicchetti.



