L’AQUILA – Si complica il quadro politico nel centrodestra in vista delle elezioni amministrative 2012 nel capoluogo. Una coalizione, quella attualmente all’opposizione, che si scopre fratturata e litigiosa e, soprattutto, che vede contrapporsi il partitone Pdl a tutti i partitini di derivazione democristiana o di destra.
Lo scenario peggiore, a oggi, è quello che i “piccoli” facciano fronte comune assieme a qualche scontento pidiellino, cercando di convincere a rappresentarli come candidato sindaco il vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, e questo “terzo polo” vada a sfidare un ipotetico candidato ufficiale del Pdl contando su un “effetto De Magistris” per spuntarla nella lotta fratricida al primo turno e arrivare al ballottaggio contro il candidato di centrosinistra.
A margine della conferenza sul bilancio di oggi, su questa intricata situazione ha preso la parola il segretario provinciale della Destra, Pierluigi Cosenza.
“Il Pdl – ha attaccato – ha preso una strada folle, quella di fare le primarie dentro un partito che non esiste. Non hanno fatto mai opposizione, anzi, Lombardi e Mucciante sono sodali della maggioranza, per questo lunedì ci riuniremo. Andare alle elezioni senza il Pdl? È un’idea”.
Una tattica che, però, rischia di diventare suicida e che probabilmente alla fine si cercherà di scongiurare a ogni costo per evitare di lasciare il Comune per altri cinque anni nelle mani dell’attuale maggioranza. Come annunciato da Cosenza, per discutere questo e altri scenari i “frondisti” del centrodestra si riuniranno lunedì prossimo alle 10.30 per fare il punto della situazione.
Invitati al conclave i gruppi consiliari di Movimento per le autonomie (Mpa), Futuro e libertà (Fli), La Destra, la parte dell’Udc che non è collegata all’attuale vice sindaco, Giampaolo Arduini (eletto con il centrosinistra), i Liberal democratici (un residuato: era il partito personale di Lamberto Dini quando mollò Romano Prodi e passò con il centrodestra), la Democrazia cristiana per le autonomie (stesso discorso, era il partito di Gianfranco Rotondi).
Non invitato il gruppo attuale di “Forza Italia”, in particolare Enzo Lombardi e Franco Mucciante, “rei” di aver presentato mozioni in connubio con il centrosinistra il primo e di aver accettato la presidenza della commissione Bilancio il secondo. Soprattutto l’ex senatore e sindaco, coordinatore comunale del Pdl, viene considerato la “pietra dello scandalo” dai contestatori del Pdl.
In forse Alleanza per l’Italia, che alla conferenza stampa di contestazione al bilancio non c’era e che comunque si presenta come schieramento perfettamente al centro, piuttosto che di centrodestra (anche se molti suoi esponenti in passato sono stati con quella coalizione).
GIULIANTE RISPONDE A COSENZA: ”GIOVANE DI DESTRA, VECCHIO DC”
“Suggerisco maggiore cautela al giovane segretario della Destra (‘giovane di destra, vecchio democristiano’, chiarisce telefonicamente ad AbruzzoWeb) che pure dovrebbe aver ‘imparato’ dal pregresso democristiano l’attitudine alla prudenza sia nel linguaggio che nella prospettazione delle strategie”.
È la sarcastica affermazione del presidente provinciale del Pdl aquilano Gianfranco Giuliante in merito alle dichiarazioni dell’esponente del partito di Storace, Pierluigi Cosenza, che aveva dichiarato di poter prendere in considerazione il fatto di andare alle elezioni comunali dell’Aquila dell’anno prossimo senza il Popolo della libertà.
“Se si pensa di disdettare il Pdl al Comune per ‘rimanere in adozione’ alla Provincia – prosegue Giuliante – ci si sbaglia di grosso”.
“Ma la ‘coerenza’, che è una virtù di destra – chiude Giuliante – consentirà al giovane segretario di trarne le conseguenze, tanto se vorrà allontanarsi dal Pdl, quanto se vorrà rimanergli vicino”.
MAGLIOCCO E SANTANGELO: ”FUORI DAL PDL? SI’ MA ANCHE DALLA GIUNTA PROVINCIALE”
A Giuliante fanno eco i dirigenti del Pdl Alfonso Magliocco e Roberto Santangelo: “Il segretario provinciale della Destra annuncia una riunione per lunedì insieme a partiti che non sono riferibili, a livello nazionale, alla coalizione di centro destra. Tali infatti risultano essere Mpa, Fli e Udc, rappresentati in parlamento ma attualmente all’opposizione”.
“La Destra, com’è noto – continuano – non è rappresentata. Ora, volendo considerare che soltanto uno di questi partiti, l’Mpa, a livello locale ha assunto un atteggiamento diverso, la riunione di cui sopra insieme alle dichiarazioni rese dal segretario provinciale della Destra che definisce il Pdl ‘un partito che non esiste’ ed esprime giudizi negativi su una scelta, le primarie, fatta da Alfano a livello nazionale, Piccone a livello regionale e ribadita dal Pdl provinciale nel suo complesso appaiono fuori luogo”.
“Ciò premesso, il segretario provinciale della Destra rompe, in maniera unilaterale, un’alleanza strategica ipotizzando, persino, di andare alle elezioni in contrapposizione al Pdl. Scegliere un percorso sulle comunali senza il Pdl – aggiungono i dirigenti Pdl – è una presa distanza che, siamo certi, La Destra vorrà concretizzare con il ritiro della propria rappresentanza, ‘ospitata’ senza neanche avere alcun consigliere, in Provincia”.
“L’atteggiamento del presidente provinciale non crea neanche fastidio. ‘Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a coloro che non possono volare’, per la comprensione e la paternità della citazione – è l’ironica conclusione di Magliocco e Santangelo – ci si rivolga ai propri superiori”.
L’allusione dei due, è evidente, è al segretario regionale della Destra Luigi D’Eramo, attuale assessore alle Politiche sociali alla Provincia dell’Aquila.
“Il bilancio del Comune dell’Aquila non è veritiero”: lo afferma l’opposizione in Consiglio comunale, citando la relazione del ministero dell’Economia.
Non solo. “Massimo Cialente ha chiesto l’ispezione del ministero dell’Economia sulla situazione finanziaria del Comune perché, a suo dire, i minori incassi si aggiravano sui 32 milioni di euro e non sui 25 deliberati dal governo. Al termine della relazione, le minori entrate equivalgono a poco più di 21 milioni e molto probabilmente ne avremo 4 in meno: se si faceva… gli affari suoi stavamo certamente meglio”.
Questa la tesi del coordinatore comunale del Movimento per le autonomie (Mpa), Corrado Ruggeri, che ha guidato oggi un’affollata conferenza stampa di consiglieri comunali di opposizione che hanno bombardato l’amministrazione di centrosinistra, in particolare il primo cittadino e l’assessore al Bilancio Silvana Giangiuliani, di cui si chiedono le dimissioni.
Ruggeri ha fatto le pulci alla relazione del dirigente dei servizi ispettivi di finanza pubblica del ministero, Aldo Falzone, affermando che “il Comune ha cercato di darle meno diffusione possibile, ma è un verdetto pesantissimo sotto tutti i punti di vista. Falzone – ha accusato – non ha fatto considerazioni generiche, ma ha citato conti, atti, cifre, norme, errori e omissioni. Avremmo preferito che l’assessore Giangiuliani avesse risposto carte alla mano e non con enunciazioni di principio”.
Da notare che hanno preso aderito (anche se non c’erano tutti i rappresentanti, qualcuno è già in ferie) i gruppi consiliari di Mpa, La Destra, Fli, Udc, Ld, Dca, Pdl (un monogruppo che, a oggi, non ha piena rappresentanza) e An (vetusto, ma ancora esistente), mentre non è stato chiamato nessuno dell’altro residuato, il gruppo di Forza Italia: “chi vota il bilancio con la maggioranza pensiamo non faccia parte dell’opposizione”, ha tuonato Ruggeri.
LA RELAZIONE
Sottolineato in giallo da Ruggeri, un passo in particolare della relazione di Falzone è lapidario: “L’incertezza segnalata in ordine all’esatta quantificazione dei debiti di finanziamento dell’Ente lede i princìpi che governano l’intero sistema di bilancio e, in particolare, quello di veridicità”.
A partire da questo assunto, nel merito particolare enfasi è stata posta dai contestatori dell’opposizione su un capitolo di bilancio da 3,3 milioni di euro denominato “introiti diversi restituzione Cas” che secondo loro “è stato duplicato dolosamente”: secondo la relazione, il doppione “ha concorso al raggiungimento dell’equilibrio generale” e non si può escludere che abbia “contribuito al finanziamento dei processi di spesa”. L’assestamento al bilancio di previsione 2010, insomma, “ha chiuso con un disavanzo di 3,3 milioni” e non in pari come deliberato.
“Si paga la merce vera con soldi falsi – ha esemplificato Ruggeri – e l’assestamento è stato deliberato senza correzione per l’equilibrio di bilancio, cercando di nascondere con questo escamotage il reale squilibrio di bilancio. Eppure per l’assessore Giangiuliani è stato rispettato il patto di stabilità”.
Bordate anche sui debiti fuori bilancio. “È vero che alcuni sono vecchi di generazioni – ha ammesso il coordinatore Mpa, ex assessore nei primi anni Duemila con il centrodestra – ma questa è la continuità amministrativa: chi va al governo trova soldi da spendere e debiti da accollarsi. E poi il centrosinistra ne sta facendo tanti altri nuovi, di debiti fuori bilancio: basti pensare alle richieste di risarcimento danni che arriveranno dai proprietari delle aree a vincolo urbanistico decaduto e alle utenze non pagate degli alloggi del progetto C.a.s.e.”.
Ulteriori contestazioni sul totale del debito: “Quello potenziale è di 54 milioni ma risultano accantonate a bilancio risorse per 5,8, pari al 10,83 per cento del totale”; sui crediti vantati dal Comune di “1,5 milioni presso la Cassa depositi e prestiti, ma nessuno lo sa”; sui bilanci delle aziende municipalizzate, “il Comune li approva e poi non riconosce la legittimità delle somme”. (alb.or.)




