L’AQUILA – “Il bilancio del Comune dell’Aquila non è veritiero”: lo afferma l’opposizione in Consiglio comunale, citando la relazione del ministero dell’Economia.
Non solo. “Massimo Cialente ha chiesto l’ispezione del ministero dell’Economia sulla situazione finanziaria del Comune perché, a suo dire, i minori incassi si aggiravano sui 32 milioni di euro e non sui 25 deliberati dal governo. Al termine della relazione, le minori entrate equivalgono a poco più di 21 milioni e molto probabilmente ne avremo 4 in meno: se si faceva… gli affari suoi stavamo certamente meglio”.
Questa la tesi del coordinatore comunale del Movimento per le autonomie (Mpa), Corrado Ruggeri, che ha guidato oggi un’affollata conferenza stampa di consiglieri comunali di opposizione che hanno bombardato l’amministrazione di centrosinistra, in particolare il primo cittadino e l’assessore al Bilancio Silvana Giangiuliani, di cui si chiedono le dimissioni.
Ruggeri ha fatto le pulci alla relazione del dirigente dei servizi ispettivi di finanza pubblica del ministero, Aldo Falzone, affermando che “il Comune ha cercato di darle meno diffusione possibile, ma è un verdetto pesantissimo sotto tutti i punti di vista. Falzone – ha accusato – non ha fatto considerazioni generiche, ma ha citato conti, atti, cifre, norme, errori e omissioni. Avremmo preferito che l’assessore Giangiuliani avesse risposto carte alla mano e non con enunciazioni di principio”.
Da notare che hanno preso aderito (anche se non c’erano tutti i rappresentanti, qualcuno è già in ferie) i gruppi consiliari di Mpa, La Destra, Fli, Udc, Ld, Dca, Pdl (un monogruppo che, a oggi, non ha piena rappresentanza) e An (vetusto, ma ancora esistente), mentre non è stato chiamato nessuno dell’altro residuato, il gruppo di Forza Italia: “chi vota il bilancio con la maggioranza pensiamo non faccia parte dell’opposizione”, ha tuonato Ruggeri.
Sottolineato in giallo da Ruggeri, un passo in particolare della relazione di Falzone è lapidario: “L’incertezza segnalata in ordine all’esatta quantificazione dei debiti di finanziamento dell’Ente lede i princìpi che governano l’intero sistema di bilancio e, in particolare, quello di veridicità”.
A partire da questo assunto, nel merito particolare enfasi è stata posta dai contestatori dell’opposizione su un capitolo di bilancio da 3,3 milioni di euro denominato “introiti diversi restituzione Cas” che secondo loro “è stato duplicato dolosamente”: secondo la relazione, il doppione “ha concorso al raggiungimento dell’equilibrio generale” e non si può escludere che abbia “contribuito al finanziamento dei processi di spesa”. L’assestamento al bilancio di previsione 2010, insomma, “ha chiuso con un disavanzo di 3,3 milioni” e non in pari come deliberato.
“Si paga la merce vera con soldi falsi – ha esemplificato Ruggeri – e l’assestamento è stato deliberato senza correzione per l’equilibrio di bilancio, cercando di nascondere con questo escamotage il reale squilibrio di bilancio. Eppure per l’assessore Giangiuliani è stato rispettato il patto di stabilità”.
Bordate anche sui debiti fuori bilancio. “È vero che alcuni sono vecchi di generazioni – ha ammesso il coordinatore Mpa, ex assessore nei primi anni Duemila con il centrodestra – ma questa è la continuità amministrativa: chi va al governo trova soldi da spendere e debiti da accollarsi. E poi il centrosinistra ne sta facendo tanti altri nuovi, di debiti fuori bilancio: basti pensare alle richieste di risarcimento danni che arriveranno dai proprietari delle aree a vincolo urbanistico decaduto e alle utenze non pagate degli alloggi del progetto C.a.s.e.”.
Ulteriori contestazioni sul totale del debito: “Quello potenziale è di 54 milioni ma risultano accantonate a bilancio risorse per 5,8, pari al 10,83 per cento del totale”; sui crediti vantati dal Comune di “1,5 milioni presso la Cassa depositi e prestiti, ma nessuno lo sa”; sui bilanci delle aziende municipalizzate, “il Comune li approva e poi non riconosce la legittimità delle somme”. (alb.or.)






