L’AQUILA – “Il Comune non pubblica ancora i curriculum dei candidati ai vertici degli Enti partecipati. Se non lo farà entro 7 giorni, lo faremo noi sul nostro sito web”. A scriverlo, in una nota, è la consigliera comunale di Coalizione sociale Carla Cimoroni. Secca la replica del coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Michele Malafoglia: “La Cimoroni vuole chiacchiericcio da bar”. 

“Il 12 aprile scorso – spiega Cimoroni – sono stati approvati e pubblicati gli albi comunali per gli amministratori e i revisori delle società partecipate, ossia i nominativi di coloro che hanno risposto al bando scaduto il 28 marzo e sono stati ritenuti idonei alla nomina. Ma – sottolinea Cimoroni – in contrasto con quanto espressamente previsto dall’Atto di indirizzo approvato finalmente a febbraio scorso (articolo 3 comma 1), non sono state ‘pubblicate sul sito del Comune tutte le informazioni riguardanti le candidature pervenute con specifico riferimento a tutta la documentazione prevista dal comma 3 dell’art. ‘”, ossia dati anagrafici, titoli di studio e soprattutto curriculum di ciascuna candidatura.

“Qui non si tratta di richiedere l’ottemperanza a una formalità – afferma la Cimoroni – ma di ottenere la possibilità di conoscere le capacità e le competenze degli aspiranti ai ruoli apicali delle società, società che erogano servizi pubblici essenziali (trasporti, servizi sociali, gestione dei rifiuti) che hanno una ricaduta diretta sulla qualità della vita delle cittadine e dei cittadini e i cui costi vengono coperti anche attraverso tariffe pagate dagli utenti”.

“Ricordiamo infatti – prosegue Cimoroni – che la nomina dei vertici degli organismi partecipati, cioè dei responsabili della gestione e dei risultati conseguiti, è appannaggio della politica: nel caso particolare delle società partecipate al 100 per cento dal Comune – come Asm, Ama, Sed, Ctgs, Afm e l’Istituzione Csa – è, per legge, direttamente il sindaco a provvedere alle nomine, senza l’obbligo di motivare la scelta o rendere noti i criteri di comparazione tra le candidature”.

“Non crediamo ovviamente – si legge ancora – che una selezione trasparente e meritocratica sia di per sè garanzia di buoni risultati, ma se il criterio è solo quello della spartizione politica la qualità della vita dei cittadini certamente non aumenta”.

Non si è fatta attendere la replica del coordinatore di Fratelli d’Italia Malafoglia. “La scelta delle nomine nelle società partecipate è una prerogativa del sindaco”. 

“Già una volta il Consiglio comunale ha bocciato la proposta che ora la Cimoroni ripropone come un brodino riscaldato. L’ultimatum lanciato dalla consigliera – spiega Malafoglia – con cui chiede che il Comune pubblichi i curricula entro sette giorni è risibile, oltre che inappropriato. In primo luogo perché lei non ha alcuna autorizzazione nel pubblicare documenti che i candidati hanno consegnato all’Ente e non a lei e, in secondo luogo perché si tratta di dati sensibili, protetti da norme e leggi”. 

“Se avesse letto il documento – continua Malafoglia – la Cimoroni avrebbe compreso che il comma 2 dell’articolo 3 di cui parla si riferisce esclusivamente ai provvedimenti di nomina degli amministratori/revisori che devono essere pubblicati, unitamente al curriculum e alla dichiarazione sostitutiva, con i relativi compensi. Il comma 1 relativo alle sole candidature presentate non fa riferimento alla pubblicazione di curricula, ma di informazioni che riguardano le candidature pervenute”. 

“Non si capisce, inoltre, perché un sindaco debba subordinare una valutazione di merito dei candidati  in nome di un dibattito pubblico che non si specifica né quanto dovrebbe durare, né chi vi dovrebbe partecipare né cosa dovrebbe produrre. La discussione che la consigliera immagina è esclusivamente finalizzata all’esercizio di una stucchevole e leziosa retorica di cui nessuno sente il bisogno”, conclude Malafoglia.