L’AQUILA – “La mozione presentata dalla consigliera comunale di L’Aquila Chiama, Carla Cimoroni, non fa altro che alimentare un clima d’odio e di tensione che sta montando nel Paese, cullandosi sul perbenismo peloso di una sinistra radical chic da salotto che vive una realtà completamente deformata e distorta da ideologie vecchie e ancorate a retaggi superati dalla storia”. 

A dichiararlo sono il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, Michela Malafoglia, e la coordinatrice di Gioventù Nazionale, Margherita Paoletti, in riferimento alla mozione dell’esponente della lista civica L’Aquila chiama  per il no alla “concessione di contributi e spazi pubblici a organizzazioni che diffondono idee e comportamenti ispirati all’odio razziale, all’omofobia, all’antisemitismo, al fascismo e al nazismo”.

“Di fatto – lamentano Malafoglia e la Paoletti – si vorrebbe impedire l’utilizzo di spazi pubblici, l’accesso a patrocini e fondi comunali a gruppi, organizzazioni politiche e sociali che si richiamano a valori e idee lontane dalla sua sensibilità. Ricordiamo alla consigliera che la difesa dei valori fondanti della nostra patria è affidata alle leggi e alla Costituzione: non sono necessari atti della Cimoroni, peraltro frutto di un maldestro copia e incolla di altre iniziative consiliari in altri Comuni, per  ribadire quanto è già stato scritto da personalità ben più autorevoli tanti anni fa”.

“Esiste un solo precedente – affermano ancora – Nei paesi comunisti quando con la tortura e la violenza si faceva confessare di essere anticomunisti, cioè di avere pensieri contrari alla ideologia imperante. Loro quanto meno avevano la giustificazione che non erano in uno Stato di diritto. Qui si vantano di essere in democrazia”.

“La Cimoroni farebbe bene, pertanto, a ripassare ciò che è già cristallizzato da tempo nelle norme – concludono il portavoce di Fdi e di Gn – evitando di far perdere tempo all’assise civica che sarà chiamata ad affrontare temi ben più importanti e sentiti dagli aquilani”.