L’AQUILA – Polemica sui redditi degli amministratori comunali dell’Aquila.

Esprimendo soddisfazione per l’annullamento della misura cautelare della sospensione dell’incarico di segretario generale a Carlo Pirozzolo, coinvolto nell’inchiesta sull’ex Onpi, il sindaco Massimo Cialente se l’è presa con il consigliere Ettore Di Cesare di Appello per L’Aquila che vogliamo, che ieri lo aveva attaccato proprio per quella nomina.

“Si tratta di atti di sciacallaggio politico: forse, il consigliere Di Cesare è arrabbiato perché, dopo una vita di lavoro come imprenditore, guadagna soltanto 14mila euro l’anno e, quindi, se non è evasore fiscale, e non lo penserò mai, è elusore” ha detto il sindaco a NewsTown.

“D’altra parte – ha rincarato la dose – se a 50 anni hai una azienda e non sei ancora capace di guadagnare almeno 40mila euro l’anno, non puoi certo pensare di poter guidare una città. Dunque, se Di Cesare fosse l’uomo che pretende di far credere, oggi stesso, dovrebbe fare una telefonata di scuse a Pirozzolo”.

Immediata la replica del consigliere di opposizione che annuncia di aver “dato mandato di adire alle vie legali per tutelare la mia immagine e onorabilità”.

“Ricorrendo alla via giudiziaria mi sto di fatto sottoponendo ad una volontaria verifica fiscale per puntare al massimo del risarcimento che devolverò interamente per fini sociali nella nostra città – aggiunge – Almeno dalla barbarie, quella di chi alla documentata polemica politica risponde, non avendo altri argomenti, con ingiuriosi attacchi personali, la nostra comunità potrà trarne un piccolo ma significativo vantaggio”.