L’AQUILA – L’Italia dei valori si spacca con l’ingresso di Angelo Mancini in Consiglio comunale.

La frattura si gioca su un cavillo normativo e in realtà cela una divisione più profonda: Mancini, così come il giovane Fabio Cortelli, di cui ha preso il posto, si distingue per una posizione critica verso il primo cittadino rieletto, Massimo Cialente, ed è estremamente probabile che possa votare contro i provvedimenti della maggioranza che non condividerà.

Dall’altra parte, il capogruppo attuale Giuliano Di Nicola e l’assessore al Bilancio in quota Idv Lelio De Santis sono organici al centrosinistra e cialentiani convinti.

I bisticci sul nome del gruppo dove confluirà Mancini alimentano l’esistenza di due monogruppi invece di uno con due consiglieri, e quindi costano doppio in termini di gettoni di presenza in commissione e spese sia all’ente sia alla collettività. Alla faccia del taglio ai costi della politica caro ai dipietristi!

Oggi Mancini, candidato sindaco alle scorse amministrative, ha fatto il suo primo ingresso in aula dopo la sentenza del Tar che lo ha reintegrato al posto di Cortelli, e subito si è consumato un primo scontro con il capogruppo Di Nicola, con il quale i rapporti (in precedenza ottimi) nel tempo sono diventati roventi.

Il motivo dello scontro è apparentemente semplice. Mancini sostiene di dover entrare come consigliere di unico e nuovo gruppo Idv-L’Aquila oggi, ovvero complessivo delle due liste che hanno sostenuto la sua candidatura a sindaco al primo turno, quella di partito e quella civica.

“La mia non è una surroga – sostiene il preside, interpellato da AbruzzoWeb – La sentenza del Tar riporta tutto alla situazione che c’era a maggio: io entro come candidato sindaco e sottraggo un seggio a tutte e due le liste. L’Aquila oggi non può essere chiusa”.

Con questa interpretazione ribadita da Mancini alla luce della sentenza del giudice amministrativo, ma tutta da verificare in base a regolamento e statuto del Consiglio comunale, esisterebbero due gruppi quasi doppioni, Idv e L’Aquila oggi-Idv.

Una situazione da sanare per il neo entrato in Consiglio: “Si deve fare un gruppo unico, di cui può benissimo essere capogruppo Di Nicola, per me non ci sono problemi”, assicura infatti Mancini.

Di Nicola, invece, pure raggiunto da questo giornale, è decisamente più categorico: “Il gruppo dell’Idv esiste già e altre denominazioni sono abusive”, tuona.