L’AQUILA – Gli incendiari si trasformano in pompieri: i “partitini” del centrodestra aquilano fanno dietrofront e provano a smorzare le polemiche con il Popolo della libertà.
Dopo aver annunciato una riunione per ieri mattina, in cui Mpa, La Destra, Fli, Udc, Liberaldemocratici e Dca avrebbero potuto addirittura consumare la rottura con il Pdl, andando da soli alle elezioni amministrative dell’Aquila dell’anno prossimo, la stessa è stata annullata per mandare un segnale distensivo al principale partito della coalizione del centrodestra.
Non si sa se la circostanza sia stata determinata dall’intervento di qualche big regionale o se i “frondisti” si siano resi conto che erano andati troppo oltre, certo è che il “combinato disposto” della loro minaccia sommata all’intervista rilasciata dal vice sindaco Giampaolo Arduini ad AbruzzoWeb poteva lasciar presupporre un’intesa terzopolista autonoma dai due schieramenti.
Non è un caso se Maurizio Leopardi (Udc) ed Enrico Verini (Fli), in una nota congiunta, si sono affrettati a smarcarsi da Arduini: “Con quale credibilità ci si porrebbe di fronte ai cittadini, portando una posizione di critica tanto nei confronti del centrodestra tanto del centrosinistra di cui si è fatto parte fino al giorno prima?”.
Il messaggio è chiaro: i “cespugli” del centrodestra hanno voluto gettare un sasso nello stagno, magari ispirati da qualcuno più alto in grado, per accelerare i tempi delle decisioni.
Allo stesso modo non si vuole far saltare il tavolo delle trattative prima ancora che esso sia istituito perché, comunque, l’obiettivo è di allargare quanto più possibile la coalizione.
Con alcuni distinguo, però: Luigi D’Eramo, segretario regionale della Destra, ha affermato che “Api è fuori da questo discorso, perché coinvolta a pieno titolo nella fallimentare gestione del centrosinistra”.
D’Eramo ha anche annunciato che si incontrerà con il coordinatore regionale del Pdl, Filippo Piccone, per discutere a 360 gradi delle amministrative del 2012, con un’attenzione specifica alla situazione aquilana che “va oltre il livello provinciale per la particolarità della condizione del capoluogo”.
Le trattative intanto proseguono ma, come dice Corrado Ruggeri (Mpa), “a porte chiuse perché ogni volta che ne parliamo in pubblico qualcuno capisce male e si scatenano le reazioni, vedi il caso tra il segretario provinciale della Destra, Pierluigi Cosenza, e quello del Pdl, Gianfranco Giuliante“.
Insomma, da parte di molti c’è la voglia di chiudere subito la partita della candidatura a sindaco ma questo si scontra con la posizione ufficiale del Pdl che chiede pazienza perché devono giungere indicazioni da Roma, soprattutto sulle primarie.
Emerge, intanto, un malessere sempre più diffuso proprio verso le primarie, i piccoli partiti le temono, il Pdl le sopporta perché non le sente nelle proprie corde ma il segretario nazionale “azzurro”, Angelino Alfano, non vuole ascoltare ragioni: si faranno e basta, ne va dell’immagine del nuovo corso pidiellino. (red)
LA NOTA CONGIUNTA UDC-FLI
Leggiamo sulla stampa considerazioni varie sul Terzo Polo secondo le quali esponenti che, attualmente, ricoprono ruoli rilevanti nell’amministrazione di centrosinistra, si candidano a ricoprirne in futuro altri, a nome del Terzo Polo.
Ci sembra una contraddizione in termini; come è possibile, ci chiediamo, candidarsi tra un anno contro l’attuale schieramento se, fino all’ultimo giorno utile, si è fatto parte di quest’ultimo, ricoprendo il ruolo di vice sindaco e quindi, percependone la relativa indennità?
Con quale credibilità ci si porrebbe di fronte ai cittadini, portando una posizione di critica tanto nei confronti del centrodestra tanto del centrosinistra di cui si è fatto parte fino al giorno prima?
Forse si pensa di scavalcare l’unica logica che a noi preme, quella dell’interesse aquilano, ricorrendo a peregrinazioni romane (inutili peraltro), cercando inutilmente di accreditarsi per un ruolo che, di certo, non può essere compreso in città.
È una logica sbagliata, figlia appunto della preistoria degasperiana che forse, nel terzo millennio, in una città terremotata, proprio appare come inadeguata e non al passo con i veri bisogni della gente.
Nessuno, può parlare a nome degli altri, ce ne rendiamo conto, e quindi non incorreremo nello stesso vizio che oggi denunciamo.
Tuttavia ci sentiamo di indicare un metodo diverso: si vuole fare il Terzo Polo, che noi amiamo pensare possa chiamarsi il Polo per L’Aquila?
Ebbene, lo si faccia partendo dalla base, discutendo i problemi dei cittadini, dimettendosi dalle cariche, adeguatamente remunerate, per sfuggire all’accusa ovvia di opportunismo.
Siamo pronti, se questo è il percorso che si intende seguire. Se invece la logica è quella degasperiana, saremo un muro che non potrà essere scavalcato.
Facciamo infine presente che, in questa esperienza di mandato consiliare, coerentemente, solo noi siamo da sempre nella posizione del Terzo Polo, vale a dire né con gli uni, né con gli altri, ma con la città.
Se Lorenzo Cesa (segretario nazionale dell’Udc, ndr) intende avvalorare logiche diverse, venga pure in città indicando una volta per tutte se, nel Comune dell’Aquila, a nome dell’Udc, parla il consigliere comunale Maurizio Leopardi (da sempre Udc), l’ultimo arrivato Giampaolo Arduini (ex Udeur) o il consigliere attualmente del Partito popolare europeo, Adriano Durante.
Per quanto riguarda Fli, come già dichiarato in altre occasioni, lo stesso coordinatore regionale Daniele Toto ha riconosciuto la particolare situazione dell’Aquila e quindi ha assicurato piena autonomia alle scelte del partito che sarà libero di valutare le cose e lo farà solo per logiche amministrative locali, quasi da lista civica aquilana, e non in maniera degasperiana avendo nel proprio dna le parole Futuro e libertà che mal si coniugano con il vecchiume politichese.
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