L’AQUILA – Volano gli stracci tra candidati della lista dell’Unione di centro alle ultime elezioni amministrative dell’Aquila.

L’avvocato Alessandro Piccinini, primo dei non eletti, ha scritto una nota formale al sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, al presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti, e al segretario generale, Carlo Pirozzolo, invitando a vigilare sulle incompatibilità previste dalla legge Barca, in particolare quella dell’architetto Piero Di Piero, entrato nell’assemblea civica proprio sotto le insegne della Vela.

Piccinini ha già depositato in tribunale un ricorso sulla presunta incompatibilità di Di Piero ma, alla luce della norma voluta dal ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, che di fatto chiede di scegliere se fare il tecnico o l’amministratore comunale, torna all’attacco.

La replica dell’architetto è velenosa: “Rompe le scatole per interessi personali, se vuole diventare consigliere comunale deve prendere i voti”. Il coordinatore provinciale Morena Pasqualone salomonicamente afferma che se ritiene che i suoi diritti siano stati lesi “è giusto che Piccinini faccia ricorso” anche se lo rimprovera perché avrebbe preferito “maggiore condivisione”.

Intanto il presidente Benedetti in una nota invita tutti i consiglieri a scegliere secondo le normative di legge.

PICCININI: ”VIGILATE SU QUELLA INCOMPATIBILITA”’

“Si chiede formalmente al Comune dell’Aquila di voler sollecitare l’architetto Piero Di Piero a esercitare la relativa opzione entro i 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge n. 134/12, trovandosi in evidenti e solari condizioni di incompatibilità”, sottolinea Piccinini, allegando alla lettera un lungo elenco di lavori svolti in qualità di progettista dall’esponente dell’Udc.

“Nel contempo – aggiunge – invita il Comune dell’Aquila e per esso il Consiglio comunale nella persona del presidente a dichiarare decaduto l’architetto Piero Di Piero dalla carica di  consigliere comunale ove non venga esercitata la scelta ex articolo 67 quater comma 11 legge n.134/12 nel previsto termine”.

Resta ora da vedere cosa accadrà alla scadenza del termine fissato dalla legge, intorno ai primi di novembre, per capire se Di Piero vorrà mantenere gli incarichi oppure decida di lasciare tutto per dedicarsi alla politica e, quindi, rimanere nel Consiglio comunale dell’Aquila.

DI PIERO REPLICA: ”ROMPE LE SCATOLE SOLO PER INTERESSI PERSONALI”

“Durante le elezioni Alessandro Piccinini non ha mai sollevato il problema della mia incompatibilità e quando ha fatto ricorso la legge Barca ancora non era uscita. Già gli vagava in testa l’idea di rompere le scatole se fosse arrivato primo dei non eletti. Un’azione che ritengo spregevole, fatta solo per interessi personali”.

Velenosa la replica del consigliere comunale dell’Unione di centro, Piero Di Piero, che in base alla nuova normativa deve scegliere se continuare a essere amministratore oppure proseguire la sua attività di tecnico nella ricostruzione.

Un’incompatibilità su cui Piccinini, primo dei non eletti della lista della Vela, che sosteneva il candidato sindaco Giorgio De Matteis, ha presentato un ricorso già lo scorso giugno sulla scorta di una norma del 1982; oggi che il conflitto d’interessi è stato riattualizzato con la legge Barca, l’ex capogruppo di Alleanza nazionale è intervenuto ancora.

“Se vuole fare il consigliere comunale – la replica di Di Piero – Piccinini deve prendere i voti adeguati. Fa riferimento a una legge dell’Irpinia che non c’entra niente, mentre il Testo unico degli enti locali non prevede incompatibilità”.

L’architetto ricorda che “mi sono candidato con una legge che permetteva di candidarmi, quindi è ovviamente tutto regolare. In un secondo momento – aggiunge – la legge Barca ha tirato fuori questo problema che ritengo incostituzionale. Non può essere retroattiva, ma solo futura”.

“Mi sono candidato – aggiunge – anche perché ritengo che in questo momento i tecnici in Consiglio siano determinanti. Non lo penso solo io, ma anche il sindaco, Massimo Cialente, in tempi non sospetti disse che la professionalità non doveva essere persa”.

Nel merito della questione Di Piero spiega che “ho incaricato un professore di diritto costituzionale, Tommaso Frosini, di studiare la vicenda della mia presunta incompatibilità, solo dopo deciderò cosa fare”. (alb.or.)

PASQUALONE: ”CI VOLEVA PIU’ CONDIVISIONE SUL RICORSO”

“Mi sono discostata dal ricorso di Alessandro Piccinini sull’incompatibilità del consigliere Piero Di Piero perché ne sono venuta a conoscenza solo dalla stampa. Una maggiore condivisione non mi sarebbe dispiaciuta”.

Questa la posizione del coordinatore provinciale dell’Unione di centro, Morena Pasqualone, interpellata da AbruzzoWeb sulla guerra di carte bollate in corso tra due candidati della lista della Vela alle scorse amministrative, uno eletto (Di Piero) e l’altro primo dei non eletti (Piccinini).

“Capisco – afferma la Pasqualone – che ognuno debba difendere i suoi diritti se pensa che siano stati lesi, anche per la professione che svolgo (avvocato, ndr). Se Alessandro ritiene di dover perseguire questa strada e pensa che ci siano possibilità di avere un risultato, è giusto che lo faccia”.

Entrando nel merito, “per quello che ne so dovrebbe pervenire un atto dal segretario comunale, immagino successivo a un’istanza dell’interessato a segnalare l’incompatibilità. Comunque anche Di Piero si sta muovendo per proteggere la sua posizione”.

E se Piccinini, candidato indipendente, entrasse in Consiglio al posto dell’architetto, resterebbe nel gruppo consiliare Udc assieme a Raffaele Daniele? “Andrebbe chiesto a lui, sarebbe corretto nei confronti degli elettori che lo hanno votato anche per quel simbolo e non dispiacerebbe neanche a me”, conclude il coordinatore. (alb.or.)

BENEDETTI: ”CONSIGLIERI SCELGANO”

“Ho inviato una comunicazione a tutti i consiglieri comunali in merito ai contenuti del decreto sviluppo, con riferimento alle ‘Misure per la gestione dell’emergenza in Abruzzo’, in cui è introdotto un nuovo regime di incompatibilità per i consiglieri comunali”.

Lo afferma il presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti.

“Nel decreto è infatti espressamente specificato che ‘le cariche elettive e politiche dei Comuni, della Provincia e della Regione, sono incompatibili con quella di progettista, di direttore dei lavori o di collaudatore’ delle opere, pubbliche o private, finanziate dallo stesso decreto ‘nonché con l’esercizio di attività professionali connesse con lo svolgimento di dette opere, ivi comprese l’amministrazione di condomini e la presidenza di consorzi di aggregati edilizi. I soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono in condizioni di incompatibilità possono esercitare la relativa opzione entro novanta giorni'”.

“Dal momento che la mancata eliminazione delle cause di incompatibilità entro questo termine ha come pena la decadenza dalla carica ho ritenuto opportuno ricordare all’intero consiglio il contenuto del decreto per le opportune valutazioni”, conclude Benedetti.