L’AQUILA – È ormai guerra aperta tra i sindacati dei dipendenti pubblici del Comune dell’Aquila e la dirigente del settore Personale Ilda Coluzzi, ritenuta “rea” di non aver firmato le proroghe dei 56 precari con contratto a tempo determinato scaduto lo scorso 30 settembre in deroga al paletto di massimo 36 mesi imposto dal Jobs Act.
Una querelle che ancora si trascina e che ha guastato definitivamente i rapporti tra le parti, con conseguenze anche su altri fronti lavorativi, come emerge da due note stampa dell’assessore al Personale Betty Leone e delle rappresentanze sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl nell’ambito di incontri di contrattazione.
Il 29 ottobre scorso si è tenuto il primo incontro, dopo una lunga mancanza di riunioni, e in quella sede le Rsu hanno fatto inserire una dichiarazione a verbale dove si specificava che nel rapporto con l’avvocato Coluzzi non c’è più la serenità giusta per tenere proficue relazioni sindacali. A quella dichiarazione ha risposto con durezza l’assessore.
“La scelta dei delegati del Comune dell’Aquila in sede di delegazione trattante è prerogativa esclusiva e non contrattabile dell’ente”, sbotta la Leone.
“Non sussistono, nel rapporto con uno dei componenti della delegazione trattante, gli elementi di serenità tipici delle proficue relazioni tra le parti”, replicano i sindacati.
LA NOTA DELL’ASSESSORE
“La puntualizzazione – ha dichiarato la Leone – si è resa necessaria a seguito della volontà espressa congiuntamente dai sindacati di non voler trattare con la dirigente Ilda Coluzzi perché, a loro giudizio, secondo l’esperienza precedente non avrebbe quella serenità necessaria per affrontare la contrattazione decentrata”.
“Così come non vi è alcuna interferenza da parte dell’amministrazione sui delegati sindacali – prosegue – chiediamo il medesimo rispetto nei confronti dei delegati della parte pubblica”.
Peraltro per l’assessore “è convinzione dell’Ente che solo in ambito di contrattazione è possibile una discussione di merito sulle questioni sindacali riguardanti i dipendenti, prescindendo da valutazioni di tipo personalistico”.
“Il sottrarsi al confronto comporta, nel caso di specie, un danno economico ai lavoratori di cui il Sindacato si assumerà le responsabilità”, conclude.
LA REPLICA DEI SINDACATI
“Si intende chiarire quanto oggetto della dichiarazione riportata nel verbale dell’incontro tenutosi il 29 ottobre e ciò perché non emergano, come avvenuto nell’uscita dell’assessore Leone effettuata a nome della Giunta, spazi di interpretazione fantasiosa”, scrivono i sindacati.
LA NOTA
Le Rsu, unitamente alle organizzazioni sindacali territoriali, hanno scelto di sottolineare che non sussistono, nel rapporto con uno dei componenti della delegazione trattante, gli elementi di serenità tipici delle proficue relazioni tra le parti.
Una libertà di espressione, quindi, unita alla volontà di dare formalmente un segnale in perfetta coerenza con quanto già affermato di recente in occasione della Commissione di Garanzia e Controllo tenutasi proprio in tema di relazioni sindacali all’interno dell’ente.
Nulla da ricondurre, come offensivamente ha fatto l’amministrazione per il tramite dell’assessore Leone, alla volontà di sottrarsi al confronto ma, semplicemente, una dichiarazione che, come accade quando emergono cose positive, poteva rappresentare elemento di mera riflessione in particolare tra gli assertori della valenza delle buone relazioni sindacali.
Purtroppo si riscontra che l’assessore Leone, a nome della Giunta, nell’affrettarsi a comporre l’apologia dell’avvocato Coluzzi, in primo luogo, ha insinuato il tentativo da parte delle rappresentanze sindacali dei lavoratori di sovvertire le regole poste alla base della composizione della delegazione trattante pubblica che vedono, ovviamente, tale prerogativa in capo all’amministrazione, quasi a trattarle da ignare di tali meccanismi, e in secondo luogo, di nuovo in modo del tutto fuorviante, ha voluto interpretare l’operato delle rappresentanze sindacali come un rifiuto del tavolo, avente come conseguenza il danno economico per i lavoratori.
Risulta, pertanto, necessario ribadire che da parte delle Rsu e delle organizzazioni sindacali territoriali non si intende affatto sottrarsi al confronto che, come noto, si sta avviando a novembre 2015, ossia a fine anno, per esclusiva responsabilità della parte pubblica alla quale si chiede, intanto, di adottare nell’ambito delle prossime comunicazioni di incontro comportamenti adeguati tesi, magari, anche a verificare in anticipo le disponibilità degli interessati, come normalmente fanno tutte le amministrazioni, soprattutto se si ritiene di tenere riunioni a ridosso della convocazione.
Infine, si sottolinea che ci si aspetta dalla contrattazione decentrata un confronto reale e che, nell’immediato, si superino nei confronti del personale le disparità di trattamento ancora presenti all’interno dell’ente.
Con l’auspicio che su questi temi e sul concreto rispetto dei lavoratori e delle loro rappresentanze ci sia la stessa solerzia che si è dimostrata nell’immediato riscontro a quanto emerso lo scorso giovedì, si comunica che per indisponibilità della maggioranza dei convocati oggi l’incontro sindacale non potrà tenersi e si resta in attesa di nuova convocazione.



