L’AQUILA – È una Giunta di lavoratori incalliti, per lo più nel settore pubblico, quella comunale dell’Aquila, guidata dal primo cittadino, Massimo Cialente, che da poco più di una settimana è tornato pure lui al lavoro, nel settore ‘risk management’ dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Dopo il grande rientro di Max, che ha destato sorpresa e in qualcuno anche perplessità, AbruzzoWeb ha voluto vederci chiaro e fare un rapido censimento di quanti, nella sua squadra di governo, seguano il suo esempio, continuando a svolgere la loro professione oltre a curare l’incarico pubblico nominale che hanno ricevuto.

Ne emerge un quadro in cui su 9 assessori, la maggioranza lavora, 5, uno è in pensione e solo in 3 si dedicano a tempo pieno al loro ruolo. Interessante anche la situazione che viene fuori dando un’occhiata ai redditi: chi lavora mantiene lo stipendio e si vede, anche se la sua indennità di carica 2.646 euro lordi mensili viene dimezzata a poco più di 1.300.

Il ‘paperone’ degli assessori è Alfredo Moroni, che sfonda il tetto dei 100 mila euro, in coda alla classifica sorprende Stefania Pezzopane, che però da senatrice scalerà posizioni.

CHI LAVORA

Tra gli assessori-lavoratori ci sono quello alle Opere pubbliche Alfredo Moroni, che riveste il ruolo di dirigente regionale, oppure Pietro Di Stefano, assessore alla Ricostruzione spesso definito ‘super’ che coniuga questa delicata delega con un incarico presso il provveditorato alle Opere pubbliche.

Non è da meno Marco Fanfani, assessore al Commercio e impiegato pure lui presso il provveditorato. Emanuela Iorio, invece, è assessore allo Sport ma anche medico di base, pediatra, con l’obbligo di presenza in studio per 3 ore al giorno dal lunedì al venerdì più le visite a domicilio, “ma a volte lavoro molto di più, come in questo periodo che gira il virus dell’influenza”, spiega ad AbruzzoWeb.

Un po’ fuori dal coro, ma neanche tanto, è Fabio Pelini, assessore per l’Assistenza alla popolazione e professore di italiano in una scuola media di Roma.

Generalmente chi lavora nel pubblico deve garantire 36 ore settimanali con 24 o 48 di permessi mensili più la possibilità di uscire per partecipare a Giunte, Consigli e impegni istituzionali. Ma i paletti possono variare a seconda che si occupi una funzione apicale o meno.

CHI NON LAVORA

A dedicarsi a tempo pieno al ruolo istituzionale sono solo in tre, Lelio De Santis, Stefania Pezzopane e Roberto Riga, tutti con ricorso all’aspettativa non retribuita.

Il primo, assessore al Bilancio, ha ritenuto opportuno fermarsi: “sono un dipendente regionale nel settore della Cultura, ma ho congelato il mio lavoro un mese dopo l’insediamento”.

La Pezzopane, assessore ancora per poco, invece, spiega di essere in aspettativa dal 1995, prima era dipendente del Partito democratico della sinistra e poi dei Ds, “mi occupavo di organizzare eventi o gestire le politiche femminili e culturali. Ora sono senatrice, quando finirò, tornerò al partito”, assicura.

Riga, infine, impiegato al Consiglio regionale, è in aspettativa da novembre 2008, “non appena ho ricevuto l’incarico”. Era infatti assessore anche nella precedente Giunta Cialente. Oggi, da vice sindaco, ha diritto a un’indennità piena e maggiore degli altri, 3.308 euro lordi al mese.

È un caso unico in questo panorama quello dell’assessore alle Risorse umane. Betty Leone, infatti, è in pensione da diverso tempo “sono stata assessore anche prima di questo mandato, ma per un altro comune. Anni fa lavoravo come medico e riuscivo a ricoprire anche il ruolo istituzionale, ora ho molto più tempo da dedicare alla politica”.

QUANTO GUADAGNANO

Archiviate le varie occupazioni che impegnano la maggior parte del tempo degli amministratori del capoluogo, diamo uno sguardo ai portafogli.

Ad aiutare in questo compito è il sito del Comune dell’Aquila, con la sezione “Trasparenza, Valutazione e Merito”.

Il più ricco di tutti è Moroni, con 106 mila euro di reddito dichiarato nel 2011, dopo di lui troviamo la Iorio, che con il suo lavoro di pediatra ottiene il secondo posto e 99 mila euro, il bronzo della classifica tocca a Fanfani e al suo posto presso il provveditorato alle opere pubbliche, con 73 mila euro dichiarati.

Fuori podio ma con un lordo che fa invidia ai più, ci sono la Leone e i suoi 69 mila euro annui, al quinto posto viaggia invece Di Stefano con scarsi 43 mila euro.

Nella parte bassa della classifica spiccano Riga e Pelini, con un lordo dichiarato di 33 mila euro. Infine, in caduta libera Pezzopane e De Santis, con rispettivamente 30 mila e 29 mila euro.