L’AQUILA – “Il Partito socialista è uscito dalla maggioranza di centrosinistra all’Aquila? Per quanto mi riguarda no, però sono decisioni che prendono le autonomie del territorio. Io predico riflessioni e non decisioni avventate, ma le ragioni dei socialisti aquilani e del capogruppo sono più che valide”.

Così ad AbruzzoWeb il segretario regionale del Psi, Massimo Carugno, avalla le scelte polemiche dopo il caso sorto all’interno del Comune dell’Aquila: dopo la mancata elezione come consigliere provinciale di Gianni Padovani, a causa di franchi tiratori e beghe nella maggioranza, quest’ultimo è infatti insorto, rompendo i rapporti con il Partito democratico e con il sindaco, Massimo Cialente.

Carugno prende posizione anche sul caso nato a catena: quello delle dimissioni dell’assessore socialista Giancarlo Vicini, che ha la delega al Commercio.

Cialente le ha annunciate ad AbruzzoWeb, l’interessato le ha smentite, spiegando che semplicemente il suo mandato è a disposizione del partito se proseguirà la guerra, il primo cittadino ha aggiunto che allora lo caccerà. Anche se a oggi nulla è accaduto.

“Giammai chiederei di dimettersi a un assessore socialista – precisa il segretario regionale – Anche questo rientra nelle facoltà delle autonomie territoriali del partito. Correttamente, Vicini ha messo a disposizione il suo mandato, ma bisogna rifletterci senza agire d’impulso”.

La frattura comunque resta, il giovane consigliere Psi ha usato parole di fuoco. “Padovani ha la facoltà di dirlo, non sarà la segreteria a chiedergli di rompere con il centrosinistra – continua – Certo è che per non votare lui si sono dati la zappa sui piedi non so se c’è da essere contenti visto che L’Aquila ora non ha un consigliere provinciale”.

Né, per Carugno, ha inciso il “caso” di qualche mese che ha visto Padovani sgradevole protagonista anche sui media nazionali, quando è stato fermato dalla Polizia senza patente e ha millantato di essere il proprio fratello gemello, versione che poi lui ha decisamente smentito.

“No, penso che la questione sia solo politica, la vicenda della patente non c’entra niente, è personale e ampiamente chiarita da Padovani, non è oggetto di valutazione politica interna o esterna – ribatte Carugno – Se qualcuno, però, ha pensato di utilizzarla come scusa, è proprio una cosa meschina”.

Certo, la frizione con il Pd resta. “La segreteria regionale esprime rammarico per il mancato rispetto di una serie di intese politiche da parte delle altre forze del centrosinistra che avrebbero portato L’Aquila ad avere un consigliere provinciale, cosa che non è successa – riepiloga il segretario – Ho già chiesto un incontro con il segretario regionale del Pd (Marco Rapino, ndr) per chiarire aspetti che attengono ai rapporti Psi-Pd, che comprendono L’Aquila ma vanno ben oltre”.

“La mancata elezione di Padovani è un danno per tutto il centrosinistra, i socialisti sono elemento di stabilità e non di instabilità, anche per questo la situazione va fatta decantare e va meditata – conclude – Il Psi non può rinunciare al suo ruolo nel centrosinistra tra le più importanti città in regione, compresa L’Aquila, ma questo ruolo non può essere dato per scontato né dal Pd né dagli altri, soprattutto quando è determinante”. Alberto Orsini