L’AQUILA – “L’assessore Giancarlo Vicini presenterà oggi le dimissioni e a sostituirlo in Giunta sarà Pierluigi Mancini“.
Ad annunciarlo ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a margine dell’inaugurazione del quinto salone della ricostruzione. Ma la vicenda si complica: Vicini temporeggia sulle dimissioni, il sindaco promette la cacciata, Mancini, infine, potrebbe perfino rifiutare.
Se andrà in porto la staffetta, la lista di Alleanza per l’Italia, che aveva eletto 4 consiglieri nel 2012 mentre ora è rimasta a uno, il solo Mancini, conquisterà la rappresentanza in Giunta che da tempo veniva richiesta dal capogruppo.
Degli altri eletti, Giuseppe Ludovici, ex di centrodestra, è subito emigrato al gruppo misto e ora è fuori dalla maggioranza, Roberto Riga è entrato in Giunta da vice sindaco e si è poi dimesso, o meglio è stato rimosso da Cialente, dopo essere stato indagato in un’inchiesta su presunte tangenti nella ricostruzione pubblica, Ermanno Giorgi, pur eletto vice presidente del Consiglio comunale in quota Api, ha creato il monogruppo di Centro democratico.
Al tempo stesso, usciranno dall’esecutivo i socialisti che, per bocca del capogruppo, Gianni Padovani, non eletto alle ultime elezioni provinciali tra le polemiche, hanno annunciato l’uscita dalla maggioranza.
Dopo l’annuncio del sindaco e l’articolo di questo giornale rimbalzato su ogni telefonino a Villa Gioia, si è creata ancor più maretta: Vicini ha fatto notare di aver partecipato regolarmente alla riunione di Giunta di ieri e a quella di Consiglio di oggi, e in aula ha chiarito che non è affatto vero che si è dimesso, anzi.
“A me piacerebbe restare a fare l’assessore, visto che mi trovo bene e sto lavorando in modo proficuo, ma visto che c’è una fibrillazione dovuta alla mancata elezione di Padovani ho messo la mia carica a disposizione del partito”, ha poi spiegato a questo giornale.
“Se la crisi resterà temporanea continuerò il mio mandato, altrimenti presenterò le dimissioni – ha aggiunto – Se poi Cialente ritiene che non abbia fatto un buon lavoro, mi cacci pure”, ha concluso.
E la replica del sindaco, sempre al salone ma nel pomeriggio, è stata nuovamente spietata: “Ah è così? Allora lo caccio!”.
Ma c’è un’ulteriore piega inattesa degli eventi: a questo punto, secondo quanto si è appreso, dopo averla lungamente invocata ora Mancini potrebbe anche rifiutare la nomina ad assessore.
Il suo ingresso in Giunta, infatti, fanno notare fonti a lui vicine, comporterebbe l’ingresso come consigliere al suo posto del primo dei non eletti di Alleanza per l’Italia: si tratta di Marco Cimoroni, che non ha più legami con la lista un tempo legata alla figura nazionale di Francesco Rutelli e causerebbe la scomparsa di Api dal Consiglio comunale del capoluogo, che Mancini vorrebbe evitare.
La situazione è fluida e si risolverà nei prossimi giorni, nel pomeriggio, tra l’altro, andando via dal salone Cialente ha presenziato a una riunione presso la sede del Partito democratico.





