L’AQUILA – “Non abbiamo paura di rendere ogni prossimo Consiglio comunale una corrida. Io a farmi offendere ancora non ci sto. Il sindaco Pierluigi Biondi è venuto a insultarci e lo ha fatto in maniera premeditata, è un cafone”.

Così il consigliere comunale dell’Aquila di Articolo 1 Giustino Masciocco in un incontro con la stampa di tutto il centrosinistra, convocato dopo il burrascoso Consiglio comunale di ieri che ha approvato il piano sociale e una discussa mozione sullo sgombero dell’asilo occupato prima che la maggioranza di centrodestra facesse mancare il numero legale.

Il riferimento polemico di Masciocco era all’intervento conclusivo del primo cittadino, pochi minuti prima della votazione: Biondi ha avuto parole durissime verso la minoranza, con toni molto stizziti, definendo alcuni consiglieri “rivoluzionari da cortile e da operetta”.

“Il Consiglio comunale viene utilizzato per fare propaganda politica e non per produrre atti amministrativi come si aspetta la città”, è sbottato sull’aspetto della brusca conclusione il capogruppo del Partito democratico, Stefano Palumbo.

Al di là delle dialettiche che fanno parte del gioco, la notizia più importante sembra, comunque, il ritrovarsi di una sorta di unità all’interno del centrosinistra, attorno alla battaglia contro il sindaco Biondi e contro il centrodestra.

Una compattezza da ricostruire sulle macerie del fallimento della coalizione “Vivendo L’Aquila” che ha perso le elezioni, e quella di oggi è di fatto la prima del “nuovo” centrosinistra.

Assenti solo il segretario uscente dei dem Stefano Albano, ma comunque il Pd era ben rappresentato, e il consigliere di Cambiare insieme (segretario regionale Italia dei valori) Lelio De Santis che non lesina un distinguo.

“Non sono stato coinvolto forse perché sanno che preferisco fare un’opposizione intransigente nei fatti, ma evitando polemiche che producono altre polemiche – chiarisce ad AbruzzoWeb – Se il sindaco ha alzato i toni hanno fatto bene a rispondergli, ma non so che cosa produce per la città”.

”NON C’E’ RISPETTO PER IL CONSIGLIO COMUNALE”

Palumbo ha denunciato “un andazzo e una deriva preoccupanti su come la maggioranza intenda usare il Consiglio comunale, dove arrivano atti bizzarri e in modo capestro, contro il parere dei revisori dei conti, che infatti non producono effetto”.

“Ieri è stata emblematica la discussione su una mozione surreale, poggiata su presupposti fantasiosi e senza un’efficacia”, ha aggiunto ancora sull’asilo, denunciando “discussioni vuote per poi far mancare il numero legale con la singolare uscita dall’aula della maggioranza per beghe interne, per una lite in corso da una settimana”.

Il capogruppo dem ha anche denunciato “il tentativo in atto di cancellare dalla memoria degli aquilani tutto quanto fatto dalla precedente amministrazione. Un lavoro che recepiscono e fanno proprio, e questo vuol dire che lo condividono, ma senza dire grazie e addirittura insultando. Farò un report su tutto quello lasciato in eredità”.

Tornando sul tema del numero legale, Masciocco, consigliere di lungo corso, ha parlato di “film già visto: dal 98 al 2007 il centrodestra utilizzava la mancanza dei numeri per regolamentarsi all’interno perché non hanno alcun rispetto per le istituzioni”.

“A loro non interessa quello che succede in Consiglio, ma quello che accade dietro le quinte. Ieri ci sarebbe stato uno scontro pubblico tra il presidente della seconda commissione (Raffaele Daniele, ndr) e presidente del Consiglio (Roberto Tinari, ndr) ma hanno messo la testa sotto la sabbia, oggi hanno trovato la quadra e in futuro il problema non ci sarà più”.

Oltre all’accusa di cafoneria, strali anche per Biondi: “Se l’ordinanza di sgombero dell’asilo occupato c’è da 2009, per non averla applicata, assieme a Cialente per 8 anni, è coimputato anche lui per questi 3 mesi”.

“Hanno ancora il fantasma di Cialente sulle spalle. Hanno vinto le elezioni, stanno governando, non possono continuare a dirci perché abbiamo perso – ha concluso il consigliere bersaniano – Non possono trovare coesione offendendo noi, non glielo permetterà più e se necessario faremo manifestazioni di piazza”.

Elia Serpetti del Passo possibile ha fatto notare che “agli aquilani che hanno bisogno di lavoro non capisco a cosa possa servire la mozione sull’asilo occupati. Ai ragazzi alle prime armi che l’hanno presentata – ha aggiunto – il sindaco poteva dire di tenerla da parte e invece l’ha sposata in pieno. E poi non capisco perché si cominci ogni commissione e ogni Consiglio sempre con due ore di ritardo”.

Elisabetta Vicini (Democratici e socialisti) ha insistito sul sindaco che, “quando prende la parola lo fa solo per bacchettare e addirittura diffidare dall’utilizzo dei torni sarcastici che violerebbero il suo ruolo istituzionale. Peccato che dopo due minuti abbia impartito l’ordine di scuderia di far mancare il numero legale su un ordine del giorno fissato dal presidente del Consiglio”.

Sempre strali per Biondi da Emanuela Iorio (Pd): “È vero che ieri mattina è stato a Roma per impegni istituzionali, ma già a metà mattinata era in ufficio, e ha preferito lavorare sulle deleghe che ha assunto invece di venire in Consiglio per il piano sociale, sul quale non avrebbe potuto dire nulla”.

“È venuto solo perché aveva bisogno di non far litigare la maggioranza – ha rincarato l’ex assessore – è venuto per ricondurre le pecorelle all’ovile. Sono comportamenti ridicoli e bambineschi. È giunto il momento che l’opposizione faccia sentire forte la sua voce”.

Toni più pacati da Americo Di Benedetto, che ha invitato a un “atteggiamento di garbo istituzionale, negli ultimi Consigli invece vedo una sorta di esaltazione oltre le righe del rispetto e questo mi rammarica. In campagna elettorale la mia proposta era opposta, la non l’ha recepita, ma ora non si è più in campagna elettorale. Ora si deve amministrare, non declamare”.

Angelo Mancini (L’Aquila sicurezza lavoro) ha ammesso che “tre mesi sono pochi, ma rispetto agli annunci fatti questa città sembra anestetizzata”.

Presenti anche Paolo Romano (Il passo possibile) e Antonio Nardantonio (Pd).

LE REAZIONI

IL CENTRODESTRA: ”MASCIOCCO E’ IL MARIO MEROLA DE NOANTRI”

“Dopo la tragicomica sceneggiata sul programma di mandato il Mario Merola de noantri, al secolo Giustino Masciocco, si trasforma oggi nel torello di Tempera, pronto alla corrida”.

Lo dichiarano in una nota congiunta in risposta alla conferenza stampa di oggi del centrosinistra i capigruppo dei partiti di maggioranza al Comune dell’Aquila, Roberto Junior Silveri (Forza Italia), Daniele Ferella (Noi con Salvini), Giorgio De Matteis (Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale), Roberto Santangelo (L’Aquila futura), Daniele D’Angelo (Benvenuto presente) e Raffaele Daniele (Unione di centro).

“È deludente e squallido constatare come si sia raggiunto un livello di volgarità che, purtroppo, identifica l’uomo – scrivono i capigruppo – Definire il sindaco della città cafone solo perché si è permesso di rilevare che in questa città il diritto, la legalità e il rispetto delle regole vengono prima dell’arroganza, della protervia, testimonia il livello dell’uomo”.

“A tal proposito, ricordiamo che Papa Francesco ha detto che ‘l’insulto è un modo per sminuire l’altro. Non c’è bisogno di andare dallo psicologo per sapere che quando uno sminuisce l’altro è perché non può crescere, ha bisogno che l’altro vada più in basso per sentirsi qualcuno’”, proseguono i capigruppo.

“Il resto della coalizione di centrosinistra si è arrabattato in inconsistenti elucubrazioni, senza però avere il coraggio di fare alcun mea culpa, dopo che per oltre otto anni hanno deliberatamente portato allo sfacelo la nostra città. Ai loro insulti e alle patetiche sceneggiate quotidiane per conquistare qualche riga sui giornali rispondiamo con i fatti e concretamente”, prosegue la nota.

“Mentre perdono tempo insultandoci – aggiungono – noi ci stiamo organizzando per utilizzare ingenti risorse finanziarie, colpevolmente inutilizzate fino ad oggi, per intervenire sui temi scottanti dell’occupazione e della rinascita sociale della città, per dare quel futuro fino a oggi negato ai nostri giovani che in questi anni sono fuggiti non avendo mai avuto né ascolto né sostegno”.

“Ai signori sconfitti del centrosinistra lasciamo volentieri le macerie prodotte, loro rappresentano la bad company dell’Aquila, noi rappresentiamo una buona amministrazione per tutti i cittadini: e quando diciamo tutti intendiamo l’intera comunità, perché non esistono, per noi, differenze e steccati legati all’appartenenza”, concludono i capigruppo di maggioranza.