L’AQUILA – È caos nel centrodestra al Comune dell’Aquila dopo la riunione di maggioranza di martedì scorso, che, tra smentite, in primis quella del sindaco e ulteriori attacchi, ne esce dilaniato, con reazioni legate al chiarimento della parola “azzeramento”, per cui si preferiscono i termini “verifica”, o “controllo”, ma tutti portano allo stesso risultato: la volontà di valutare l’operato della Giunta.

E intanto le opposizioni insorgono, mentre il primo cittadino del capoluogo, Pierluigi Biondi, che non era presente all’incontro di martedì, in una nota scrive che “non c’è all’orizzonte nessun azzeramento della Giunta, d’altra parte nessuno l’ha chiesta, nonostante quanto emerso sulla stampa locale”, tentando di smorzare le notizie pubblicate nei giorni scorsi da AbruzzoWeb, che ha riportato quanto emerso dalla riunione in base a quanto appreso da fonti comunali.

La richiesta è stata consegnata, secondo quanto riferito a questo giornale, al presidente del Consiglio comunale, Roberto Tinari, da parte del capogruppo di Fratelli d’Italia, Giorgio De Matteis, in “tandem” con il capogruppo di Fi, Roberto Junior Silveri, con l’approvazione di tutti i presenti all’incontro: Ersilia Lancia e Berardino Morelli (Fdi), Daniele D’Angelo e Leonardo Scimia (Benvenuto Presente), Roberto Santangelo e Luca Rocci (L’Aquila Futura), Giancarlo Della Pelle e Vito Colonna (Forza Italia) e Raffaele Daniele (Unione di Centro), ad eccezione della Lega che, invece, “soddisfatta” del lavoro degli assessori, si è detta contraria a un ipotetico rimpasto.

A proposito della Lega, da quanto appreso, ci sarebbero mal di pancia interni alla coalizione anche per la doppia poltrona del deputato della Lega, Luigi D’Eramo, che è anche assessore all’Urbanistica del Comune dell’Aquila, due ruoli che l’onorevole ricopre da sei mesi.

“Chi non capisce o i ‘piccoli centurioni’ che danno l’ultimatum hanno sbagliato. I ‘bambinelli’ devono fare un altro mestiere, perché quando uno non capisce, o ha difficoltà nel comprendere, diventa complicato e si rischia un effetto ‘valanga’”.

È un fiume in piena il capogruppo di Fratelli d’Italia, che non ci sta a parlare di “una richiesta di azzeramento della Giunta”, ma preferisce parlare di “una normale verifica per capire cosa hanno fatto gli assessori e ciò che può fare: qualcuno può fare meglio, altri possono fare di più”, ha detto nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina nella sede comunale di Villa Gioia, convocata per parlare del mancato pagamento delle bollette del Progetto C.a.s.e..

Il deputato D’Eramo, ieri, ha lanciato, in modo provocatorio, un ultimatum di 48 ore alle segreterie di partito, per capire se la posizione espressa da De Matteis e Silveri, fosse condivisa anche da loro: “se non viene fatta chiarezza saremo noi a chiedere una verifica politica della stessa maggioranza”, ha detto ad AbruzzoWeb, sottolineando che un ipotetico azzeramento della Giunta, oggi, sarebbe “politicamente sciocco” e rappresenterebbe un “suicidio politico e amministrativo”.

Dura la risposta di De Matteis: “D’Eramo parla così, forse, perché sta facendo l’assessore e il deputato e quindi si sommano gli obblighi, ma è un assessore come gli altri e quindi sottoposto a verifica come tutti. Parleremo anche del Piano regolatore, a che punto è, che succede, cosa ha fatto, cosa non ha fatto in questo anno e mezzo. Il mio intento non era quello di fare agitare gli assessori solo perché si fa un verifica, ma qui c’è chi si sente perseguitato e chi lancia un ultimatum, ma di cosa?”, ha tuonato l’esponente di Fdi, riferendosi all’onorevole della Lega e all’assessore alla Mobilità, Carla Mannetti, appartenente allo stesso partito del sindaco e di De Matteis.

Il tutto accade in un clima estremamente delicato, a poche ore dalla riunione del tavolo, che da quanto appreso da fonti romane potrebbe svolgersi domani, per la scelta del candidato della coalizione alla Presidenza della Regione Abruzzo, una decisione che spetta, salvo “interventi dall’alto”, ai meloniani e a soli 8 giorni dall’udienza sul ricorso “Anatra zoppa”, presentato in Consiglio di Stato dagli esponenti dell’opposizione del capoluogo, contro la decisione del Tar dell’Aquila, che ha giudicato inammissibile “per carenza d’interesse” la richiesta di riconteggio e riassegnazione dei voti di 11 seggi elettorali.

E le opposizioni insorgono: “Chi cercava una smentita sul definitivo sfilacciamento della maggioranza di centrodestra al Comune dell’Aquila, oggi ha trovato, invece, una secca e inequivocabile conferma. Nel giro di pochissimi giorni e dopo una riunione di maggioranza infuocata, oggi pomeriggio per la seconda volta consecutiva il Consiglio comunale è andato deserto per mancanza del numero legale”, hanno scritto in una nota Carla Cimoroni (L’Aquila Chiama), Lelio De Santis (Cambiare insieme – Idv), Angelo Mancini (L’Aquila Sicurezza Lavoro), Giustino Masciocco (Articolo 1- Mdp), Stefano Palumbo, Stefano Albano (Pd), Paolo Romano, Elia Serpetti, Americo Di Benedetti, Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio (Il Passo Possibile), Elisabetta Vicini (Democratici socialisti per L’Aquila e le frazioni) ed Edlira Banushaj (consigliere comunale aggiunto).