L’AQUILA – Nella giunta comunale dell’Aquila non ci sono rimpasti in vista, e “le deleghe rimangono congelate in attesa di un chiarimento”.

Detta la linea il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dopo la cacciata dell’assessore al Bilancio forzista Annalisa Di Stefano, “rea” di essersi schierata con il deputato Antonio Martino, osteggiato da Forza Italia, di cui è commissario a L’Aquila, e anche da Biondi, dopo la sua battuta con cui nella conferenza stampa della settimana scorsa, ha definito il percorso politico di Pierluigi Biondi “psichedelico”.

Biondi per il momento aggiungerà la pesantissima delega al Bilancio che si aggiunge a quella altrettanto pesante della Ricostruzione. 

Il chiarimento che ci dovrà essere, sarà ovviamente con quel che resta di Forza Italia, da cui il vicesindaco del capoluogo Guido Liris, si appresta ad uscire per passare con Fratelli d’Italia, come hanno già fatto i quattro consiglieri comunali, Ferdinando Colantoni, Vito Colonna, Giancarlo Della Pelle e il capogruppo Roberto Junior Silveri che insieme a Leonardo Scimia (Benvenuto Presente, lista del sindaco), costituendo il gruppo Insieme per L’Aquila sotto la regia di Liris, anche lui in rotta con il “pescarese” Martino. 

A proposito della maretta che si vive dentro a Forza Italia, Biondi spiega che, “io non parlo delle crisi interne agli altri partiti, se ci sono. ci sono delle dinamiche Assicuro che ognuno rimane nel novero dell’alleanza di centrodestra. Questo è l’importante sia a livello locale che a livello regionale”. 

Le affermazioni di Biondi sono state rese a margine dell’incontro con la delegazione della municipalità cinese di Zibo, e sopratutto nel giorno in cui il Consiglio di Stato ha bocciato in via definitiva il ricorso elettorale del centrosinistra nel consiglio comunale dell’Aquila sull’esito delle elezioni del giugno 2017. Confermando così la decisone di luglio scorso, del Tar, che aveva dichiarato inammissibile il quesito.

La maggioranza di centrodestra è dunque salva, e tramonta definitivamente lo spauracchio dell”’anatra zoppa”.

“Non avevo dubbi che sarebbe andata a finire così, la verità giudiziaria ha rispecchiato la verità politica. Ora andiamo avanti, la maggioranza è stabile e solida, e abbiamo un sacco di cose da fare”.