L’AQUILA – La Cgil funzione pubblica mette sul banco degli imputati Domenico De Nardis, dirigente al Comune dell’Aquila delle Risorse umane.
”Il nostro sindacato – afferma Ferdinando Lattanzi della segreteria provinciale di Cgil-Fp – ha segnalato più volte episodi di ’incauta’ amministrazione da parte del dottor De Nardis, chiedendo al sindaco se costui potesse ancora garantire l’imparzialità necessaria nella gestione delle Risorse umane del Comune dell’Aquila”.
”Le documentate ragioni portate a supporto delle nostre segnalazioni – prosegue Lattanzi – evidentemente non sono state prese in considerazione dall’amministrazione comunale del capoluogo abruzzese che a questo punto deve ritenersi corresponsabile della pessima gestione del personale, dello svilimento del ruolo dei lavoratori e della mancata soluzione dei molteplici problemi che più volte la Cgil-Fp ha segnalato, compreso quello dei precari, per i quali non si è saputo fare altro che elemosinare proroghe sempre più brevi”.
Il sindacato mette in evidenza quanto è avvenuto nella gestione, da parte del dirigente delle Risorse umane, delle procedure preliminari al voto per il rinnovo delle Rsu ”nel tentativo evidente di svilire il significato di questo straordinario strumento di democrazia”.
”Secondo l’accordo nazionale fra l’Aran e i sindacati – dichiara Lattanzi – l’unico adempimento che spetta all’amministrazione nell’ambito di queste elezioni è la compilazione dell’elenco dei lavoratori aventi diritto al voto che deve essere messo a disposizione dei sindacati richiedenti dal 20 gennaio, questo elenco vale come certificazione che i lavoratori ricompresi nell’elenco sono coloro che potranno esercitare il diritto di voto nei giorni 5,6 e 7 marzo”.
Lattanzi ricorda che su richiesta la Cgil ha ricevuto un elenco comprendente 374 dipendenti il 24 gennaio a cui è seguita un’integrazione di 121 dipendenti il 26 gennaio, poi una rettifica per errato inserimento nell’elenco di 2 dirigenti, che non hanno diritto al voto, inviata il 31 gennaio, il 2 febbraio è stata inviata un’ulteriore rettifica che aggiungeva altri 14 dipendenti e, poi un’altra rettifica datata primo marzo che sottrae dall’elenco 4 dipendenti pensionati (uno fin dal primo luglio 2011).
”Cosa di non poco conto – prosegue Lattanzi – è che tutti i lavoratori contenuti negli elenchi che si sono succeduti, erano alle dipendenze del Comune dell’Aquila alla data dell’emanazione del primo elenco in data 24 gennaio ed anche i pensionati erano in quiescenza anteriormente quella data. Questo fa si che giungendo, dopo tutte le rettifiche, ai 505 dipendenti, numero che il dirigente si premura di scrivere solo e soltanto nell’ultima comunicazione, cambiano alcune regole che si applicano solo nel caso di amministrazioni con oltre 500 dipendenti”.
Quindi il sindacto chiede ”al sindaco ed all’assessore al Personale, perché nel primo elenco sono stati omessi i dipendenti inseriti poi in elenchi separati, visto che tutte le notizie inserite nelle rettifiche che si sono succedute avrebbero dovuto essere a conoscenza del settore Risorse umane alla data della prima comunicazione?”.
”Dobbiamo forse prevedere – Lattanzi formulando altre domanda – che nei prossimi giorni il dirigente si accorgerà di qualche pensionato che ancora risulta essere in forza al Comune? È ancora garantita la trasparenza nelle procedure di votazione in un’elezione in cui i dipendenti comunali devono eleggere i loro rappresentanti sindacali?”.
Questa situazione non è stata presa bene dalla Cgil-Fp che ”sta valutando le azioni necessarie da mettere in atto per accertare le responsabilità nella gestione di tali atti e di che natura esse siano, al fine di evitare il ripetersi di tali incresciose vicende, estremamente imbarazzanti per l’amministrazione comunale che naturalmente non può sottrarsi alle proprie responsabilità, al fine di tutelare il diritto dei lavoratori ad eleggere nella massima trasparenza i loro rappresentanti sindacali”.






