CHIETI – Con 19 voti favorevoli, quelli della maggioranza, il consiglio comunale di Chieti ha approvato, ieri sera, la delibera sul dissesto dell’ente, che deve fare i conti con un buco finanziario da 78 milioni di euro.

Presenti in aula ma non votanti i consiglieri  Serena Pompilio (Azione Politica) e Carla Di Biase (FdI) mentre il resto della minoranza ha lascia l’aula e non partecipa al voto. Non sono mancate scintille, in particolare tra alcuni consiglieri di opposizione e il sindaco Diego Ferrara.

Ferrara, a proposito del dissesto finanziario del Comune, ha dichiarato che “l’organo politico rimane in carica e continuerà l’ordinaria amministrazione e soprattutto la gestione dei fondi del Pnrr”

Ferrara ha aggiunto che entro il mese di luglio verranno tre commissari che si occuperanno della massa debitoria e dovranno confrontarsi con i creditori.

“Durante questi anni la mia amministrazione è riuscita a intercettare 60 milioni di euro che cambieranno in meglio il volto della nostra città, sia come accessibilità che come viabilità. Noi all’insediamento in questo Comune, a metà ottobre del 2020, abbiamo trovato una situazione finanziaria disastrosa, abbiamo scoperto un deficit di 78 milioni di euro più 20 milioni di euro di contenziosi con società, ditte private, che reclamavano fatture non pagate da anni e anni. Di fronte a questo sfacelo, la mia amministrazione ha voluto coraggiosamente mettersi in gioco per cercare di riequilibrare le sorti del Comune; non ci siamo riusciti, e in una pagina estremamente eloquente della relazione della Corte dei Conti si dice che qualunque Piano di riequilibrio fosse stato portato a loro conoscenza, non avrebbe avuto le gambe per camminare, anche il più coraggioso”.

E ha aggiunto: “non abbiamo voluto fare il dissesto immediatamente perché ritenevamo, probabilmente ingenuamente, che ci sarebbero stati gli spazi per andare avanti, e su questo siamo stati supportati anche psicologicamente dagli organi amministrativi del Comune, in particolare dalla dirigenza del settore finanziario: non ci siamo riusciti. I nostri detrattori, quelli che oggi sono minoranza e che per dieci anni sono stati maggioranza, invece di criticarci dovrebbero ringraziarci per non aver richiesto subito il dissesto in quanto probabilmente con una loro dichiarazione di colpa o di dolo, non avrebbero più potuto presentarsi nelle competizioni elettorali. Invece di ringraziarci o quantomeno stare un po’ zitti di fronte a questo problema, continuano a criticarci e ad infierire senza sapere quanto lavoro c’è stato, c’è e ci sarà in questo Comune per risollevarne le sorti dopo quello che hanno determinato”.

Di diverso avviso l’opposizione consiliare Il consigliere comunale della Lega, Fabrizio Di Stefano, ex parlamentare e candidato sindaco della città:

“L’amministrazione Ferrara ha detto di aver trovato una situazione disastrosa ma non si spiega come mai, appena dopo l’insediamento, si sia aumentata l’indennità, abbia ampliato lo staff e abbia persino creato una struttura ad hoc per il vicesindaco Paolo De Cesare”.

Per Di Stefano l’errore più grave riguarda le gestione di Teateservizi. “Dopo due anni e nove mesi di amministrazione Ferrara siamo arrivati al dissesto – tuona Di Stefano – sapevamo che il Comune non era in salute e in campagna elettorale io stesso avevo detto che avremmo valutato un’ipotesi di questo genere. Ma una cosa è guidare e gestire il dissesto, altra cosa è subirlo. Hanno detto di aver trovato 78 milioni di debiti, di cui 57 per la mancata riscossione. Appare evidente che il cuore del problema era lì, nella struttura creata dall’ex sindaco di centrosinistra Francesco Ricci e diretta da Luciano Iezzi, lo stesso che Ferrara ha voluto a capo del suo staff e che poi si è improvvisamente dimesso dall’incarico. E intanto su Teateservizi non si è riuscito a fare nulla. Hanno avviato il predissesto, ma la Corte dei conti lo ha bocciato. Un bilancio di quasi tre anni di amministrazione più che fallimentare”.

Ora arriverà il commissario al bilancio “e – spiega Di Stefano – la città dovrà assistere al taglio dei servizi alla persona, del trasporto pubblico, dei fondi per la cultura e al rialzo delle tasse mentre per loro non cambierà nulla continuando a gestire la spesa corrente”.

Maurizio Costa (Forza Chieti) ha fatto risalire i problemi alla gestione dell’ex sindaco Ricci. Mario De Lio (Udc) ha ricordato di aver fatto formali segnalazioni sul piano di riequilibrio che non poteva reggersi. Di Biase ha citato alcune parti della sentenza della Corte che chiamano in causa responsabilità dell’attuale amministrazione.

A replicare in aula a Di Sfefano l’assessore Enrico Raimondi: “il Comune era in dissesto senza dirlo. Noi, invece, abbiamo deciso di non continuare a far finta di niente. Abbiamo provato ogni strada. E, nonostante le difficoltà, siamo riusciti anche a portare in città 50 milioni di finanziamenti, mentre loro hanno accumulato 78 milioni di debiti senza aver fatto nulla».

In apertura di consiglio comunale, su richiesta dei consiglieri Ginefra e Zappone, è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Silvio Berlusconi.