CHIETI – È una separazione annunciata e, almeno all’apparenza, consensuale quella del consigliere comunale di Chieti Alessandro Giardinelli dall’Unione di centro, partito per il quale è stato capogruppo e che lascia ufficialmente oggi.

“In data 18 giugno 2013 – scrive infatti il consigliere – ho rassegnato le mie dimissioni da capogruppo Udc, uscendo di conseguenza dal gruppo consiliare e fondando, con il placet della consigliera regionale Nicoletta Verì, responsabile organizzativo per l’Abruzzo del partito ‘Scelta Civica per l’Italia’, un nuovo gruppo consiliare denominato “Lista Civica per l’Italia”, con riferimento al gruppo presente in Parlamento ed eletto nelle ultime politiche”.

Giardinelli esce anche dalla maggioranza di Umberto Di Primio, di cui ha detto chiaramente di non condividere più il cammino.

“In questa scelta – prosegue il consigliere motivando il suo gesto – credo di aver rispettato con fedeltà il mandato dei miei elettori ai quali avevamo promesso il cambiamento della città e della politica nella città, cambiamento che non è avvenuto; in questo caso essere fedeli al mandato vuol dire parlare e agire con verità, denunciando il fallimento e rifiutando un ulteriore coinvolgimento o complicità in una situazione politico/amministrativa che ritengo non abbia più molto da dire se non l’ordinaria amministrazione”.

Giardinelli punta ancora il dito contro il sindaco: “Un fallimento, quello del ‘sistema Di Primio’, che non è solo una percezione dei politici e dei cittadini di Chieti, ma è una percezione corrispondente alla realtà dei fatti, in una città nella quale in questi tre anni non solo non si è fatto ciò che era stato promesso, ma è stata disattesa quell’azione politica che doveva e deve porre l’interesse pubblico come primo valore, lasciando il posto all’interesse politico di parte, con la palese conseguenza di aver bloccato lo sviluppo economico, politico, culturale, morale ed intellettuale di Chieti”.

Il primo commento ufficiale da parte dell’Udc arriva dall’ex sindaco Andrea Buracchio che, nel frattempo, ha ritirato le dimissioni, consegnate proprio in corrispondenza del caso Giardinelli, e ha ripreso ufficialmente il suo posto di riferimento locale del partito.

“Non siamo stati colti di sorpresa dall’annuncio di Giardinelli – assicura – ci dispiace della sua scelta e, pur apprezzando il lavoro che ha svolto finora come nostro capogruppo, l’Udc ritiene che il patto stretto con gli elettori nel 2010 vada onorato fino in fondo”.

“In questi tre anni – continua Buracchio spendendo parole di stima per l’ex Udc – abbiamo imparato a conoscere e apprezzare il lavoro e la passione civile del dottor Giardinelli, che ha condotto il gruppo consiliare a essere sempre propositivo e riflessivo sui temi dell’agenda politico-amministrativa della maggioranza: con lui si è creato un positivo rapporto di collaborazione e si è instaurata una solida amicizia che ovviamente non muterà con la decisione che in coscienza ha preso”.

Buracchio si augura anche che quello di Giardinelli non sia un addio ma solo un arrivederci, visto che tra l’altro Scelta Civica si pone come alleato naturale dell’Udc.

Le parole di Buracchio non lasciano intravvedere nulla del clima da “resa dei conti” che si è consumato all’interno dell’Udc teatino a seguito della presa di posizione apertamente contro la maggioranza Di Primio da parte dell’ex capogruppo.

Dopo accesissime riunioni interne, dopo decise rimostranze da parte di alcuni esponenti di maggioranza, il partito ha deciso che non avrebbe più tollerato l’ennesima fuga in avanti di Giardinelli, nonostante non voglia rinunciare al proprio ruolo di critica severa, ma sempre dall’interno, dell’operato della maggioranza di centrodestra che governa il Comune di Chieti.