CHIETI – Riunioni ufficiali con le segreterie di partito e i rappresentanti delle liste civiche non ce ne sono ancora state, ma il quadro e i relativi nodi da sciogliere per la composizione della nuova Giunta comunale teatina sono già abbastanza chiari.
Degli otto assessori da nominare, quelli dati per certi sono: Mario Colantonio e Alessandro Bevilacqua per Forza Italia, Carla Di Biase per il Nuovo centro destra, Giuseppe Giampietro e Marco Di Paolo per la lista civica “Identità teatina”.
In ballo ci sono anche i nomi di Marco D’Ingiullo ed Emilia De Matteo per Fi, Antonio Viola e Clara Ricciardi per l’Unione di centro, Diego Costantini per l’Ncd e Liberato Aceto per la lista civica “Noi domani”.
Sono 11 nomi per 8 posti: è questo il dilemma che il riconfermato sindaco, Umberto Di Primio, si troverà presto a dover risolvere.
Il primo nodo e quello della rappresentanza femminile, che dovrà necessariamente pesare il 40% dell’intero esecutivo comunale. Vale a dire che su 8 assessori comunali, 3 dovranno essere donne.
L’altro inghippo è, ovviamente, quello del peso dei singoli partiti e liste civiche all’interno della compagine, visto che non c’è interpretazione univoca dei criteri, applicati secondo lo storico “manuale Cencelli”, per la ripartizione.
Facendo un primo sommario calcolo: 3 assessori spetterebbero a Forza Italia che ha eletto 7 consiglieri, 1 o 2 al Nuovo centro destra che ne ha eletti 5, ma ha eletto anche il primo cittadino (carica che dovrebbe valere doppio), 2 alla civica “Identità teatina”, che ha messo 4 rappresentanti in Consiglio, e 1 a testa all’Udc, che in aula ne ha messi 2, e alla civica “Noi domani”, che ne mette solo 1.
Analizzando partito per partito, tra i 7 consiglieri comunali di Fi ci sono 4 assessori uscenti. In ordine decrescente di voti presi: Colantonio, Bevilacqua, D’Ingiullo e la De Matteo.
Se Colantonio e Bevilacqua, dunque, saranno sicuramente riconfermati, bisognerà capire quale sarà il criterio di scelta tra D’Ingiullo e la De Matteo. Se prevarrà quello di assicurare la rappresentanza femminile in Giunta, allora la seconda sarà preferita a D’Ingiullo, nonostante abbia preso meno voti di lui.
Per Ncd, invece, non ci sono dubbi sulla presenza in giunta della Di Biase, la più votata della lista. Si dovrà vedere, invece, se, avendo eletto 5 consiglieri, il partito possa reclamare anche un altro assessore. Se vale la regola che la carica del sindaco vale doppio, allora non potrà aspirare a un secondo rappresentante nell’esecutivo comunale.
La civica “Ideantità teatina” non dovrebbe avere problemi e riconfermare in giunta l’assessore uscente Giuseppe Giampietro che, tra l’altro, è il consigliere comunale più votato in assoluto, e il consigliere comunale uscente Marco Di Paolo.
Problemi ci sono, invece, per l’Udc. Con 3 consiglieri eletti avrebbe diritto a un solo assessore: il primo in termini di consensi elettorali è l’assessore uscente Antonio Viola, che, però, potrebbe cedere il posto alla seconda della lista, Clara Ricciardi, sempre per il discorso di assicurare il 40% di rappresentanza femminile.
La civica “Noi domani”, infine, dovrebbe mettere in Giunta il primo e unico eletto, il consigliere uscente Liberato Aceto.
Le prospettive, però, potrebbero riaprirsi se sul piatto degli incarichi da assessore si mette anche quello di presidente del Consiglio comunale, che forse potrebbe togliere qualche castagna dal fuoco per il sindaco Di Primio.
Dal canto suo, il primo cittadino è stato chiaro: ha detto di non avere patti con i partiti e dunque di avere “mani libere” nella composizione della Giunta.
E ha detto anche che il criterio non sarà quello dei voti presi, criterio che, invece, era stato individuato come il principale cinque anni fa, in occasione della prima elezione.
Evidentemente, sbagliando si impara… Resta da vedere, quanto realmente potrà applicare un diverso criterio meritocratico nella composizione del suo esecutivo.





