L’AQUILA – “Dopo le denunce della Lega sulla obiettiva e comprovata inoperosità del consigliere regionale di Valore Abruzzo, Antonio Di Gianvittorio, alla guida della commissione speciale sull’immigrazione, proposta dal carroccio ma riunita solo due volte negli ultimi tre anni di cui una per la sua elezione, stride il silenzio del suo gruppo alle nostre denunce. Un silenzio eloquente su una vergognosa pagina di inefficienza ed inerzia”.
Così il segretario regionale della Lega, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, che torna ancora una volta ad attaccare l’esponente di Valore Abruzzo che ha lasciato la Lega assieme a Simone Angelosante e Manuele Marcovecchio, che sono rimasti però nella maggioranza di centrodestra di Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia. I tre hanno abbandonato la Lega in dissenso contro il segretario D’Eramo, e si sono promessi a Forza Italia, ma il passaggio non c’è stato, ma solo una più soft federazione, con la prima riunione che si è tenuta pochi giorni fa.
D’Eramo aveva già denunciato che in oltre tre anni di legislatura sono stati spesi oltre 100mila euro per mantenere la commissione Immigrazione che si è riunita solo due volte, di cui una per la elezione del presidente Di Gianvittorio, che ha “percepito regolarmente i circa 1800 euro mensili come indennità aggiuntiva al compenso generale, così come sono stati retribuiti i componenti della segretaria collegata alla Presidenza”. Ricordando che le sole due sedute della commissione Immigrazione convocate sono costate 27mila euro l’una. E se andassimo a sommare il costo della segreteria, i cosiddetti porta borse, il costo raddoppia”.
Incalza ora D’Eramo: “Non molliamo di un solo millimetro su un tema drammatico come l’immigrazione, soprattutto in un momento in cui gli sbarchi sono tornati fuori controllo, un conflitto alle porte dell’Europa e non sappiamo cosa sta accadendo in Abruzzo. La commissione speciale è ferma nonostante – sottolinea D’Eramo – oltre 100mila euro spesi per il mantenimento della commissione, riscontriamo quindi non solo un possibile danno erariale, ma anche l’eventuale ipotesi di interruzione di un ufficio o servizio pubblico. Le dimissioni sarebbero un atto di responsabilità e rispetto verso gli abruzzesi. Ma non tutti possono capire il valore del rispetto in politica” conclude il deputato aquilano






