L’AQUILA – “Per l’istituzione della commissione speciale d’inchiesta sull’emergenza Abruzzo, ci sono alcuni nominativi che sono stati comunicati dai capigruppo, altri no. io ho sollecitato più volte che si completi questo iter”.
Ad affermarlo ad AbruzzoWeb è il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, che fa, così, chiarezza sulla opaca vicenda della mancata nascita della commissione speciale d’inchiesta del Consiglio sull’emergenza Abruzzo, istituita a febbraio, ma di cui si sono perse le tracce.
Ora, assicura il presidente, “solleciterò i gruppi a fornire i nominativo nel prossimo Consiglio regionale, iscrivendo questo punto all’ordine del giorno”.
Cosa effettivamente avvenuta nella riunione dei capigruppo di martedi 26 settembre, in attesa della prossima seduta dell’assemblea legislativa.
A dispetto di questo, non si cancella il fatto che, fin qui, sette mesi sono trascorsi invano.
Il via libera era stato dato, infatti, a febbraio scorso, a conclusione di un Consiglio straordinario, sull’onda emotiva della drammatica emergenza neve del gennaio 2017, concomitante con le scosse sismiche e il black out prolungato della rete elettrica, che ha messo in ginocchio l’Abruzzo, causando morti e feriti e disagi a non finire.
Un’emergenza segnata dalla tragedia dell’hotel Rigopiano, nel comune di Farindola (Teramo), travolto da una slavina e dove sono decedute 29 persone.
La commissione è stata formalmente varata a seguito dell’approvazione all’unanimità di una risoluzione, proposta del Movimento 5 stelle e con l’adesione di alcuni consiglieri del centrodestra.
Compito dell’organismo, svolgere indagini volte a fare luce sui livelli di prevenzione e di allerta elaborati e predisposti dalla Regione Abruzzo e intrattenuti con tutti gli enti coinvolti.
Con il potere di richiedere agli uffici della Regione, nonché agli enti e istituti da essa dipendenti e alle società partecipate dalla Regione, tutte le informazioni utili all’espletamento dell’inchiesta, senza che ad essa sia opponibile il segreto d’ufficio.
In seguito, tuttavia, di questa commissione non si è saputo più nulla. Il motivo, rivela ad AbruzzoWeb il presidente Di Pangrazio, dipende “dall’inerzia dei gruppi che in questi sette mesi che non hanno comunicato i nominativi”.
All’esplicita domanda, “quali sono questi gruppi?”, Di Pangrazio si è limitato a dire che “non è questo il tema. Quando accadono situazioni critiche, leggo la voglia di chiedere tantissime cose, poi talvolta queste questioni si perdono per strada – conclude – Forse perché, presi da altri problemi che arrivano in continuazione nella nostra regione, i gruppi non hanno il tempo sufficiente e necessario per stare dietro a tutto”. Filippo Tronca






