L’AQUILA – “Sono molto felice che, dopo 3 anni di tira e molla, l’Università dell’Aquila non fu in grado di gestire i fondi per la costruzione della palazzina di circa 4 mila metri quadrati con i fondi dell’Eni mediati da Gianni Letta“.
Lo dice, all’indomani della riapertura della Basilica di Collemaggio del capoluogo, il docente universitario aquilano Sergio Tiberti, picconatore dell’ex rettore, Ferdinando Di Orio.
Tiberti che ha curato e finanziato il restauro e la ricostruzione della maschera di Celestino contenuta nell’urna riportata in Basilica.
“Faccio notare le totali insufficienze dell’università gestita dal precedente rettore che portarono all’abbandono del progetto – aggiunge – Fortunatamente l’interessamento di Letta portò a devolvere la somma alla ricostruzione della Basilica, che è un simbolo non solo della Cristianità, ma anche della città dell’Aquila, ricordata non solo per il terremoto per fortuna”.
“La ricostruzione è stata gestita direttamente dall’Eni e non è un caso che dall’inizio alla fine dei lavori siano passati solo due anni – evidenzia Tiberti – Esprimo tutta la mia felicità sia come cristiano che come aquilano del totale ripristino in meius dell’edificio sacro”.
Per Tiberti, “bene hanno fatto il ministro Dario Franceschini e il vice presidente dell’Europarlamento David Sassoli ad andare all’inaugurazione, anche riguardo alla loro storia di cattolici democratici. L’unica cosa che mi dispiace – conclude – è che non abbiano citato il perfetto ed equilibrato lavoro svolto da Letta e dall’ex amministratore Eni, Paolo Scaroni“.






