L’AQUILA – “Il finanziamento Eni per L’Aquila era già perso”.
Lo ha confermato l’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, oggi all’Aquila per la riapertura della Basilica di Collemaggio.
“Avevo negoziato con Scaroni i laboratori di ricerca per l’Università, per garantire il futuro ai giovani già iscritti e che dovevano continuare a iscriversi – ha spiegato – Poi ci furonotante difficoltà, una lunga trattativa con il rettore ha fatto passare 2-3 anni, alla fine l’Eni si ritirò con una lettera”.
Letta ha aggiunto di essersi “precipitato da Scaroni per trovare una soluzione alternativa, spostare il finanziamento su Collemaggio. Non fu facile ma ci riuscimmo, ho portato due volte Cialente da Scaroni e abbiamo trovato uno staff tecnico straordinario che ha lavorato con rigore, competenza, professionalità ma anche con grande passione e anche in poco tempo”.
Sul cosiddetto “modello-L’Aquila” di ricostruzione, “sono convinto che il tempo è galantuomo, ha dimostrato che ha funzionato qui ed è un modello universale. A distanza di qualche anno e qualche polemica di troppo abbiamo avuto ragione e ne sono felice”.
Quanto alla riapertura, per Letta “è una grandissima e straordinaria emozione rivederla perfino più bella di prima, come l’avevamo sognata, anche se sembrava impossibile”.
“Ricordo la messa di Natale nel 2009, alla messa di mezzanotte tra i tralicci issati dalla Protezione civile per tenere su la volta, con il rumore della pioggia che batteva sulle lamiere messe a copertura – ha raccontato – Fu un’emozione fortissima e angosciante, struggente, ma che significava la volontà di ripresa di questa città”.
“Quasi 9 anni dopo la ritroviamo meravigliosa, splendente, ed è il segno che l’auspicio di quella notte si è realizzato – ha concluso – Questo simbolo darà forza e stimolo alla città a riprendersi tutta la sua meravigliosa storia”. (alb.or.)





