L’AQUILA – Autorità, religiosi e fedeli, tutti con il naso all’insù a rimirare la Basilica di Collemaggio rinata, una “boccata d’ossigeno”, come ha detto il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli.

“È un’emozione indescrivibile per un aquilano che qui da bambino è venuto tante volte – ha aggiunto – è talmente bella, meravigliosa e unica, un pezzo della nostra vita e della nostra storia”.

“Guardiamo ancora ai problemi da risolvere, ma ogni tanto qualche problema risolto ci ridà fiato”, ha concluso.

“La giornata più che bella che ricordo qui è nel 2011, quando mi sono sposato – ha ricordato il vice sindaco dell’Aquila, Guido Liris – C’erano il plexiglas, le navate chiuse, i pilastri cerchiati e protetti dai sostegni”.

“Il 6 aprile vedevamo il cielo scoperto sopra l’abside oggi abbiamo ricostruito tutto, significa ricostruire l’identità del nostro popolo. La giornata di oggi – ha rimarcato – è uno spartiacque che ci deve suggerire la strada”.

Per Paola Inverardi, rettrice dell’Università aquilana che dopo 3 anni di impasse perse i 20 milioni dell’Eni poi in parte reinvestiti a Collemaggio, “un po’ di rammarico c’è, sarebbero state risorse importanti, erano 20 milioni di euro di investimenti in zone importanti, comunque sono state dirottate secondo me in modo opportuno qui sopra e noi comunque stiamo costruendo anche tante alternative”.

L’ex commissario per la ricostruzione ed ex presidente della Regione, oggi consigliere d’opposizione, Gianni Chiodi, ha ammesso come sia “passato tanto tempo ma quei momenti restano scolpiti nella memoria. Ce ne sono altri che mi piacerebbe un giorno trasferire – ha aggiunto – Ogni volta che rientro qui dentro o vedo che si completa qualche opera iniziata nel mio periodo è una soddisfazione molto forte, vedi che il tuo impegno è servito a qualcosa”.

Per Chiodi “il modello-L’Aquila si è dimostrato quello più efficiente ed efficace in Italia, se si fa una comparazione quello attuale, che non è nulla rispetto all’Aquila in termini dimensionali, sconta molte più difficoltà di quelle che abbiamo affrontate e risolte noi, secondo me brillantemente”. (alb.or.)