ROMA – Collaudi falsi, autorizzazioni sismiche comprate, verbali manipolati.

Questo il cuore dell’inchiesta per corruzione della Procura di Roma, che ha notificato l’avviso di conclusione indagini a 22 persone, tra cui due funzionari della Regione Lazio: Luigi De Simone e Danilo Subiaco.

Entrambi – riporta Repubblica – operavano nell’Area del Genio Civile di Roma Città Metropolitana e sono accusati di aver venduto il proprio ruolo pubblico in cambio di denaro, trasformando pratiche edilizie irregolari, tra il 2019 e il 2022, in progetti apparentemente in regola.

Secondo i magistrati, invece di garantire la sicurezza degli edifici e il rispetto delle norme antisismiche, i due avrebbero intascato tangenti per certificare immobili mai controllati, costruiti senza le necessarie autorizzazioni.

Ingegneri, geometri e architetti si sarebbero rivolti a intermediari fidati per ottenere il via libera dai funzionari regionali. Bastava pagare. In cambio, sarebbero stati prodotti falsi collaudi, attestazioni mai esistite e verbali retrodatati, utili a sanare edifici che non avrebbero mai potuto essere approvati.

L’inchiesta del pubblico ministero Villani ha ricostruito un sistema nel quale la pubblica funzione era sistematicamente piegata all’interesse privato. Il tutto, nel silenzio degli uffici, attraverso un linguaggio burocratico che mascherava le irregolarità dietro verbali perfetti, ma falsi.