SULMONA – L’affidamento in house deve essere motivato da una convenienza, che è a dir poco arduo trovare per continuare a far gestire il ciclo dei rifiuti al Cogesa, sommerso dai debiti.
È stato questo l’argomento, con il timbro della Corte dei Conti che ha portato il 26 novembre il Consiglio comunale di Sulmona, socio principale della società pubblica consortile che garantisce il servizio in oltre 40 comuni della valle Peligna, Alto sangro, Marsica e Aquilano, a decidere per l’indizione di una gara europea.
Ovvero, di fatto, per una privatizzazione dell’ente ora affidato all’amministratore unico Nicola Sposetti.
Una ipotesi vista con il fumo negli occhi dai sindacati, e questo perché gli oltre 50 addetti rischiano il licenziamento non potendo godere di clausole di salvaguardia per mantenere il posto di lavoro anche con l’arrivo di una nuova governance, che ricordano tra le altre cose che entro il 2027 si dovrà procedere con l’accorpamento delle società pubbliche del futuro sub-ambito provinciale e con “l’espletamento della gara d’appalto, verrà consegnata a questa procedura una società fortemente indebolita quando, invece, sarebbe stato necessario e opportuno rafforzarla anche nei confronti di altre realtà societarie”.
Un Consiglio comunale molto teso, durato cinque ore, dove la maggioranza di centrodestra di Tirabassi ha fatto quadrato, contro le opposizioni che chiedevano in rinvio, e con lavoratori e sindacati in anuta a protestare con cartelli e fischietti.
A difendere a spada tratta la scelta, “l’unica possibile”, il gruppo consiliare di Forza Italia, per il quale il rinvio d un mese avrebbe solo alimentato aspettative irrealistiche senza offrire alcuna alternativa all’unica via oggi consentita dall’ordinamento” tenuto conto che “l’attuale Amministrazione si è mossa in un quadro di vincoli normativi stringenti e di criticità pregresse, ereditate dalle precedenti amministrazioni”, ricordando che “già nell’estate 2024 la stessa amministrazione di centrosinistra di Gianfranco Di Piero si apprestava a predisporre gli atti per l’indizione di una gara per l’affidamento del servizio di igiene urbana, prendendo atto dell’impossibilità di procedere oltre con l’affidamento in house”.
Di parere opposto i sindacati Cgil, Uil, Fiadel e Ugl, che parlano di “incomprensibile e inammissibile decisione”.
Dal loro punto di vista, “procedere con la gara, significherà determinare la chiusura del Cogesa anche soprattutto alla luce delle dichiarazioni del Sindaco di Sulmona in merito alla continuità aziendale, il che produrrà, inoltre, la perdita di posti di lavoro e l’aumento dei costi sostenuti dai contribuenti”.
Si lamenta il fatto che “a tutt’oggi, nessun documento è stato mai sottoposto alle parti sociali e, paradossalmente, l’ordine del giorno approvato ha stabilito la costituzione di un tavolo tecnico anche per la verifica di una relazione tecnico/amministrativa ed economica che, a nostro avviso, doveva essere posta in visione prima di procedere all’avvio della gara”.
“Chiediamo al Sindaco di chiarire con quale formula utilizzerebbe la discarica, atteso che per il suo utilizzo non ha rappresentato nessuna criticità normativa quando, al contempo, avvia una gara per la raccolta e lo spazzamento dei rifiuti. Riteniamo, infatti, inutile la verifica della fattibilità del percorso intrapreso dal Comune di Sulmona a scelte ormai assunte e confermate.
Non si intravedono, perché finora non dimostrati e documentati, impedimenti normativi per l’affidamento “In House” del Servizio di igiene urbana ma è emersa una mera volontà politica dell’Amministrazione Comunale di procedere in tal senso.
Il voto espresso, quindi, dalla maggioranza per l’approvazione dell’ordine del giorno, su cui ha relazionato esclusivamente il Sindaco, risulterà determinante per la scelta che in futuro faranno altre amministrazioni del territorio, di cui alcune alcune convenzioni sono in scadenza e/o scadute, rischiando così di produrre un effetto a catena e, nell’immediato, arrecherà pregiudizio – proprio a causa di tale scelta – alla continuità aziendale e alla tutela dei perimetri occupazionali come peraltro confermato dallo stesso Amministratore Unico del COGESA.
“Ci saremmo aspettati la presenza in Consiglio dei Sindaci soci del COGESA che finora non hanno espresso pubblicamente le proprie posizioni in merito alla situazione aziendale ed al futuro della stessa azienda e, pertanto, nelle prossime ore chiederemo un incontro con tutti i soci dell’Azienda Pubblica per aprire un confronto sulla salvaguardia occupazionale e sulle prospettive della società. Inaccettabile e incomprensibile rimane, quindi, la scelta del Comune di Sulmona rispetto alla quale continueremo la nostra battaglia a tutela di un servizio pubblico essenziale, della salvaguardia del perimetro occupazionale e della tutela ambientale con ogni forma di mobilitazione delle lavoratrici, lavoratori, cittadine e cittadini”, concludono i sindacati.






