SULMONA – Ancora alta tensione al Cogesa di Sulmona: ieri i 40 sindaci del fronte del no ha disertato la riunione del  il controllo analogo facendo mancare il numero legale. Presenti, invece, 25 sindaci. Il numero legale era a 35.

L’amministratore unico pro tempore, Franco Gerardini, ha messo sul tavolo le sue dimissioni, visto che la nomina del 30 dicembre è stata contestata e ritenuta illegittima dai 40 sindaci anche ieri assenti, invece fortemente voluta dal sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero, che detiene le quote più pesanti del consorzio, 200 su 1.200, essendo a capo del comune più popoloso, assieme a Pratola Peligna, Pettorano sul Gizio, Acciano, Pacentro e Cansano, Vittorito e Tornimparte. Nomina avvenuta subito dopo l’estromissione per “giusta causa” del presidente Nicola Guerra e dei consiglieri Sandro Ciacchi e Valentina Di Benedetto.

In ogni modo Gerardini, ex parlamentare del Pci, ex sindaco di Giulianova, ex dirigente regionale del ramo rifiuti, ha illustrato lo stato non certo edificante del Cogesa,  evidenziando l’urgenza di arrivare a risanare un ente che gestisce il ciclo rifiuti in 66 comuni della valle Peligna, della valle Subequana nell’alto Sagro e nell’Aquilano, per anni terreno di spartizione politica, e ora gravato da 6,3 milioni di euro di debiti,  e che ha ben 8,6 milioni di euro di crediti mai riscossi dai Comuni, per il servizio raccolta e il conferimento in discarica.

Gerardini, come riferisce il quotidiano on line Il Germe, ha poi squadernato uno studio di risanamento aziendale  da 1,8 milioni di euro più Iva, del vecchio cda rimosso a fine dicembre.

In esso spiccano  800mila euro solo di consulenze “per il risanamento del clima aziendale, per la ricerca di personale da sostituire, per redigere i piani di pensionamento, per pianificare i licenziamenti” di cui “35mila euro per la campagna pubblicitaria e il rafforzamento della reputazione dell’azienda”.

Secondo Gerardini il Cogesa avrebbe poi firmato “un contratto suicida con l’Asm”, la società partecipata dell’Aquila, che va rivisto e adeguato ai costi attuali.

Ha detto Gerardini: Non è possibile che il sindaco dell’Aquila pretenda di pagare 110,32 euro a tonnellata quando per portare i rifiuti a Notaresco ce ne vogliono 183, a Lanciano 150 e a Chieti 200″, e tenuto conto che la raccolta differenziata a L’Aquila è ora al 42%, rispetto una media dei comuni soci del Cogesa del 70,4%,  e l’eccesso di frazione organica e putrescente che arriva alla discarica di Sulmona crea un aggravio di costi e cattivi odori.

Attualmente sono 200 i dipendenti del Cogesa di cui 176 a tempo indeterminato e 24 a tempo determinato. E secondo l’analisi di Gerardini il rapporto del numero dei dipendenti con gli abitanti serviti che sono 96 mila, supererebbe di poco la media. Ma Gerardini ha contestato il fatto che occorrerebbe rivedere le mansioni. Tradotto: troppi impiegati in ufficio, e pochi operatori ecologici nelle strade.

Ha caldeggiato la necessità di individuare il nuovo amministratore unico tramite avviso pubblico, dicendo no ad un cda a tre di nomina politica.

“Convocherò subito una nuova riunione del controllo analogo – ha detto il sindaco di Sulmona, Gianfranco Di Piero – nella speranza che i sindaci dell’Aventino capiscano la gravità della situazione e decidano di intraprendere insieme un percorso. Gerardini ha messo a disposizione le sue dimissioni, mi auguro che sia sufficiente per convincere i colleghi a sedersi al tavolo”.