ROMA – “L’affermazione del ministro Salvini secondo la quale nei primi 15 giorni di vigore del nuovo Codice della strada i morti sono diminuiti del 25% è fuorviante perché si basa su dati parziali: in realtà si sono registrate 111 vittime in 103 scontri mortali, contro i 110 morti in 97 incidenti dello stesso periodo del 2023. Addirittura uno in più rispetto allo scorso anno. E non si tiene conto nemmeno dei morti entro 30 giorni dall’evento”.
Lo afferma numeri alla mano, l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale (Asaps), con il presidente Giordano Biserni, che ha presentato un report sviluppato in collaborazione con l’Associazione Lorenzo Guarnieri onlus, inserendosi sulle nuove norme del Codice della strada, volute dal leader della Lega, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che prevedono sanzioni e pene più severe per chi giuda con il tasso alcolemico oltre il limite fissato dalla legge e per qui guida guardando e utilizzando lo smartphone. Cambiamenti anche per quanto riguarda l’uso di stupefacenti, su cui prevedono piogge di ricorsi: per sospendere la patente, per ben tre anni, non sarà più necessario dimostrare lo stato di alterazione di chi guida, ma basterà accertare l’assunzione attraverso un test, che può rilevare tracce anche giorni o settimane dopo l’uso.
Norme che stanno scatenando le proteste del settore della ristorazione, somministrazione e produzione vitivinicola, che già registrano un sensibile calo dei consumi e anche della clientela.
In una diretta social il ministro delle Infrastrutture aveva citato i seguenti numeri: 50 vittime in incidenti stradali contro le 67 dello stesso periodo del 2023, ovvero dal 14 dicembre, data di entrata in vigore del nuovo Codice al 28 dicembre. Numeri che confermano che “ne sta valendo la pena, significa fare del bene, significa fare buona politica”.
Ma Asaps lo smentisce: “Tale dichiarazione appare fuorviante ed imprecisa. I dati rappresentano solo quelli rilevati da Polstrada e Carabinieri, che sono il 34% degli incidenti con lesioni, in quanto il restante 66% viene rilevato dalle Polizie Municipali che riguardano gli scontri con lesioni in ambito urbano dove maggiori sono le collisioni stradali con morti e feriti”.
In realtà i morti registrati nei primi 15 giorni dall’entrata in vigore del nuovo Codice della Strada “sono almeno 111, più del doppio dei 50 dichiarati dal ministro. I dati pertanto mostrano una stabilità rispetto al 2023 e non una riduzione del 25%, della quale peraltro saremmo stati molto felici”.
“Tale rilevamento peraltro – viene fatto presente – sottostima la mortalità in quanto non tiene conto dei morti entro 30 giorni dall’evento. Guardando a dati relativi al periodo dal 14 dicembre (data di entrata in vigore del nuovo Codice) al 28 dicembre, nel 2024 sono state così registrate 111 vittime in 103 scontri mortali, contro i 110 morti in 97 incidenti dello stesso periodo del 2023. Addirittura uno in più rispetto allo scorso anno. E il discorso non cambia includendo anche i giorni fino al primo gennaio 2025: 134 morti in 125 incidenti mortali, contro 131 vittime in 115 collisioni mortali dal 14 dicembre 2023 al primo gennaio 2024. Tre in più”.






