COCULLO – Ogni anno a Cocullo (L’Aquila) il primo maggio si celebra il santo patrono con un antichissimo rito che da sempre richiama migliaia di visitatori: la Festa dei Serpari dedicata a San Domenico Abate, considerato un guaritore dai morsi di serpente.
Cocullo è un piccolo borgo di 226 abitanti che si trova tra la Marsica e Valle Peligna, legato da sempre alla figura del santo patrono.
San Domenico è nato nel 951 a Colfornaro (Foligno) ed è morto nel 1031 a Sora (Frosinone).
Secondo la leggenda il frate si trasferì proprio a Cocullo, e donò agli abitanti un suo suo dente e il ferro della mula con cui si spostava, 2 oggetti propizi che riuscirono ad allontanare dal paese il popolo dei Marsi, che veneravano la dea pagana Angizia.
Secondo gli storici e i biografi, il santo era un esempio di virtù monastiche, obbedienza e devozione religiosa, impegno civile, vocazione mistica e taumaturgica.
Gli sono stati attribuiti nel tempo anche vari miracoli.
I preparativi per la festa in suo onore a Cocullo cominciano da alcune settimane prima.
Verso i primi di aprile, i serpari vanno alla ricerca dei serpenti, che una volta catturati, vengono registrati e chiusi in un sacco di cotone fino al giorno della processione.
I pellegrini e i visitatori arrivano attraverso il paese intonando diversi riti religiosi, camminando a ritroso, “per non volgere mai lo sguardo verso il Signore”.
La mattina del primo maggio, all’interno della chiesa di Santa Maria delle Grazie, si tiene la messa solenne e i fedeli stringono con i denti la cordicella di una campana, segno di buon auspicio.
Dopo la messa viene portata in piazza in processione l’immagine di San Domenico e a mezzogiorno, i ciaralli (termine dialettale per indicare i serpari), si ritrovano intorno all’effige per avvolgerla con i serpenti.
Dopo aver compiuto questo rito si comincia con la processione che viene seguita da due donne, abbigliate con gli abiti della tradizione che portano in testa un cesto che contiene i 5 pani sacri, i “ciambellani”, destinati poi ai portatori della statua.
Al termine della funzione la statua del santo viene trasportata nella piazza principale e alle 12,00 in punto, i serpari (chiamati localmente ciaralli) vi si radunano intorno per avvolgerla con i serpenti.
Dopo averla caricata in spalla inizià la processione, seguita da due ragazze vestite con gli abiti tradizionali che trasportano sulla testa un cesto contenente i 5 pani sacri, detti “ciambellani”, pani che saranno donati ai portatori della statua.
Dopo la processione, si tiene un’altra messa solenne e i fedeli possono baciare le reliquie del santo.
Dopo la festa i serpenti vengono riportati al loro habitat e liberati.
Quest’anno, alle 21,30, dopo le funzioni religiose, ci sarà un concerto lirico sinfonico della premiata banda Regione Lazio, diretta dal maestro Carlo Morelli.
San Domenico Abate viene festeggiato anche a Pretoro (Chieti), la prima domenica di maggio, la festa è caratteristica anche per la premiazione dei serpenti di varie specie, portati dai pretoresi in processione in onore del santo.



