CELANO – “La casa di cura L’immacolata di Celano è l’unica struttura, a differenza di tutte le altre che hanno già ridato il via alle attività sanitarie, a tergiversare sul ripristino dell’erogazione sia dei servizi che dei ricoveri, tanto che ad oggi tranne qualche sporadico ricovero in Chirurgia, non se ne registra neppure uno nel reparto di Medicina”.
A denunciare l’immobilismo della struttura sanitaria privata di Celano (L’Aquila) è il componente della segreteria provinciale Uil Fpl Florindo De Angelis, il quale esprime “grande preoccupazione e disappunto per la grave situazione lavorativa in cui versano i 116 dipendenti della struttura e per i disservizi a danno degli utenti che si sono sempre avvalsi delle prestazioni sanitarie che la casa di cura eroga da molti anni”.
Il sindacalista fa appello alla politica regionale, in particolare al governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, e l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega.
“E’ necessario riprendere il discorso iniziato, e poi interrotto a causa dell’emergenza covid-19, nel corso del tavolo tecnico istituito al Comune di Celano, durane il quale erano state chieste garanzie sia all’assessore Verì, sia al presidente Marsilio”.
“Stiamo riscontrando da parte della proprietà, che detiene il controllo della struttura, una palese incapacità gestionale o una poco chiara volontà di non ripartire. Questo dimostra il fatto che dopo l’ordinanza regionale 55 del 5 maggio scorso che dava il via libera alla ripartenza dell’attività sanitaria per tutte le case di cura private”.
“L’Immacolata è l’unica che ancora non riprende le attività –aggiunge – Il dg della struttura Favari, negli incontri che abbiamo avuto, non ha saputo dare risposte chiare e precise in merito alla tempistica per una completa riapertura, sia in termini di ricoveri che di prestazioni ambulatoriali. Inoltre la situazione sta creando tensione tra i lavoratori, dovuta soprattutto ad una riduzione importante degli stipendi”.
La Uil Fpl sottolinea che, nonostante i contatti durati un mese, ancora è tutto fermo.
“E’ doveroso far riflettere sia l’azienda che le istituzioni politiche che questa struttura per tantissimi anni ha garantito non solo a Celano, ma a tutto il comprensorio della Marsica, oltrepassando anche i confini regionali, un presidio di qualità e di alta specializzazione nel campo della cura e dell’assistenza sanitaria, tanto che la stessa struttura si è sempre avvalsa di ottimi professionistiche hanno garantito un alto profilo della qualità delle cure”, prosegue De Angelis.
“Quello della Uil Fpl oggi è un grido d’allarme a tutela degli utenti e di tutti i lavoratori, rivolto sia alla politica locale che regionale”.






