L’AQUILA – All’ondata di freddo del febbraio 2012 è persino dedicata una pagina di Wikipedia, l’enciclopedia libera online, tanto è stata anomala per le basse temperature raggiunte e per la vastità di territorio interessato, buona parte dell’Europa fino al nord Africa.
In Abruzzo il picco si ebbe proprio il 3 febbraio di cinque anni fa, quando cadde tanta neve anche sulla fascia costiera come non si vedeva da decenni.
Secondo alcuni studiosi bisogna addirittura tornare indietro al 1956 per poter avere un paragone.
Anche le temperature che si raggiunsero hanno segnato un record storico: sfiorati i -30°C a Tagliacozzo (L’Aquila), -37.4°C ai Piani di Pezza. Un primato a livello nazionale.
Il litorale con tutta quella neve non lo si vedeva da tempo, e, ad eccezione di qualche zona della Romagna, a Pescara cadde tanta neve come in nessuna altra parte della fascia adriatica, sfiorando il mezzo metro.
A Pineto (Teramo), secondo Meteogiornale la neve caduta il 10 febbraio di quell’anno ha superato i 70 centimetri, quantitativo ben maggiore rispetto ai paesi limitrofi come Roseto degli Abruzzi e Silvi Marina.
Sulle cime del Gran Sasso e della Maiella si accumularono ben 5 metri di neve, facendo rimanere centinaia di paesini del tutto isolati
Al 16 febbraio 2012 il numero di morti accertati in Europa e in Nordafrica per le nevicate e il gelo è stato di oltre 650 persone, ben 57 solo in Italia.
La perturbazione iniziò alla fine di gennaio, ma fu proprio dal 3 gennaio che si intensificò.
L’ondata di gelo e neve di quest’anno, che ha messo in ginocchio l’Abruzzo lasciando isolate decine di paesi per molti giorni e fino a 300mila persone senza energia elettrica, ha sicuramente segnato un nuovo record. (m.sig.)



