L’AQUILA – Partiranno a ottobre e si concluderanno in 180 giorni i lavori di ricostruzione del primo lotto del Cinema Massimo dell’Aquila, tassello importante del centro storico e gravemente danneggiato dal sisma 6 aprile del 2009.

L’importo delle opere, che saranno concluse entro 3 mesi dall’apertura del cantiere è di circa 900 mila euro, con un ribasso a base d’asta del 30,46%, e riguarderanno la parte strutturale.

A vincere la gara è stata la ditta aquilana Investment Trust.

Ancora incerti, invece, i fondi a copertura del secondo lotto, che si aggirano intorno ai 3,5 milioni di euro e che saranno utilizzati per i lavori interni all’edificio sugli impianti, i pavimenti, gli arredi e gli intonaci.

“Il reperimento di questa cifra è una priorità per l’amministrazione che si sta già muovendo in questa direzione, prima di tutto perché il cinema si trova sull’asse centrale, in secondo luogo perché la prima parte è già stata finanziata e sta per essere realizzata”, sottolinea ad AbruzzoWeb l’assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano.

I possibili canali dai quali attingere le risorse, come specifica l’assessore, potrebbero individuarsi “nelle prossime delibere del Cipe oppure nella rimodulazione di eventuali fondi per interventi su opere pubbliche non ancora realizzati”.

Tra le somme rimaste appese in attesa di un una nuova destinazione da parte del Comune, anche 6 degli 11 milioni di euro che avrebbero dovuto essere spesi per il piano di sicurezza della città, fatto realizzare dall’Ufficio speciale per la ricostruzione, ma bocciato dal prefetto Francesco Alecci, come affermato a questo giornale dal sindaco Massimo Cialente nelle scorse settimane.

Oltre ai danni strutturali subiti dall’edificio, ci sono stati anche danneggiamenti importanti ai ballatoi, alle scale, gli intonaci e ai rivestimenti interni.

LA STORIA DEL “MASSIMO”

Il cinema venne costruito in 6 anni, dal 1942 al 1948, per essere inaugurato nel settembre del 1949.

Rientrava nell’ambito di un piano di riqualificazione della zona della Villa comunale da parte del podestà Adelchi Serena e fu tirato su assieme al palazzo Inail di corso Federico II, ente a cui apparteneva prima dell’acquisto da parte del Comune, che oggi ne è proprietario.

Negli anni d’oro è stato uno dei quattro cinema cittadini, assieme all’Olimpia, all’Imperiale e al Rex.

Secondo quanto raccontato, inizialmente non ebbe grande successo, pare che gli aquilani lo considerassero troppo distante dalla pur vicina piazza Duomo.

Ma poi le cose cambiarono tanto che molti, anche in tempi recenti, ricordano di aver visto film in piedi a causa del massiccio afflusso di spettatori.

Chiuso per molti anni, è stato ristrutturato con ingenti lavori di restauro costati 500 mila euro, finanziati in parte con un mutuo presso l’allora Cassa di risparmio.

Il restauro lo ha completamento rimesso a nuovo con nuove poltrone, impianti tecnologici, proiettori, pavimentazioni, pareti, e il rinnovamento del bar. Ha riaperto i battenti con 260 posti in platea e 100 in galleria.

In quegli anni era tra l’altro in Abruzzo l’unico “cinema di qualità” riconosciuto dall’Unione europea.

Dopo anni di lavori per il restauro, la riapertura è avvenuta il 30 ottobre 2002, con una cerimonia in cui l’allora presidente dell’Accademia nonché deputato, Massimo Cialente, consegnava al sindaco, Biagio Tempesta, le chiavi della rinata sala. (alb.or.)