L’AQUILA – Tutti presenti al primo Consiglio comunale del post-dimissioni di Cialente e delicata riforma sulle società partecipate approvata con larga maggioranza.

Quasi come al primo giorno di scuola, nessun consigliere, né di maggioranza né di opposizione, è mancato durante il discorso del sindaco che ha spiegato il perché delle dimissioni e del loro ritiro.

“Non è stata una buffonata, era tutto fermo”, ha detto Cialente, che ha anche ammesso il fallimento delle aree a breve.

Ma le opposizioni contestano Cialente: “Non ha una maggioranza, è una vergogna”, ha tuonato Enzo Lombardi in conferenza stampa, attorniato dagli altri consiglieri.

Confermata anche la calendarizzazione della legge sulla ricostruzione a metà aprile.

Il primo a mollare è stato Maurizio Leopardi, consigliere Udc nonché sfidante di Cialente nelle elezioni 2007: “Non c’è rispetto, Cialente poteva fare l’aquila invece è un piccione”, ha sbottato, prima di lasciare l’aula.

A lui ha replicato il vice sindaco Giampaolo Arduini, eletto nell’Udeur e oggi nell’Udc: “Esternazioni incomprensibili”.

Poi è arrivata l’approvazione dell’atto di indirizzo sulla riforma delle società partecipate: 25 voti a favore, 6 contrari, 4 astenuti, 6 assenti dall’aula.

IL DISCORSO COMPLETO DI CIALENTE (pdf, 76 Kb)

UN CONSIGLIO FRAMMENTATO: LA MAPPA

L’AQUILA – È un Consiglio comunale a dir poco variegato, con 23 gruppi su 41 consiglieri (1,78 consiglieri per gruppo) e con fronti completamente spaccati, di destra o di sinistra che siano, quello che oggi ha approvato l’atto che avvia la riforma delle società partecipate dell’Ente.

Un puzzle che richiede molto tempo per essere ricomposto, con 15 monogruppi che hanno altrettanti capigruppo, partiti non più esistenti ancora rappresentati per motivi ignoti, consiglieri eletti con una fazione che sono passati all’altra e chi più ne ha più ne metta.

In occasione del rientro da sindaco di Massimo Cialente dopo le dimissioni, l’assemblea si è riunita nell’aula “Spagnoli” dell’Emiciclo per la prima volta al gran completo dopo tempo immemore.

Era troppo probabilmente chiedere che anche al voto partecipassero tutti, favorevoli e contrari, e infatti in sei hanno pensato bene di uscire dall’aula.

Sempre meglio del malcostume che si era diffuso negli ultimi mesi, con assemblee e voti disertati anche dalla metà dei consiglieri. Speriamo che duri.

LA MAPPA

Il centrosinistra in questa circostanza si è ritrovato, un voto degli affetti si potrebbe dire, appoggiandosi tutto dalla parte del sindaco, quando solo tre settimane fa, a fatica, si erano trovate 20 firme a sostegno di Cialente.

Quella di 25 consiglieri mostrata oggi è una maggioranza forte che, però, dovrà essere messa alla prova su provvedimenti più delicati. A penalizzarla potrebbe essere l’altissimo numero di monogruppi, ben dieci (quelli di centrodestra sono cinque).

Spaccata invece l’opposizione, e forse non poteva essere altrimenti, visto che, oltre al gruppo del Pdl e quello della Destra, in Consiglio ci sono ancora i gruppi (con relativi capigruppo) di Forza Italia e Alleanza nazionale.

Di questi, qualcuno ha votato contro, qualcuno si è astenuto, qualcun altro si è proprio dileguato, solo poche ore dopo una conferenza stampa guidata da Enzo Lombardi (che è coordinatore comunale del Pdl, ma è nel gruppo di Forza Italia) di accuse alla maggioranza.

Molto incerte le mosse dell’ipotetica versione aquilana del Polo della nazione, quello di centro. Alleanza per l’Italia nel dubbio ha votato sì, Udc e Mpa hanno votato no, Fli astensione.

Una situazione come si vede ancora molto fluida, con ex avversari che vogliono “annusarsi” prima di mettersi eventualmente insieme.

IL VOTO DI OGGI

Con Cialente in questa occasione hanno votato a favore 24 consiglieri. Partito democratico (Albano, Antonello Bernardi, Capri, Ranieri, Rivera, Salem, Santilli), Alleanza per l’Italia (Di Piero, Pierluigi Mancini, Orsini), Partito socialista (Vicini, Padovani), Abruzzo democratico (Corriere), Udeur (Placidi), Italia dei valori (Angelo Mancini), Comunisti italiani (Benedetti), Rifondazione comunista (Perilli), Sinistra per L’Aquila (Giuseppe Bernardi), Democrazia cristiana (Ludovici), Partito popolare europeo (Durante) e le liste civiche Impegno per L’Aquila (De Rubeis) e L’Aquila Città Unita (Faccia). In più dal gruppo misto sono arrivati i voti a favore di Pistoia e Valentini

Sono stati solo sei i voti contrari: La Destra (D’Eramo), Mpa (Di Luzio, Imprudente), Liberal democratici (Tiberi), Udc (Sciomenta). Anche Di Carlo del gruppo misto ha votato contro.

Quattro poi le astensioni: Forza Italia (Mucciante), Popolo della libertà (Cavaliere), Alleanza nazionale (Iovenitti), Futuro e libertà (Verini).

Infine ci sono Maurizio Leopardi (Udc), Roberto Tinari (Democrazia cristiana per le autonomie), Enzo Lombardi (Fi), Adriano Perrotti (Fi), Marco Tiberio (Mpa) e Vito Colonna (An) che non hanno preso parte al voto, uscendo dall’aula.

MAGGIORANZA SODDISFATTA DOPO L’APPROVAZIONE DELLA RIFORMA

L’AQUILA – Dopo l’esito della votazione sulla delibera contenente gli atti di indirizzo per le società partecipate, soddisfazione è stata espressa dal vice sindaco Giampaolo Arduini e dal capogruppo del Partito democratico, Vito Albano.

“Un voto a larga maggioranza – ha dichiarato Arduini – che rafforza la coalizione al governo della città e dà ulteriore incisività alla stessa azione amministrativa. Una coesione basata su progetti e delibere condivise nel nome dell’interesse comune”.

“Una pausa di riflessione – ha dichiarato invece il capogruppo Pd – che evidentemente è stata utile per ritrovare motivazioni e coesione. La riprova che la maggioranza c’è e sostiene con forza e convinzione il primo cittadino”.

APPROVATA LA RIFORMA DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE

L’AQUILA – Il Consiglio comunale ha approvato l’atto di indirizzo contenente le linee guida per la riorganizzazione delle società partecipate.

Il documento era già stato illustrato e discusso nell’ultima riunione dell’assemblea, lo scorso 7 marzo, e in quel caso la maggioranza era saltata su un emendamento, tanto che il sindaco, Massimo Cialente, si era inferocito, rassegnando poi le dimissioni. Stavolta, invece, tutto bene.

LA RIFORMA

In particolare, il testo della delibera prevede la costituzione di un’unica società multiservizi, strutturata in holding, che inglobi le società Ama (Azienda per la mobilità aquilana), che gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano, e Asm (Aquilana società multi servizi), che si occupa della raccolta dei rifiuti e della pulitura delle strade.

Le due società potranno continuare a operare in base alle convenzioni stipulate con l’Ente comunale, beneficiando così di una deroga accordata dal’Autorità garante della concorrenza e del mercato.

L’Afm (Azienda farmaceutica municipale) sarà invece trasformata in azienda speciale per quanto attiene alla gestione delle farmacie comunali, mentre sarà istituita una fondazione di iniziative sociali per i servizi relativi ad asili nido, mense scolastiche e servizi in favore di anziani e minori.

La fondazione gestirà inoltre il polo pedagogico, costituito dall’asilo nido “Casetta Fantasia”.

Il servizio cimiteriale, sulla base della delibera, tornerà invece nelle competenze del settore Ambiente del Comune dell’Aquila.

Per quanto riguarda il Centro turistico del Gran Sasso, è prevista invece la cessione dell’intero pacchetto azionario attraverso un bando in via di definizione.

Il Sed (Servizio elaborazione dati), società completamente a capitale pubblico, si occuperà della riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie, della gestione delle reti informatiche comunali e del’eventuale, futura riscossione degli affitti degli alloggi del progetto Case e dei Map.

RIMPASTO: I TOTO-ASSESSORI SONO PRONTI

L’AQUILA – Dicono di non aver avuto proposte ufficiali i consiglieri entrati nei giorni scorsi nel toto-nomi di una possibile nuova giunta Cialente, che passerebbe da 10 a 12 assessori.

Tutti loro, però, si dichiarano pronti alla sfida e non escludono un rimpasto.

 “Non ho nessuna proposta ufficiale, ma se me lo dovessero chiedere sarei felice”. Il consigliere comunale del Pd, Vincenzo Rivera, non conferma le voci che lo vorrebbero possibile prossimo assessore.

Il nome di Rivera è stato fatto nelle ore appena successive alle dimissioni del sindaco, quando il consigliere si è rifiutato (unico membro della maggioranza) di firmare il documento di appoggio a Cialente. Firma posta in calce all’atto solo dopo qualche ora dopo il suo ‘niet’. “In quell’occasione – precisa ora – ho chiesto che venissero avvicendati alcuni componenti della Giunta, quelli che non lavorano o lavorano male, ma non mi riferivo a un mio ingresso. Certo per quanto mi riguarda sarei pronto a lavorare”.

Anche quello di Enrico Perilli (Prc) è un nome molto vociferato. “Prima di parlare di questo dobbiamo mettere i puntini sulle i riguardo ad alcune questioni – dice – Mi riferisco, per esempio, alla necessità di mandare via la struttura commissariale. Solo dopo si potrà pensare a un secondo passo”.

Riguardo specificamente all’ingresso in Giunta. “C’è stata una proposta informale – spiega – ma non da parte del sindaco, piuttosto dagli altri consiglieri. Ma dobbiamo ancora incontrarci con Cialente”.

Francesco Valentini (gruppo misto) si dice lusingato dalle voci che lo vorrebbero in Giunta. “Mi ha fatto piacere – afferma – ma l’ho letto sul giornale. Non c’è nessuna proposta concreta. Certo a mio avviso la maggioranza va ricompattata. Serve una svolta, un cambiamento di marcia e i giovani sono i più adatti a farlo. Penso, per esempio, alla necessità di un assessorato e a una struttura per i rapporti con la Comunità europea”. (m.c.)

GUERRA ARDUINI-LEOPARDI NELL’UDC

L’AQUILA – È guerra in seno all’Udc. Alle dichiarazioni di Maurizio Leopardi, che sfidò Cialene alle amministrative del 2007 e che oggi lo ha definito un “piccione”, ha replicato il vice sindaco dell’Aquila e assessore allo Sport, Giampaolo Arduini, eletto tra le fila dell’Udeur e trasmigrato nel partito della Vela.

“Sono incomprensibili – ha dichiarato – le esternazioni del consigliere Leopardi. Nessuno, nella maggioranza, ha mai contato sul suo voto e il suo nome”.

“Leopardi – ha aggiunto il vice sindaco – dovrebbe spiegare come mai prima ha aderito al documento che vede come primo firmatario l’onorevole Udc Pierluigi Mantini, e che io e altri consiglieri hanno sottoscritto, e ora fa certe affermazioni”. (g.a.)

LEOPARDI SE NE VA: ”NON C’E’ RISPETTO, CIALENTE E’ UN PICCIONE, NON AQUILA”

L’AQUILA – “Grazie e arrivederci”. Il capogruppo dell’Udc in Consiglio comunale, Maurizio Leopardi, ha lasciato in questi minuti l’aula, dopo un breve intervento per spiegare le motivazioni del gesto.

“Siamo stati ad aspettare 47 minuti che il sindaco facesse le interviste con i giornalisti, si facesse fare le foto. E qui continua non esserci rispetto – ha detto, riferendosi alla confusione che ha accompagnato la prima ora di Consiglio comunale – Volare alto politicamente in questa città non è possibile. Sono stato a sentirla sindaco, per molto tempo, anche perché lei a logorrea ci frega tutti quanti”. 

E ancora, riferendosi al sindaco: “Poteva fare l’aquila della città – ha detto – adesso è il piccione, perché in città si fa il tiro al piccione”. (m.c.)

CIALENTE: ”RICOSTRUZIONE, IO CONTRO UN MURO DI GOMMA”

L’AQUILA – I ritardi nella ricostruzione, le tensioni con la struttura commissariale, l’inizio di un nuovo percorso dopo l’incontro romano con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

Sono alcuni dei punti toccati dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente nel suo discorso nel giorno del ritorno in aula.

“Mi sembrava di avere di fronte un muro di gomma – ha detto – e di non avere interlocutori con cui discutere. La ricostruzione ‘pesante’ era al palo a causa di polemiche e divisioni che, spero, possano essere messe da parte una volta per tutte nell’incontro che ci sarà domani con organizzazioni datoriali, organi professionali e struttura commissariale. Io non ho mai chiesto la testa di nessuno, altri forse lo hanno fatto nei miei confronti”.

Sabato l’incontro nella Capitale, alla presenza del commissario, Gianni Chiodi, e del vice, Antonio Cicchetti.“Il sottosegretario Letta ha dedicato tre ore e venti minuti per fare il punto della situazione – ha ricordato il primo cittadino – È un risultato importante, vuol dire che c’è una ripresa di attenzione del governo verso nostra vicenda, soprattutto perché la governance della ricostruzione è quella commissariale. Mi sembra di poter dire che ora le cose sono cambiate Letta ha dichiarato che tornerà all’Aquila per affrontare di persona le questioni più importanti ma anche noi, da aquilani, dobbiamo metterci del nostro”.

Cialente ha ricordato che la definizione del finanziamento sottoforma di indennizzo “rappresenta un grande atto di generosità del Governo. Adesso spetta a noi aquilani, davanti agli occhi del paese – ha ammonito – di avere la forza e le capacità di poter ricostruire. L’indennizzo consente di avere tempi più rapidi, di poter scegliere ditte e professionisti aquilani: si è perso troppo tempo, occorre recuperare e riprendere il cammino”.

Il sindaco si è rivolto poi ai consiglieri comunali, a quelli che a più riprese lo hanno invitato a tornare sui suoi passi. “Ringrazio i consiglieri della maggioranza e quelli dell’opposizione che responsabilmente mi hanno dato fiducia. Accanto a loro ci sono stati anche esponenti nazionali, come l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Udc, che hanno fatto dichiarazioni in tal senso”.

Il bilancio, infine, sarà vagliato dai funzionari della Ragioneria dello Stato: “In questo modo anche il governo ed il ministro Giulio Tremonti si assumeranno le responsabilità delle scelte di questo Comune. Questo perché è necessario che anche il ministero si renda conto in futuro che non sarà possibile effettuare tagli indiscriminati e aumento dei servizi”. (g.a.)

CIALENTE: ”LE MIE DIMISSIONI NON SONO STATE UNA BUFFONATA”

L’AQUILA – “Non si è trattato di una ‘cialentata’ o di una buffonata, come ha scritto qualcuno. Avevo la sensazione che a due anni dal sisma la ricostruzione fosse ferma, che la governance non funzionasse”.

Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha spiegato parlando in Consiglio comunale le sue dimissioni.

“Bisogna riconoscere – ha ammesso il primo cittadino – il fallimento del progetto delle ‘aree a breve’. Inoltre anche la maggioranza era sfilacciata. Tutte motivazioni che mi hanno portato a dare le dimissioni”.

Cialente ha anche aggiunto che la legge sul terremoto sarà calendarizzata in Parlamento entro la metà di aprile, confermando quanto anticipato dal parlamentare Pd Giovanni Lolli.

“L’ottava commissione parlamentare, quella Ambiente e territorio – ha detto – sta svolgendo le audizioni per arrivare alla stesura di un testo di legge per L’Aquila”. (g.a.)

TUTTI PRESENTI IN CONSIGLIO

Il Consiglio, previsto per le ore 16, è iniziato con una mezz’ora di ritardo con appena due assenti: Francesco Valentini (gruppo misto) e Vincenzo Rivera (Pd).

Entrambe sono arrivati all’assise intorno alle 16.40, completando i ranghi. (m.c.)

GLI STRALI DELL’OPPOSIZIONE CONTRO IL SINDACO

L’AQUILA – Piovono strali dalle opposizioni sul sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

Nel giorno del primo Consiglio comunale dopo il ritiro delle dimissioni del primo cittadino, in una conferenza stampa il centrodestra ha duramente stigmatizzato l’atteggiamento di Cialente.

“Cialente si è dimesso 20 giorni fa perché non aveva una maggioranza – ha spiegato Enzo Lombardi, coordinatore comunale del Pdl – In questi giorni sono state date diverse motivazioni: dalla richiesta di chiarezza sulla governance, con connessi attacchi alla struttura commissariale e al capo della Struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana, all’arrivo di lobby esterne alla città nella ricostruzione. Cialente riconosca che non aveva una maggioranza e per questo si è dimesso, anche se oggi ci sono le frange estreme del centrosinistra che hanno teso la mano al sindaco”.

“Dopo l’incontro di sabato a Roma con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, alla presenza del commissario, Gianni Chiodi, e del vice, Antonio Cicchetti, le motivazioni che hanno portato Cialente a ritirare le dimissioni sono stupefacenti: ci si dice che si accontenta di un ‘cambiamento di metodo’”.

Sulle posizioni del Terzo polo, che nelle scorse settimane ha chiesto al sindaco di tornare sui suoi passi, Lombardi ha aggiunto: “sono stupito”.

Per il consigliere comunale Corrado Sciomenta (Mpa), “è una vergogna che Cialente sia tornato suoi suoi passi”.

Secondo Corrado Ruggeri (Mpa), “l’unico risultato che si è ottenuto a Roma è quello di veder commissariato l’assessorato al Bilancio. Lo strumento finanziario, infatti, sarà redatto e vagliato dalla Ragioneria dello Stato”.

“Rispetto alla gestione pre e post terremoto – ha aggiunto Luigi Di Luzio (Mpa) – non credo che un commissario farebbe peggio di Cialente”. (g.a.)

L’ATTESA

PRIMO CONSIGLIO DOPO LA REVOCA DELLE DIMISSIONI

L’AQUILA – Subito un primo banco di prova per il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ieri mattina ha ritirato ufficialmente le dimissioni presentate l’8 marzo scorso: alle 16, infatti, tornerà a riunirsi il Consiglio comunale, chiamato ad esprimersi sulla proposta di deliberazione relativa al riassetto delle società ex municipalizzate.

La bocciatura di un emendamento al documento provocò lo scatto del primo cittadino, che tra lo sbigottimento e l’incredulità generale, annunciò le dimissioni.

Il summit romano di sabato scorso alla presenza  del sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e i rappresentanti del governo in Abruzzo, il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, e il vice commissario vicario, Antonio Cicchetti ha portato Cialente a tornare sui suoi passi: rassicurazioni sono giunte circa le risorse che verranno messe a disposizione del governo per l’approvazione del bilancio comunale, circa 25 milioni di euro, ed un maggior coinvolgimento del tavolo tecnico di coordinamento degli enti sulla ricostruzione.

Non ci sarà alcun cambiamento, come invece avrebbe auspicato il sindaco, relativamente all’assetto della Struttura tecnica di missione: le storie tese e le accuse tra primo cittadino ed il coordinatore Gaetano Fontana non sono una novità.

Da valutare anche l’atteggiamento della maggioranza, che sembra aver ritrovato l’unità perduta in questi venti giorni di vacatio legislativa. Oltre al documento contenente le 20 firme dei consiglieri il sindaco nelle scorse settimane ha ricevuto appelli da esponenti politici anche di livello nazionale per il ritiro delle dimissioni. Anche il Pd, accusato da Cialente dopo le dimissioni (“non ho un partito nè una maggioranza” disse Cialente dimettendosi), è tornato a far quadrato sul sindaco del capoluogo: “Il ritiro delle dimissioni di Cialente è un atto di responsabilità e un atto d’amore verso la città: lasciarla per un anno nelle mani del commissario sarebbe stato devastante e per questo ringraziamo Cialente – ha dichiarato il segretario del Pd, Silvio Paolucci.

Non si placano, invece, le polemiche nel centrodestra: “Ancora una volta noi cittadini siamo stati presi in giro dal nostro sindaco – scrive Federico Russo Spena, vice coordinatore comunale della Giovane Italia –  Meno di venti giorni fa Cialente si dimise sostenendo di non avere più una maggioranza che lo supportasse, o meglio, che lo sopportasse e gridando di essere stato lasciato solo dal Governo nazionale. Evidentemente pochi giorni sono sufficienti per ricompattare il nulla e per ottenere chi sa che cosa da Roma”. Ieri durissimi attacchi erano giunti da Pdl, La Destra e Mpa.

Possibile che nei prossimi giorni arrivino novità anche in relazione ad un nuovo assetto di giunta: durante un’intervista rilasciata ad un’emittente televisiva locale lo stesso sindaco non ha escluso la possibilità di un rimpasto dell’esecutivo.

Oggi Cialente comunicherà ai consiglieri il ritorno in sella fino alle elezioni del 2012; inevitabile lo scontro tra maggioranza ed opposizione in aula. Poco prima dell’inizio della seduta, il consigliere regionale Pdl Luca Ricciuti, il coordinatore comunale Pdl, Enzo Lombardi, ed alcuni consiglieri comunali terranno una conferenza stampa.

IRITALE (PD): “MASSIMO SOSTEGNO A CIALENTE”

L’AQUILA – “Cialente ha il sostegno di tutto il Partito Democratico. Negli appuntamenti ufficiali, sia nell’assemblea interna dell’11, sia nell’iniziativa pubblica con Errani del 23, il partito  ha chiesto a Cialente di ritirare le dimissioni e proseguire il difficile compito amministrativo che gli compete”.  A dichiararlo è il coordinatore comunale del Pd, Francesco Iritale.

“Le accuse apparse oggi sui giornali da parte di D’Eramo in merito al mancato sostegno del Sindaco da parte del PD  sono dunque illazioni”.

“In merito alle ipotesi di commissariamento dell’Assessorato al Bilancio del Comune si precisa che l’erogazione dei fondi sarà d’ora in poi supervisionata su tutta la filiera dal Governo a tutela degli impegni presi in nome e per conto della collettività”.

“Ci pare del tutto inopportuno che il centro destra utilizzi un momento difficile come questo per polemizzare con i vertici dell’Amministrazione comunale piuttosto che dare il proprio contributo a risolvere i tanti problemi da affrontare in primis quelli posti in una lettera a Chiodi da associazioni di categoria e ordini professionali sul temi dei costi della Ricostruzione”.

PAOLUCCI (PD): “CIALENTE SENSO DI RESPONSABILITA’”

“Il ritiro delle dimissioni di Cialente è un atto di responsabilità e un atto d’amore verso la città: lasciarla per un anno nelle mani del commissario sarebbe stato devastante e per questo ringraziamo Cialente”.

Lo afferma il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci.

 “Le sue dimissioni” dice Paolucci “sono servite anche per denunciare con forza la situazione in cui versa la ricostruzione pesante anche a causa dei rapporti con la struttura commissariale. Il Pd continuerà a battersi a tutti i livelli – assicura il segretario regionale – affinché agli aquilani sia garantito il diritto ad una ricostruzione rapida, trasparente ed efficiente, affidata agli enti locali”.

RUSSO SPENA (GIOVANE ITALIA): “PRESI IN GIRO DA CIALENTE”

“Ancora una volta noi cittadini siamo stati presi in giro dal nostro sindaco”. A dichiararlo è il vice coordinatore della Giovane Italia, Federico Russo Spena.

“Meno di venti giorni fa Cialente si dimise sostenendo di non avere più una maggioranza che lo supportasse, o meglio, che lo sopportasse e gridando di essere stato lasciato solo dal Governo nazionale. Evidentemente pochi giorni sono sufficienti per ricompattare il nulla e per ottenere chi sa che cosa da Roma”.

“Sono pronto a scommettere di tutto che tra pochissimo tempo il sindaco ricomincerà a piangere per poi passare al contrattacco sostenendo di essere stato lasciato nuovamente solo. Il comune non ha i soldi, il suo governo non è stato in grado di presentare uno straccio di idea per la ricostruzione dell’ Aquila e lui è depresso perché circondato da personaggi con grandi ambizioni e con competenza limitata come la Pezzopane che, oltre a lanciare slogan senza senso e senza logica e oltre a scrivere sterili lettere a chiunque possa darle un minimo di considerazione che evidentemente non ha più tra i suoi concittadini, non è stata buona a fare niente prima da presidente della provincia e poi da assessore comunale”.

“Significativa è l’indifferenza con cui la città ha vissuto le ultime vicende politiche. Tutto ciò denota la sfiducia e lo sconforto che gli aquilani nutrono verso la classe politica comunale. Sono perfettamente consapevole che governare un capoluogo di regione è difficilissimo, ed è ancora più difficile se questo capoluogo è stato materialmente distrutto. Tuttavia ciò non giustifica la quotidiana presa in giro nei confronti di chi, nel suo piccolo, agisce per il rilancio della città”.

“Sindaco le auguro buon lavoro per questo suo ultimo anno di governo e le chiedo di smetterla di lamentarsi inutilmente e di mettersi a lavorare seriamente, a lei e ai membri della sua giunta”.

L’ORDINE DEL GIORNO DELLA SEDUTA ALL’EMICICLO (ORE 16)

In apertura dei lavori vi saranno le comunicazioni in ordine alle dimissioni del Sindaco.

All’ordine del giorno l’approvazione dell’atto di indirizzo relativo alle linee guida per la riorganizzazione delle Società Partecipate e un’interrogazione del consigliere Giuseppe Bernardi (Sinistra per L’Aquila) su “Accademia dell’Immagine”.

L’assemblea discuterà inoltre le proposte di deliberazione del consigliere straniero Vide Roland su “rafforzamento esperienza consigliere straniero aggiunto, con potere di voto vincolante sulle politiche comunali destinate all’immigrazione, e quella del consigliere Piero Di Piero (Api) su “sospensione procedura mobilità del personale in attesa dell’approvazione del decreto  mille proroghe”.
L’eventuale seduta di seconda convocazione è prevista per lunedì 4 aprile.

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