L’AQUILA – “La ricostruzione della città dell’Aquila non è una sfida delle amministrazioni locali, bensì di tutto il Paese, rispetto alla quale il Parlamento deve recuperare la sua consapevolezza e centralità”.

Con queste motivazioni il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente (nella foto), scrive ai segretari, ai presidenti e ai coordinatori dei partiti politici nazionali, allo scopo di chiedere loro un incontro per spiegare le questioni ancora aperte in merito a ricostruzione, economia, tributi e occupazione.

È una sorta di replica al vertice già organizzato dallo stesso Cialente (su un’idea che la vulgata vuole essere stata partorita dall’assessore Pierluigi Pezzopane) con direttori di testata e giornalisti, che accompagnò personalmente in “zona rossa” per farli rendere conto del disastro ignorato dalla stampa nazionale.

Nel sottolineare come la situazione, all’Aquila, sia ancora di “drammatica emergenza” e nel ricordare gli sforzi del Governo e della Protezione civile, Cialente spiega come, nel frattempo, “dal 1° luglio, abbiamo dovuto ricominciare a pagare tributi, tasse, mutui, anche delle case crollate”.

“Grande preoccupazione – scrive il primo cittadino – è indotta dalla previsione contenuta nella manovra economica attualmente in discussione al Senato, che prevede la restituzione del 100 per cento delle tasse sospese per 14 mesi in soli 5 anni a partire dal 1° gennaio prossimo. Una serie di provvedimenti che peseranno in primo luogo sulle famiglie e sui lavoratori autonomi, che sempre più piombano nell’inferno della disperazione”.

LA SITUAZIONE DRAMMATICA

Poi il sindaco sottolinea le altre emergenze della situazione aquilana. “La ricostruzione – si legge ancora nella lettera – è ferma perché non abbiamo disponibilità di risorse. È ferma anche la ricostruzione delle abitazioni con danni di media entità, completamente ferma la ricostruzione delle abitazioni dell’edilizia pubblica, bloccata quella degli edifici pubblici strategici. Delle oltre mille attività produttive che, alla data del 6 aprile 2009, erano localizzate nel centro storico, solo una piccola parte ha riaperto, il più delle volte in strutture provvisorie e con un volume di affari che si attesta tra il 10 e il 30 per cento rispetto al fatturato precedente. La cassa integrazione è aumentata, nell’ultimo anno, dell’800 per cento”.

“Di fronte a questa situazione – scrive il sindaco – chiedo a lei e a tutti i leader politici nazionali di poterla incontrare, nel caso lei lo ritenesse opportuno anche alla presenza dei capigruppo del suo partito alla Camera e al Senato, per poterle esporre sia quanto è stato fatto che tutto ciò che si deve ancora fare. Mi piacerebbe, nel caso non l’avesse già fatto recentemente, anche di poterla ospitare all’Aquila per mostrarle direttamente la situazione. La nostra è la battaglia, condotta senza divisioni e senza casacche, di una città che, nonostante tutto, vuole tornare a vivere”.

LA MANIFESTAZIONE DI DOMANI

Nella lettera, il sindaco ricorda la grande mobilitazione dello scorso 16 giugno e accenna a quella prevista per mercoledì 7 luglio a Roma. “L’intera comunità si è ritrovata, il 16 giugno, in una grande manifestazione composta, dignitosa, commovente, senza bandiere di parte, sotto i colori neroverdi, quelli che nel terremoto del 1703 sostituirono il bianco e il rosso del nostro vessillo per legare indissolubilmente L’Aquila a due sentimenti: il nero del dolore e il verde della speranza. Il 7 luglio saremo tutti a Roma, sempre e solo con gli stessi colori. Mi farebbe piacere se lei volesse incontrare anche lì gli aquilani”.

“Abbiamo impegnato tutte le nostre energie per ripartire, mettendo da parte il dolore e superando le mille incertezze per il futuro – conclude il sindaco Cialente – Negli ultimi tempi, però, abbiamo l’impressione che, anziché un aiuto, una spinta, la politica finisca per determinare un freno a questa corsa in salita che pure abbiamo intrapreso con determinazione. Se non si interviene subito con una politica di sostegno reale e con provvedimenti immediati, che diano certezze normative e finanziarie sulla ricostruzione, questa città e questo territorio moriranno. Le chiedo pertanto di aiutarci a restare nella città che amiamo, che dà a ciascuno di noi la propria identità e in cui si riconosce questa nobile comunità.

“Le chiedo di aiutarci a non essere condannati a vederla morire giorno per giorno”, conclude il primo cittadino.