L’AQUILA – Forse ci volevano le dimissioni di Massimo Cialente per mettere fine alla polemica tra Comune e Caritas italiana.
La Giunta comunale, nella seduta dell’8 marzo, presieduta dal vice sindaco Giampaolo Arduini, infatti, ha dato il via libera alla realizzazione di tre edifici polifunzionali a Roio Poggio, Cese di Preturo e Sassa, finanziati dall’organismo pastorale della Cei e contestualmente approvato un atto disciplinare con il quale se ne affida la gestione alla Curia dell’Aquila.
La proprietà delle aree e dei manufatti, quindi, rimane in capo al Comune, ma le attività che vi verranno svolte saranno decise dalla Curia, verosimilmente attraverso i parroci locali. Un compromesso che potrebbe sbloccare un’impasse durata per mesi.
LA POLEMICA
La storia è piuttosto nota. Alla fine dello scorso anno monsignor Vittorio Nozza, direttore dell’organismo pastorale della Cei denunciava di avere progetti e soldi pronti per la realizzazione di strutture polivalenti a carattere sociale, ma di non poter partire per colpa del Comune dell’Aquila.
In un’intervista a Famiglia Cristiana, Nozza aveva dichiarato: “Mancano indirizzi chiari, non si trovano interlocutori, si nota una litigiosità estrema dentro l’amministrazione e nei rapporti con le altre istituzioni, compresa la diocesi”.
Alle accuse aveva ribattuto Cialente, in una conferenza stampa cui erano presenti gli assessori Stefania Pezzopane e Pietro Di Stefano: “L’Aquila non è una missione in Africa. Quali siano le cose utili da fare per la città lo decidano gli aquilani”.
IL RETROSCENA
In realtà, secondo indiscrezioni, il vero nodo della questione era relativo alla gestione delle strutture: Caritas, da questo punto di vista, pretendeva delle garanzie sul loro effettivo utilizzo, proponendo di affidarle alle parrocchie, cosa che Cialente sosteneva di “non poter reggere politicamente”.
A bloccare le cose sarebbero stati, di fatto, i burrascosi rapporti interni alla maggioranza. Il centrosinistra, ma anche una parte di centrodestra, non volevano sentirne parlare di avere la Curia tra i soggetti affidatari, memori anche della querelle seguita alla realizzazione della residenza per universitari San Carlo Borromeo a Coppito.
IL COMPROMESSO
Il definitivo via libera alla Caritas, relativamente ai “Centri di comunità” di Roio Poggio, Cese di Preturo e Sassa nucleo industriale aventi finalità di “culto, sociali, sportivi, ricreativi e associativi”, è arrivato da una delibera di Giunta comunale dell’8 marzo, proprio il giorno delle dimissioni di Cialente, che ne dispone l’affidamento della gestione all’Arcidiocesi dell’Aquila attraverso la stipula di un comodato gratuito della durata di venti anni.
Quello che appare come l’atto finale di una lunga disputa apre, in realtà, alcuni interrogativi: se il Comune ha dichiarato, attraverso il provvedimento approvato dalla Giunta, il possesso delle aree già dal luglio 2010 e la compatibilità degli interventi con le norme tecniche d’attuazione del piano regolatore, perché attendere tanti mesi e innescare la controversia con Caritas italiana?
Perché si è aspettato che arrivassero le dimissioni del primo cittadino per chiudere la vicenda? E perché nessuno ne ha dato notizia, considerate le ricadute positive che ne avranno i residenti di Roio Poggio, Cese e Sassa?
Il nodo della questione, evidentemente, come dicevamo sopra, è proprio relativo al ruolo della Curia.
Quello che è certo è che la delibera citata e il relativo atto disciplinare allegato non mancheranno di suscitare altre perplessità in quella parte di Consiglio che non vede di buon occhio l’Arcidiocesi aquilana e rischia di piazzare un altro macigno sulla strada del dialogo e del riavvicinamento con i partiti di sinistra tentato dal Pd e da tutti coloro che puntano a far ritornare sui suoi passi Massimo Cialente. (red)
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