L’AQUILA – Cosa accadrà se Massimo Cialente ufficializzerà le sue dimissioni, come sembra sempre più probabile?

Dal momento della formalizzazione delle dimissioni il sindaco ha venti giorni di tempo per revocarle.

Se il primo cittadino non le ritira il consiglio si scioglie e viene nominato un commissario.

Nel caso dell’Aquila c’è il problema che il ministero degli Interno ha già emanato il decreto di convocazione delle elezioni amministrative di primavera, che si terranno domenica 15 e lunedì 16 maggio con eventuale turno di ballottaggio fissato due settimane dopo.

Con le procedure ordinarie, quindi, il commissariamento dell’Aquila durerebbe fino alla tornata elettorale del 2012, condannando il capoluogo a rimanere senza guida politica in una fase cruciale della ricostruzione.

L’unica soluzione sarebbe un provvedimento ad hoc del Viminale: eccezione questa che, però, non fu assicurata neanche al comune di Bologna interessato dalle dimissioni di Flavio Delbono dopo il “Cinziagate”.

Qualunque sia la data in cui si andrà al voto, comunque il nuovo Consiglio comunale subirà la riduzione dei componenti previsti dalla normativa nazionale di contenimento della spesa degli enti locali, così come anche la Giunta.

In caso di effettivo scioglimento dell’assise civica, quindi, la prossima sarà composta da 32 membri più il sindaco (contro i 40 attuali) e la Giunta potrà essere formata da un massimo di nove assessori (oggi sono undici).

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