L’AQUILA – “In altre condizioni, in un altro processo e in un’altra vita e contro altre persone ci sarebbero stati i presupposti per tutelare diversamente e più efficacemente il sindaco, ingiustamente indagato rispetto a un’accusa così infamante”.
Lo afferma l’avvocato Carlo Benedetti, presidente del Consiglio comunale, che ha assistito il primo cittadino dell’Aquila, Massimo Cialente, nel procedimento per omissione d’atti d’ufficio nella prevenzione prima del sisma del 6 aprile 2009 che oggi è stato archiviato.
Una dichiarazione che fa capire come il sindaco e il suo legale non procederanno a una contro-querela per calunnia, come pure sarebbe possibile, nei confronti del grande accusatore Vincenzo Vittorini, all’epoca dell’esposto presidente dell’associazione “309 martiri” e poi dimessosi quando è divenuto consigliere comunale.
Vittorini nel sisma di oltre 4 anni fa ha perso la moglie e una figlia e da allora ha cominciato una battaglia politica e giudiziaria per la tutela della sicurezza dei cittadini e della prevenzione sismica anche attraverso azioni di protezione civile.
“Cialente esce comunque ferito da questa vicenda e da questa accusa terribile”, conclude Benedetti. (alb.or.)





