L’AQUILA – “Lo stesso prefetto che vuole farmi rimuovere perché protesto per avere i soldi, attraverso un commissario su delega del Tar mi intima di stanziare fondi per la ricostruzione di tre edifici. Vorrà dire che accenderò un mutuo sul mio conto personale!”.

Denuncia così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, una difformità che emerge dagli atti che piombano dalla prefettura nelle stanze comunali.

Il primo cittadino si riferisce in particolare al gran numero di aquilani che, con la ricostruzione paralizzata, si presentano dal giudice amministrativo e inoltrano ricorso contro i ritardi nell’erogazione dei contributi a fronte di pratiche già presentate, ottenendo la nomina di un commissario ad acta che stanga l’amministrazione.

“Sono già pieno di sentenze del Tar che nominano il commissario – svela Cialente – Una di queste mi dice entro il 26 mi dice che devo dare soldi a tre edifici. L’atto è di un commissario nominato dal prefetto (su delega del Tar, ndr) e si tratta di un dipendente della prefettura”.

“Posso farlo in un solo modo, facendo un mutuo in banca o facendolo fare all’assessore Di Stefano, o a Moroni – sbotta Cialente – Chi me li dà i soldi? Il prefetto? Capite il mio impazzimento? Io non ho i soldi, faccio la protesta per averli e lui dice che mi rimuove”. (alb.or.)